DINOSAURI
Edizione italiana: Interno Giallo Editore, 1991
Titolo originale: Dinosaur Tales
 
 
 

Cosa mai è in grado di attrarre, affascinare e sedurre i ragazzi di ogni tempo più del mistero, dell’orrido e dell’inverosimile? E cos’altro meglio dei dinosauri è in grado di sintetizzare e racchiudere in un unico soggetto tutto ciò?
    A volte sembriamo dimenticarci del fascino ingombrante che questi bestioni, estintisi 65 milioni di anni fa, hanno presto o tardi suscitato in tutti noi. Ma, fortunatamente, a quest’oblio si è sottratto Bradbury che, in una breve antologia ricca di poesia (non solo figurata) ci fa rituffare in fantasie sepolte nel tempo. Un tuffo nell’onirico e nell’infanzia rafforzato dalle illustrazioni (spesso veramente spettacolari), realizzate da grandi disegnatori e fumettisti americani ed europei, che accompagnano ogni racconto.
    L’antologia coniuga in maniera organica, sia racconti (originali ma anche già pubblicati) che poesie. Ed è proprio in relazione a queste ultime che qualche critica dovrebbe essere fatta all’editore: non è mai facile cercare di tradurre in una lingua differente da quella d’origine suoni, immagini e ritmi che formano l’essenza stessa di una poesia. A maggior ragione le liriche scaturite da un fine e capace linguista qual è Bradbury. Non sarebbe stato perciò meglio evitare di tradurle? Oppure, ancora meglio, Non sarebbe stato meglio accompagnare la traduzione italiana dal testo in lingua inglese? Forse è stata un’occasione persa per far conoscere anche in Italia la vasta opera che Bradbury ha dedicato alla poesia, ma tant’è. Cerchiamo di goderci quello che c’è e cerchiamo di immaginare come sarebbe stato ....
 
 

CONTENUTO

Nel seguente elenco sono riportati i titoli (tra parentesi il titolo originale, la pubblicazione dalla quale è stata tratta l’opera e l’autore delle illustrazioni) e gli incipit dei vari racconti della traduzione di Lidia Perria:
 

 
Introduzione (Introdution  pubblicato per questo volume. Illustrazioni di Kenneth Smith)

«Una sera a cena, qualche anno fa, qualcuno chiese a ognuno di noi di indicare, in ordine d’importanza, i nostri argomenti preferiti in tutta la storia universale.
    "I dinosauri!" esclamai io. Aggiungendo subito: "L’Egitto. Tutankhamon. Le mummie!"
    A conferma delle mie scelte, raccontai un aneddoto sulla mia vita di dodicenne genio in erba. Dichiarando agli amici che ero destinato alla vita di attore radiofonico, mi ero spinto fino alla stazione radio locale di Tucson, in Arizona, dove mi aggiravo solitario, senza radici, svuotando portacenere, correndo a ordinarie coche ed esercitando il mio peculiare magnetismo animale. Nel giro di due settimane, mi ritrovai  …»
 
 
A parte un dinosauro, che cosa vuoi diventare da grande? (Whatta Ya Wanna Be When You Grow Up? pubblicato per questo volume. Illustrazioni di David Wiesner) «Chiedetemi qualche cosa, okay?
    A parlare era stato Benjamin Spaulding, età 12 anni. I ragazzi, stesi sul prato estivo attorno a lui, non fecero neppure lo sforzo di aprire un occhio o dimenare la coda. Uno solo sbadigliò.
    "Avanti" insistette Benjamin. Qualcuno mi faccia una domanda.
    Forse ad ispirarglielo fu il cielo che stava fissando. Lassù in alto veleggiavano sagome gigantesche, bestie che si dirigevano chissà dove, provenienti da chissà quale era lontana. Forse fu il brontolio di un tuono oltre l’orizzonte, un temporale che si stava per decidersi di arrivare. O forse …»

 

Rombo di tuono (Sound of Thunder  pubblicato in Collier’s da "Curtis Publishing Company". Illustrazioni di William Stout) «La scritta sulla parete sembrava ondeggiare sotto una pellicola d’acqua calda in movimento. Eckels sentì le palpebre abbassarsi sull’intensità dello sguardo, e in quell’oscurità momentanea la scritta sfolgorò:
 
SAFARI NEL TEMPO, INC.
SAFARI IN QUALUNQUE ANNO DEL PASSATO.
VOI INDICATE L’ANIMALE.
NOI VI PORTIAMO LAGGIU’
VOI SPARATE.
 
