FAHRENHEIT 451
Edizioni italiane:Gli anni della Fenice 1956 (Contiene anche i racconti: Il giardino d'infanzia [Playground, 1953], E la roccia gridò [And the Rock Cried Out, 1953]);
Oscar Mondadori 1966, 1975
I Grandi Bestsellers, Mondadori/De Agostini 1986
Oscar Classici Moderni, Mondadori 1989.
Titolo Originale Fahrenheit 451
 
  
 

Questo romanzo, il più celebre di Ray Bradbury, può essere considerato un inno alla diversità, al diritto di ognuno ad essere ciò che è, senza per questo aver paura di offendere la sensibilità di altri, una sfida all’ipocrisia del "politically correct". È un manifesto di lotta alla omologazione collettiva, al tentativo, presente tuttora nelle grandi società multietniche e multirazziali, di dissolvere ogni tipicità in un grande minestrone insapore ed inodore; è la certezza che la Ragione, come unica vera fonte di tolleranza, non morirà mai.
 
    Da questo romanzo è stato tratto un celebre film diretto nel 1966 da François Truffaut con Oskar Werner e Julie Christie, la migliore trasposizione cinematografica di un’opera di Bradbury (a lato, la locandina originale dell'opera).
    Bradbury comunque sembra non aver apprezzato appieno il risultato cinematografico, infatti sta attualmente lavorando ad una nuova sceneggiatura, i cui diritti sono stati acquistati recentemente da Mel Gibson.
 

SINOPSIS

Il romanzo è ambientato in un futuro non lontano dove scrivere e leggere libri è proibito. Il protagonista è Guy Montag, un vigile del fuoco: in questo futuro però la funzione dei pompieri non è spegnere incendi, anzi, armati di lanciafiamme, irrompono nelle case dei sovversivi che leggono o conservano libri e bruciano (451 °F è la temperatura a cui brucia la carta) tutto ciò che trovano. Questo lavoro appassiona e coinvolge Guy, fino a quando, una sera, incontra una ragazza, Clarisse, che gli racconta di un passato in cui leggere e scrivere non era reato e di come creare parole è molto meglio che distruggerle. L’atteggiamento, lo sguardo, la vitalità della ragazza affascinano Guy, che comincia così a nascondere alcuni libri, senza comunque avere il coraggio di leggerli. Il turbamento di Montag però non passa inosservato e quando uccide il suo diretto superiore (che aveva scoperto la sua segreta attività), comincia una caccia che lo vede come preda, fino a quando incontra …

 

ESTRATTO DA FAHRENHEIT 451 nella traduzione di Giorgio Monicelli

… "E ti piace giocare alle bocce, vero Montag?"
  "Oh, le bocce, si, moltissimo."
  "E a golf?"
  "Anche."
  "Pallacanestro?"
  "Un gioco bellissimo."
  "Biliardo? Boccetta? Palla ovale?"
  "Giochi magnifici, tutti!"
  "Più sport per ognuno, spirito di gruppo, divertimento, svago, distrazioni, e tu così non pensi, no? Organizzare, riorganizzare, superoganizzare super-super-sport! Più vignette umoristiche, più fumetti nei libri! Più illustrazioni ovunque! La gente assimila sempre meno. Tutti sono sempre più impazienti, più agitati ed irrequieti. Le autostrade e le strade di ogni genere sono affollate di gente che va un po’ da per tutto, ovunque, ed è come se andasse in nessun posto. I profughi della benzina, gli erranti del motore a scoppio. Le città si trasformano in auto-alberghi ambulanti, la gente sempre più dedita al nomadismo va di località in località, seguendo il corso delle maree lunari …
 
Consideriamo ora le minoranze in seno alla nostra civiltà. Più numerosa la popolazione, maggiori le minoranze. Non pestare i piedi ai cinofili, ai maniaci dei gatti, ai medici, agli avvocati, ai mercanti, ai pezzi grossi, ai mormoni, battisti, unitarii, cinesi della seconda generazione, oriundi svedesi, italiani, tedeschi, nativi del Texas, brooklyniani, irlandesi, oriundi dell’Oregon o del Messico. I personaggi di questo libro, di questa commedia, di questo programma TV non rappresentano il benché minimo riferimento od allusione a reali pittori, cartografi, meccanici di qualsiasi città o paese. Più vasto il mercato, Montag, meno le controversie che ti conviene comporre, ricordatelo! Tutte le minoranze, fino alle infime, vanno tenute bene, col loro bagnetto ogni mattina. …
 
Tutto questo è avvenuto! Le riviste periodiche divennero un gradevole miscuglio di tapioca alla vaniglia. I libri, così i loro critici, quei maledetti snob, avevano proclamato, erano acqua sporca da sguatteri. Nessuna meraviglia che i libri non si vendessero più, dicevano i critici, ma il pubblico, che sapeva ciò che voleva, con una felice diversione, lasciò sopravvivere libri e periodici a fumetti. Oltre alle riviste erotiche a tre dimensioni ovviamente. Ecco, ci siamo, Montag, capisci? Non è stato il governo a decidere, no! Ma la tecnologia, lo sfruttamento delle masse e la pressione delle minoranze hanno raggiunto il loro scopo, grazie a Dio! Oggi, grazie a loro, tu puoi vivere sereno e contento per ventiquattr’ore al giorno …

  Si teme sempre ciò che non ci è familiare. Chi di noi non ha avuto in classe, da ragazzini, il solito primo della classe, il ragazzo dalla intelligenza superiore, che sapeva sempre rispondere alle domande più astruse mentre gli altri restavano seduti come tanti idioti di legno, odiandolo con tutta l’anima? Non era sempre questo ragazzino superiore che sceglievi per le scazzottature ed i tormenti del doposcuola? Per forza! Noi dobbiamo essere tutti uguali. Non è che si nasca libero ed uguale, come dice la Costituzione, ognuno viene fatto uguale. Ogni essere umano a immagine e somiglianza di ogni altro; dopo di che tutti sono felici … Gli esseri umani vogliono la felicità, non è vero? Non è quello che sentiamo dire da quando siamo al mondo? Voglio un po’ di felicità, dice la gente. Ebbene, non l’hanno forse? Non li teniamo in continuo divertimento, non diamo loro ininterrottamente svago? Non è per questo che in fondo viviamo? Per il piacere e per i più svariati titillamenti? E tu non potrai negare che la nostra forma di civiltà non ne abbia in abbondanza, di titillamenti … Se non vuoi un uomo infelice per motivi politici, non presentargli mai due aspetti dello stesso problema, o lo tormenterai; dagliene uno solo; meglio ancora, non proporgliene nessuno. Fa’ che dimentichi che esiste una cosa come la guerra. Se il governo è inefficiente, appesantito dalla burocrazia ed in preda a delirio fiscale, meglio tutto questo che non il fatto che il popolo abbia da lamentarsi. Pace, Montag. Offri al popolo gare che si possano vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari Stati dell’Unione o la quantità di grano che lo Iowa ha prodotto l’anno passato. Riempi loro il cranio di dati non combustibili, imbottiscili di fatti al punto che non si potranno neanche più muovere tanto sono pieni, ma sicuri di essere veramente ben informati. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affinché possano pescare con questi ami fatti ch’è meglio restino dove si trovano. Con ami simili pescheranno la malinconia e la tristezza."
 

 
 

 
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Fabrizio Mazza
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