
Per Ray Bradbury
la risposta a questa domanda è racchiusa nella summa di tutte le
esperienze, dei sogni e delle paure, unite dalla capacità di saperle
raccontare. Ma Bradbury non si limita a questo, anzi ci propone qualcosa
di simile ad un manuale; un handbook in cui, uno dei più
grandi ed originali scrittori del XX secolo, suggerisce i princìpi
pratici e filosofici che stanno alla base di una scrittura non banale:
la capacità di sviluppare idee originali e uno stile proprio e personale,
ma non impermeabile né agli insegnamenti dei grandi del passato
né alla realtà che lo circonda.
Abbiamo detto che si tratta di qualcosa di simile ad un manuale, ma non è esattamente un manuale per aspiranti scrittori, è una celebrazione dell'atto stesso di scrivere, della necessità di scavare dal profondo del proprio Io perché in ogni persona ci sono storie che valgono la pena di essere raccontate, esperienze determinati, idee originali, passioni e timori che non bisogna avere paura di rendere pubbliche. Così Bradbury ci parla dei suoi primi dilettanteschi tentativi di racconti, dell’origine dell’amore per la fantascienza e di come gli sono venute le idee più importanti dei suoi romanzi. Ma le sue paure infantili, le sue ossessioni e i suoi amori in questo libro non hanno uno scopo autobiografico, la sua storia personale è piuttosto il tentativo di dimostrare quanto sia importante per uno scrittore conoscere per primo sé stesso per poter assolvere ad uno scopo difficile quanto banale: scrivere storie.
ESTRATTO DA LO ZEN NELL'ARTE DELLA SCRITTURA nella traduzione di Paolo Nori e Salim Catrina.
... Il nutrimento della Musa, quindi,
del quale si è trattato qui prevalentemente, mi sembra essere una
continua rincorsa degli amori, la ricerca di questi amori a dispetto dei
bisogni presenti e futuri, il movimento da trame semplici a trame sempre
più complesse, da quelle ingenue a quelle più informate,
da quelle non intellettuali a quelle intellettuali. Niente è perso.
Se ti sei mosso su territori sconfinati e hai osato amare delle cose stupide,
avrai imparato anche dagli oggetti più primitivi che hai collezionato
e che hai messo da parte nella tua vita. Da una curiosità sempre
viva in tutte le arti, dalla cattiva radio al buon teatro, dalla ninnananna
della sinfonia, dal racconto primitivo al Castello di Kafka, c'è
la qualità di base da mettere da parte, ci sono verità da
trovare, tenere, assaporare ed usare in futuro. Essere un bambino dei tempi
che furono significa fare tutte queste cose.
Non separarti,
per i soldi, da tutto il materiale che hai collezionato nel corso della
tua vita.
Non separarti,
per la vanità, dalle pubblicazioni intellettuali, da quello che
sei, dalla materia dentro di te che fa di te un individuo e che ti rende
indispensabile agli altri.
Per nutrire
la tua musa, quindi, devi sempre essere stato affamato di vita fin da quando
eri un bambino. Se non è stato così, è un po' troppo
tardi per cominciare. Meglio tardi che mai, naturalmente. Ti senti pronto?
Significa che
devi fare delle lunghe passeggiate di notte per la tua città o per
il tuo paese, o passeggiare in campagna di giorno. E lunghe passeggiate,
non importa quando, per negozi di libri e biblioteche.
E mentre la
nutri, come mantenere la tua Musa è il tuo problema finale.
La Musa deve
avere una forma. Scriverai un migliaio di parole al giorno per dieci o
vent'anni per provare a darle una forma, per imparare sulla grammatica
e sulla costruzione di una storia in modo che questo diventi parte del
subconscio, senza restringere o distorcere la musa.
Vivendo bene,
osservando come vivi, leggendo bene e osservando come leggi, hai nutrito
il tuo io più originale. Esercitandoti nella scrittura, con ripetizione
degli esercizi, imitazione, buoni esempi, tu hai creato un posto pulito
e illuminato bene dove tenere la Musa. Gli hai dato o le hai dato, qualsiasi
cosa sia, dello spazio in cui muoversi. E attraverso l'allenamento, ti
sei rilassato abbastanza per non sgranare gli occhi in modo scortese quando
l'ispirazione entrerà nella stanza.
Hai imparato
ad andare alla macchina da scrivere e conservare l'ispirazione per tutto
il tempo, mettendola sulla carta. E hai imparato a rispondere alla domanda
di prima: la creatività preferisce che la si parli ad alta voce
o sottovoce?
La voce forte,
la voce appassionata sembra piacerle di più. La voce in rivolta,
il contrasto tra gli opposti. Siedi alla tua macchina da scrivere, butta
giù caratteri di vario tipo, lasciali volare insieme in un grande
clangore. Immediatamente il tuo io segreto è in piedi. Amiamo tutti
la decisione, i proclami; tutti gridano per, tutti gridano contro.
Questo non significa che una storia tranquilla sia da escludere. Uno può
eccitarsi e appassionarsi per una storia tranquilla coma per qualsiasi
altra. C'è eccitazione nella calma bellezza della Venere di Milo.
Lo spettatore, qui, diventa importante come la cosa vista.
Sii certo di
questo. Quando l'amore onesto parla, quando comincia la vera ammirazione,
quando sale l'eccitazione, quando l'odio si solleva in spire come il fumo,
non devi mai dubitare che la creatività sarà con te per sempre.