    Un grumo caldo di muco si fermò nella gola di Eckles, che deglutì per mandarlo giù. I muscoli attorno alla bocca formarono un sorriso, mentre stendeva lentamente la mano nell’aria, e in quella mano sventolava un assegno di diecimila dollari verso l’uomo seduto alla scrivania.
    "Questo safari mi da la garanzia che tornerò …»

 

Ode al dinosuro danzante (Lo, the Dear, Daft Dinosaurs pubblicato per questo volume. Illustrazioni di Overton Loyd) «Santo cielo, sto forse sognando?
    Chi balla il valzer laggiù sulla spiaggia?
    Dinosauri che affiorano a schiera,
    Venuti a volteggiar sulla riviera!
    A Bringhton, sulla sabbia maculata,
    Di allosauri si abbatte un’ondata,
    Sguazzano tra i flutti con occhio tetro,
    Mentre piroettano avanti e indietro.
    Dove il chiaro di luna passa il suo erpice
    Si ridestano dalla fossa
    Brontosauri in carne e ossa
    Ballando il valzer con dame di pece.
    Sottovuoto nel creosoto,
    Fan le femmine la siesta,
    Triceratopi morti e compagnia
    Sognano brodi con nostalgia,
    Sorti or ora dal giurassico,
    O fors’anche un po’ cretaceo?
    Sulle punte in stile classico,
    …»
 
 
La sirena da nebbia (The Fog Horn pubblicato da "Curtis Publishing Company". Illustrazioni di Steranko) «Laggiù sull’acqua gelida, lontano dalla terraferma, attendevamo ogni notte l’arrivo della nebbia, poi la nebbia arrivava, e noi oliavamo il macchinario d’ottone accendendo il faro antinebbia nella torre di pietra. Sentendoci come due uccelli nel cielo grigio, McDunn e io proiettavamo la luce nel buio, rossa, poi bianca, poi di nuovo rossa, a scrutare le navi solitarie. E se non vedevano la nostra luce, c’era sempre la nostra Voce, il profondo grido possente della Sirena da Nebbia che vibrava fra i brandelli di foschia disperdendo i gabbiani come mazzi di carte sparpagliate e aizzando le onde alte e spumeggianti.
    "È …»
 
 
E se vi dicessi: «Il dinosauro non è morto»? (What if I Said: The Dinasaur’s Not Dead  pubblicato per questo volume. Illustrazioni di Gahan Wilson)  «E se vi dicessi:
    "Il dinosauro non è morto"?
    È proprio qui fuori, è appena arrivato
    Ha giusto accostato
    Cercando un parcheggio.
    Grandioso!
    Voi che fareste?
    Ma per ogni evenienza
    Correreste a vedere,
    Sperando contro ogni speranza
    Che si possa avverare?
    Lo fareste, oh sì, lo farei.
    Quei vecchi bestioni ci turbano il sonno
    Assediano i nostri infantili progetti.
    Non c’è bimba né bimbetto
    Adulto oppur vecchietto
    Che non si venderebbe
    Metà dei denti d’oro
    Per poter incontrare
    Un dinosauro steso a riposare.
    Ma guardate!
    Un vigile frena vicino al bestione,
    E mentre guardiamo con sacro rispetto,
    Estrae …»
 
 
Tyrannosaurus Rex (Tyrannosaurus Rex pubblicato su Saturday Evening Post dalla Curtis Publishing Compani col titolo The Prehistoric Producer. Illustrazioni di Moebius) «Lui aprì una porta sull’oscurità. Una voce gridò: "Chiuda la porta!" Fu come un colpo in faccia. Lui entrò con un sobbalzo. La porta sbatté. Imprecò in silenzio contro se stesso. La voce, con minacciosa pazienza, intonò: "Gesù. Lei è Trewilliger?
    "Sì" rispose Trewilliger. Uno schermo emanava un lieve bagliore spettrale sulla parete scura della sala cinematografica, alla sua destra. A sinistra, una sigaretta descriveva nell’aria cerchi fiammeggianti mentre le labbra di qualcuno si muovevano in fretta senza mollarla.
    "È in ritardo di cinque minuti!"
    "Non farli sembrare cinque anni" pensò Terwilliger.
    "Infili la pellicola nello sportello della …»
 

 
 

 
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Fabrizio Mazza
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