BREVE  BIOGRAFIA
 
 
Immaginate una piccola cittadina della provincia americana, prendiamo Waukegan, nell’Illinois; mettiamo che sia una calda giornata di un tardo agosto: il sole giallo e ardente accarezza gli sterminati campi coltivati a mais e il frinire di cicale vi accompagna. Immaginate ora che sia il 1920: poche e nere Ford sbuffano arrancando nella calura ed un vecchio, su una sedia a dondolo, sonnecchia ascoltando un grammofono.
    È in questa apparentemente pacata ed immobile atmosfera che, il 22 agosto 1920, vede la luce Ray Douglas Bradbury, terzo figlio di un elettricista (Leonard Spaulding Bradbury) e di una casalinga di origine svedese (Esther Marie Moberg): uno dei più originali scrittori prodotti dal XX secolo. 
    Questa atmosfera sognante e pacata rimarrà incisa nella sua memoria comparendo come sfondo di molte sue opere. Ma come Bradbury stesso ci mostra continuamente, dietro ad ogni oggetto, situazione o persona, per quanto scontata o immobile, si può nascondere una verità diversa ed inattesa, una svolta improvvisa ed a volte inquietante. Ed infatti  la sua infanzia non è stata semplice: ancora piccoli morirono un fratello e una sorella di Ray, che crebbe con un fratello più grande. Molti particolari delle sue opere poi, mostrano un rapporto difficile con i genitori (vedi ad esempio The Veldt o Il popolo dell'autunno). In un articolo del 1950 scrive: "non occorre essere adulti per capire quanto si sia soli nel mondo". Bradbury racconta di essere stato un bambino pieno di paure per mostri immaginari, spettri e bestie orrende e minacciose.
 
    Entra in contatto con la fantascienza nel 1928, con una copia di Amazing Stories Quarterly e si appassiona al genere soprattutto l’anno dopo, grazie ad un amico che collezionava riviste e gliele prestava. La leggenda vuole che il piccolo Ray, non avendo i soldi per comprare le proprie letture (si era in piena Depressione), si mise a scrivere storie da sé, con una macchina per scrivere giocattolo. 

    Lo scrittore trascorre comunque i primi anni della sua vita nel Midwest spostandosi diverse volte tra Waukegan, Illinois e Tucson, Arizona; seguendo il padre nelle sue continue richerche di lavori stagionali che apparivano e scomparivano come illusioni: quelle atmosfere provinciali rimarranno per sempre impresse nella sua memoria. In fondo è questo il vero tema dominante della sua opera, legato com’è a quell’immaginario onirico e preadolescenziale. 

    Nel 1934, sotto la spinta della Grande Depressione, il padre decide di trasferirsi definitivamente a Los Angeles. Qui andarono ad abitare non lontano dagli studi della Paramount e, non appena poteva, il piccolo Ray vi correva per aspettare le star che entravano ed uscivano.  

    Nel 1938 si diploma presso la  Los Angeles High School, abbandona gli studi regolari e lavora come venditore di giornali, all’angolo della Los Angeles street, fino al 1942, dedicando il tempo libero alla propria formazione di scrittore, di notte in biblioteca ed il giorno sulla sua macchina da scrivere. E di quegli anni è la sua prima pubblicazione:  Hollerbochen's Dilemma, stampato proprio nel 1938 su Imagination!  da cui, peraltro, non ricavò neppure un cent.

     Sulla West Coast, finalmente a contatto con lo stimolante ambiente californiano, Bradbury scopre il mondo degli appassionati di fantascienza e stringe amicizia con personalità come Ray Harryhausen ed Henry Hasse (personaggi che avevano un notevole peso nella Hollywood di quegli anni). 
 
    I primi successi arrivano tra il 1942 ed il 1943 e gli consentono di dedicarsi completamente alla narrativa.
 
    Nel 1947, alla vigilia delle nozze con Marguerite McClure (conosciuta l’anno precedente in una libreria dove la ragazza lavorava come commessa e dalla quale avrà quattro figlie), distrugge la maggior parte dei suoi manoscritti inediti. Ma sempre in quegli anni pubblica le prime antologie di racconti e già a metà degli anni ’50 è considerato uno dei più prolifici ed originali scrittori del fantastico.

    Affianca alla letteratura numerose attività nel campo del cinema e del teatro ottenendo, tra le altre cose, una nomination all’Oscar nel 1962 con la sceneggiatura del cortometraggio d’animazione Icarus Montgolfier Wright e, nel 1993, un Emmy Award con il film per la televisione The Halloween Tree.
    Oltre a questi, numerosissimi sono stati i riconoscimenti ed i premi letterari, tra gli altri vale la pena ricordare: 
 

  • 1946; 1948 e 1952 Best American Short Story;
  • 1954  O. Henry Memorial Award e The Benjamin Franklin Award;
  • 1967  The Aviation-Space Writer’s Association Award; The World Fantasy Award e The Grand Master Award from the Science Fiction Writers of America;
  • 1977 World Fantasy Award;
  • 1979 Balrog Award;
  • 1980 Gandalf Award;
  • 1984 Prometheus Award;
  • 1988 Nebula Award;
  • 1989 Bram Stoker Award;
  • 1999  Science Fiction and Fantasy Hall of Fame;
  • 2000  National Book Award.
 
    L’ultimo riconoscimento è dell’aprile 2002: gli viene dedicata la stella n° 2193 sulla Walk of Fame, il marciapiedi di Hollywood dedicato ai personaggi più celebri del mondo dello spettacolo e della cultura.

    Attualmente Bradbury vive e lavora a Los Angeles.
 
 

    Questa, in breve, è la storia che volevamo raccontare. 
    E tutt’ora prosegue con successo l’avventura di questo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo unico ed autenticamente innovativo; dell’uomo che per descrivere il suo lavoro, ha detto: 

"Se qualche ragazzo verrà a vedere la mia tomba da qui a 100 anni e scriverà a matita sul marmo Egli raccontava favole io sarò felice. Non desidero fama più grande di questa".
 
 
 

 
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Fabrizio Mazza
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