Il nucleo della tua creatività dovrà essere lo stesso nucleo
della tua storia e del personaggio principale della tua storia. Che cosa
vuole il tuo personaggio, qual è il suo sogno, che forma ha e com'è
espresso? L'espressione data è la dinamo della tua vita, anche come
creatore. Nel momento esatto in cui la verità erompe, il subconscio
si trasforma da un file da buttare a un angelo che scrive un libro dorato.
Allora guardati.
Considera tutto quello di cui ti sei nutrito nel corso degli anni. Era
un banchetto o una dieta da morto di fame?
Chi sono i tuoi
amici? Credono in te? O bloccano la tua crescita con il ridicolo e l'incredulità?
Se è così non hai amici. Vai a cercarne.
E infine, ti
sei allenato abbastanza da poter dire quello che vuoi senza zoppicare?
Hai scritto abbastanza per essere rilassato e permettere alla verità
di venir fuori senza essere rovinata dall'autocoscienza affettata o cambiata
dal desiderio di diventare ricco?
Nutrirsi bene
significa crescere. Lavorare bene e costantemente è mantenere quello
che hai imparato o conosciuto in condizione primordiale. Questi sono i
due lati della medaglia che quando è lanciata non è esperienza
né fatica, ma il momento della rivelazione. La moneta, per illusione
ottica, diventa un tondo, brillante globo roteante di vita. È il
momento in cui il ritmo del portico risuona soavemente e una voce parla.
Tutti trattengono il fiato. La voce sale e scende. Il babbo racconta degli
anni passati. Un fantasma nasce dalle sue labbra. Il subconscio muove e
stropiccia i suoi occhi. La musa si avventura tra le felci sotto il portico,
dove i ragazzi dell'estate, sparsi sul prato, ascoltano. Le parole diventano
poesia che nessuno capisce, perché nessuno ha pensato di chiamarla
così. Il tempo è là. Un uomo ben nutrito afferra e
con calma offre la sua infinitesima porzione di eternità. Sembra
una cosa grande, nella notte estiva. E lo è, come lo è sempre
stato nei tempi, quando c'era un uomo che aveva qualcosa da dire e uno,
quieto e saggio, che l'ascoltava.
Nota finale
La prima stella
del cinema che mi ricordo è Lon Chaney.
Il primo disegno
che ho fatto era uno scheletro.
Il primo sgomento
che ricordo di aver avuto era dato da una notte estiva di stelle in Illinois.
Le prime storie
che ho letto erano storie di fantascienza su Amazing.
La prima volta
che sono andato via da casa è stato per andare a New York a vedere
The World of the Future, nel Perisphere, all'ombra di Trylon.
La prima decisione
sulla carriera la presi a undici anni, volevo essere un mago e viaggiare
per il mondo con le mie illusioni.
La seconda decisione
la presi a dodici anni, quando ricevetti una macchina da scrivere in regalo
per natale.
E decisi di
diventare uno scrittore. E tra la decisione e la realtà stanno otto
anni di junior high school, high school, vendita di giornale all'angolo
di una strada a Los Angeles, otto anni nel corso dei quali ho scritto tre
milioni di parole.
Fu Rob Wagner
ad accettare il mio primo racconto, per Script Magazine, avevo vent'anni.
Il secondo racconto
lo vendetti a Thrilling Wonder Stories.
Il terzo a Weird
Tales.
Da allora ho
venduto 250 racconti a quasi tutte le riviste degli Stati Uniti d'America
e in più ho scritto la sceneggiatura di Moby Dick, per John
Huston.
Per Weird
Tales, ho scritto di Lon Chaney e del popolo degli scheletri.
Ho scritto dell'Illinois
e della sua vastità nel mio romanzo Dandelon Wine.
Ho scritto di
quelle stelle, sopra l'Illinois, verso le quali sta andando una nuova generazione.
Ho creato mondi
del futuro sulla carta simili ai mondi che avevo visto da bambino a New
York alla fiera.
E ho deciso,
una notte, molto tardi, che non avrei mai rinunciato al mio primo sogno.
Io sono, piaccia
o non piaccia, una specie di mago, dopo tutto, un po' fratellastro di Houdini,
un po' figliastro di Blackstone, nato nella luce da cinema di un vecchio
teatro, mi piace pensare (il mio secondo nome è Douglas, Fairbanks
era all'apogeo quando io arrivai nel 1920), e maturato in un tempo perfetto,
quando l'uomo ha fatto il suo ultimo e più grande passo fuori dal
mare che l'ha generato, dalla caverna che l'ha ospitato, dalla terra che
l'ha abbracciato, e dall'aria che l'ha chiamato in modo che non potesse
mai riposarsi. ...
| Torna alla Bibliografia |
Questa pagina è stata creata
da
Fabrizio Mazza
Se hai commenti, suggerimenti o
aggiornamenti, per favore scrivimi a:
thebluebottle@yahoo.com.
L'autore di questo sito dichiara
che il materiale presentato è stato estratto da opere di cui non
possiede i diritti. Questo sito, il cui scopo consiste nel diffondere notizie
sulle opere di Ray Bradbury tradotte in italiano, NON ha fini commerciali,
perciò ritengo che non vengano lesi in alcun modo i legittimi detentori
dei diritti. Ciononostante, qualora questi ultimi desiderino la rimozione
di parte del materiale, sarà sufficiente una richiesta informale
via e-mail all'indirizzo succitato. Ogni richiesta verrà prontamente
onorata.
I declare that the material
hereby exposed is taken from copyright sources of which I do not own rights.
This site, aiming to spread information about Bradbury 's Italian edition,
has NO commercial purpose, so I think that rightful copyright owners won't
get offended. Anyway, if they want their material being removed, an informal
e-mail mentioned above will be enough. Every request will be promptly honored.