BIBLIOGRAFIA  
ITALIANA
 
La prima pubblicazione retribuita edita da Ray Bradbury è del 1941 ed è un racconto scritto a quattro mani con Henry Hasse: si intitolava Pendulum. Nello stesso periodo escono su riviste specializzate i suoi racconti di "mistery" che verranno dimenticati per molto tempo e solo negli anni ’80 raccolti e ristampati (in Italia col titolo Omicidi di Annata). È infatti con i racconti di fantascienza che incomincia la sua scalata alla popolarità: soprattutto con Il Picnic d’un Milione d’Anni, primo mattone per il futuro Cronache Marziane (1950). Quest’ultimo infatti non è stato concepito originariamente come romanzo autonomo, ma risulta un assemblaggio di vari racconti che hanno come fil rouge la colonizzazione del pianeta Marte da parte del genere umano.

  Nel 1947 i migliori racconti di Bradbury appaiono nell’antologia Dark Carnival che di lì a qualche anno verranno ripubblicati (non integralmente) in Paese d’Ottobre (1955).

  Nel frattempo, Bradbury diventa collaboratore delle più prestigiose riviste americane pubblicando diversi racconti che verranno raccolti in L’Uomo Illustrato (1951), Le Auree Mele Del Sole (1953) e La Fine Del Principio (1958). Una selezione di racconti apparteneti a questi ultimi è stata pubblicata in Italia con il titolo 34 Racconti (poi ristampata con altri titoli).

  Quello che viene considerato il suo capolavoro è però Fahrenheit 451 (1951). Il successivo L’Estate Incantata (1957), ottenuto come Cronache Marziane dalla fusione di numerosi racconti apparsi tra il 1950 ed il ’57, non ha ricevuto da parte della critica lo stesso favore.

  Altri testi che è opportuno segnalare in questo contesto, sono: Il Popolo dell’Autunno (1962); Le Macchine della Felicità (1964); Io Canto il Corpo Elettrico! (1969); L’Albero di Halloween (1972); Molto Dopo Mezzanotte (1976); Dinosauri (1983); Omicidi di Annata (1984); Morte a Venice (1987); Viaggiatore nel Tempo (1988); La Follia È una Bara di Cristallo (1990); Verdi Ombre, Balena Bianca (1992), I Fiori di Marte (1996); Ahmed e le macchine dell’oblio (1998) e Ritornati dalla polvere (2001).
 

  È facile osservare come la gran parte dell’opera di Bradbury è costituita da racconti brevi, raccolti successivamente in antologie. L’attività di Bradbury però non si limita esclusivamente alla narrativa, appartengono alla sua opera numerose pubblicazioni di poesia e saggistica; il mercato italiano ne è risultato però abbastanza impermeabile. Solo recentemente è infatti apparso, come unico esempio di questo aspetto non secondario del nostro autore, Lo Zen nell’Arte della Scrittura (1991), un saggio sulle tecniche di scrittura.
  Per quanto riguarda la poesia, se n’è avuta traccia solo a margine di qualche antologia (vedi ad esempio Dinosauri).

  Sebbene a partire dalla fine degli anni ’60 la sua produzione sia andata un po’ rarefacendosi, la sua attività continua in campo cinematografico, teatrale e televisivo.

  Purtroppo, nonostante Ray Bradbury sia uno degli scrittori americani più tradotti ed apprezzati in Italia, rimane uno dei meno "stampati", per cui, se si escludono Fahrenheit 451 e Cronache Marziane, la reperibilità sul mercato editoriale dei vari testi risulta veramente molto difficile se non addirittura impossibile.
 

 

  
 
 

    Per maggiori informazioni puoi contattare i siti:
 

  Ray Bradbury Home Page
  Franch Web Site of Ray Bradbury
   Spanish Web Site of Ray Bradbury
  Bradbury su Delos Italia
 

    Se invece vuoi apprezzare alcuni racconti di Bradbury scritti in lingua originale:
 
 

  A Story of Love
  I See You Never
  All Summer in a Day
  The Smoll-Town Plaza
  Pendulum
 
 
    Infine, se vuoi conoscere meglio il pensioro ed il personaggio Bradbury, puoi leggere alcune interviste rilasciate a riviste italiane negli ultimi anni:
 
    Intervista rilasciata a Liberal;
  Intervista rilasciata a La Repubblica;
  Intervista rilasciata ad Agenzia Italia;
  Intervista rilasciata a Radio Rai 3;
  Intervista rilasciata a Panorama.
 
 

 
 

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Fabrizio Mazza
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