Immaginate
una piccola cittadina della provincia americana, prendiamo Waukegan, nell’Illinois;
mettiamo che sia una calda giornata di un tardo agosto: il sole giallo
e ardente accarezza gli sterminati campi coltivati a mais e il frinire
di cicale vi accompagna. Immaginate ora che sia il 1920: poche e nere Ford
sbuffano arrancando nella calura ed un vecchio, su una sedia a dondolo,
sonnecchia ascoltando un grammofono.
Lo scrittore trascorre comunque i primi anni della sua vita nel Midwest spostandosi diverse volte tra Waukegan, Illinois e Tucson, Arizona; seguendo il padre nelle sue continue richerche di lavori stagionali che apparivano e scomparivano come illusioni: quelle atmosfere provinciali rimarranno per sempre impresse nella sua memoria. In fondo è questo il vero tema dominante della sua opera, legato com’è a quell’immaginario onirico e preadolescenziale.
Nel 1934, sotto la spinta della Grande Depressione, il padre decide di trasferirsi definitivamente a Los Angeles. Qui andarono ad abitare non lontano dagli studi della Paramount e, non appena poteva, il piccolo Ray vi correva per aspettare le star che entravano ed uscivano.
Nel 1938 si diploma presso la Los Angeles High School, abbandona gli studi regolari e lavora come venditore di giornali, all’angolo della Los Angeles street, fino al 1942, dedicando il tempo libero alla propria formazione di scrittore, di notte in biblioteca ed il giorno sulla sua macchina da scrivere. E di quegli anni è la sua prima pubblicazione: Hollerbochen's Dilemma, stampato proprio nel 1938 su Imagination! da cui, peraltro, non ricavò neppure un cent.
Sulla West
Coast, finalmente a contatto con lo stimolante ambiente californiano, Bradbury
scopre il mondo degli appassionati di fantascienza e stringe amicizia con
personalità come Ray Harryhausen ed Henry Hasse (personaggi che
avevano un notevole peso nella Hollywood di quegli anni).
I primi successi
arrivano tra il 1942 ed il 1943 e gli consentono di dedicarsi completamente
alla narrativa.
Nel 1947, alla
vigilia delle nozze con Marguerite McClure (conosciuta l’anno precedente
in una libreria dove la ragazza lavorava come commessa e dalla quale avrà
quattro figlie), distrugge la maggior parte dei suoi manoscritti inediti.
Ma sempre in quegli anni pubblica le prime antologie di racconti e già
a metà degli anni ’50 è considerato uno dei più prolifici
ed originali scrittori del fantastico.
Affianca alla
letteratura numerose attività nel campo del cinema e del teatro
ottenendo, tra le altre cose, una nomination all’Oscar nel 1962
con la sceneggiatura del cortometraggio d’animazione Icarus
Montgolfier Wright e, nel 1993, un Emmy
Award con il film per la televisione The
Halloween Tree.
Oltre a questi,
numerosissimi sono stati i riconoscimenti ed i premi letterari, tra gli
altri vale la pena ricordare:
Attualmente Bradbury
vive e lavora a Los Angeles.
Questa, in breve,
è la storia che volevamo raccontare.
E tutt’ora prosegue
con successo l’avventura di questo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo
unico ed autenticamente innovativo; dell’uomo che per descrivere il suo
lavoro, ha detto:
"Se
qualche ragazzo verrà a vedere la mia tomba da qui a 100 anni e
scriverà a matita sul marmo Egli raccontava favole io sarò
felice. Non desidero fama più grande di questa".
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Fabrizio Mazza
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