
Il punto di partenza di Bradbury
è una citazione dickensiana tant’è vero che il sottotitolo
del romanzo è "Un’altra storia di due città": le due
città sono le due anime di Los Angeles, che vivono una dentro l’altra,
inconsapevolmente. Quella reale, quotidiana, e quella notturna completamente
fittizia o meglio virtuale, che vive dentro gli studi cinematografici di
Hollywood quando l’attività del set è terminata. Nella notte
Hollywoodiana tutto può accadere: orrori, incubi e misteri irrisolti
si moltiplicano in una fantasmagoria priva di filo conduttore tranne quella
fantastica.
In questo romanzo
si può ritrovare il modo classico di scrivere che appartiene a Bradbury:
caratteri estremamente eccentrici, souspance e un sentire nostalgico sono
brillantemente tradotti in un romanzo.
SINOPSIS
La notte di Halloween del 1954 un giovane commediografo (che ha appena firmato un contratto per il copione di un film con un grande studio cinematografico) riceve un biglietto per un appuntamento in un cimitero che sorge vicino ai teatri di posa: il biglietto è completamente anonimo. Decide comunque di recarsi all’ora fissata nel posto indicato, ma all’appuntamento trova un cadavere su una scaletta, fermo, come congelato, nella posizione di chi sta salendo. Da qui parte una storia strana ed onirica, in cui si muovono personaggi paradossali come un attore che per trentatré anni ha interpretato il ruolo di Gesù, un fanatico collezionista di autografi, un bizzarro ed irrequieto creatore di effetti speciali, una diva di un tempo non molto lontano e …
ESTRATTO DA LA FOLLIA È UNA BARA DI CRISTALLO nella traduzione di Andrea Terzi
… "G.C." invocai, oramai frenetico.
"Stanno aspettando al teatro di posa 7! È questa la mia altra paura.
Fritz sta dando fuori di matto!"
"Lascia che
aspettino."
"Cristo era
puntuale, però! Il mondo chiamava. E Lui venne!"
"Non crederai
mica a tutte quelle panzane?"
"Sì!"
E restai attonito per la veemenza con cui scagliavo quel monosillabo contro
le sue gambe fino alla sua testa incoronata di spine.
"Sciocco!"
"No, non sono
uno sciocco." Cercai di pensare a cosa Fritz avrebbe detto se fosse stato
lì, ma c’ero soltanto io, quindi mi lanciai:
"Noi arrivammo,
G.C. Noi poveri sciocchi esseri umani. Ma se ad arrivare siamo state noi
o è stato Cristo, non fa differenza. Il mondo, oppure Dio, aveva
bisogno di noi, per vedere il mondo e conoscerlo. Così noi arrivammo!
Ma ci mescolammo assieme, dimenticando quanto incredibili fossimo, e non
potemmo perdonare a noi stessi d’aver fatto un tale caos. Allora arrivò
Cristo, dopo di noi, per dirci ciò che avremmo dovuto sapere: perdonare.
Perdonate e proseguite col vostro lavoro. Quindi, la venuta di Cristo è
esattamente la nostra venuta che si ripete. E abbiamo continuato ad arrivare
per duemila anni ormai, sempre più numerosi, sempre più incalzati
dall’esigenza di perdonare noi stessi. Sarei imbalsamato per l’eternità
se non riuscissi a perdonare me stesso di tutte quelle cose idiote che
ho fatto in vita mia. In questo preciso momento, sei su un albero, odiandoti,
e quindi te ne stai inchiodato su una croce, perché sei un guitto,
un istrione che si autocommisera, porcino e rincoglionito. E adesso, vedi
di scendere da lì, prima che venga su a morderti le luride caviglie!".
Dall’alto venne
un suono, come di foche che abbaiassero nella notte. La testa rovesciata
all’indietro, G.C. immagazzinava aria per alimentare la sua ilarità.
"Un’anima di
allocuzione per un codardo!"
"Non cercare
di spaventarmi, buffone! Bada a te, Gesù nonché Cristo!"
Avvertii sulla
guancia una goccia di pioggia, una sola.
No, mi toccai
la gota, assaggiai la punta del dito. Sale.
Sopra di me,
G.C. si chinò in avanti.
"Santi numi."
Era sinceramente stupefatto. "Ti importa tanto?!"
"Maledettamente
tanto. E se me ne vado io, arriverà Fritz Wong col suo frustino!"
"Non temo la
sua venuta. Solo la tua presenza."
"Bene, allora!
Scendi. Fallo per me!"
"Per te?!" esclamò,
dolcemente.
"Tu che sei
in alto. Che vedi al teatro di posa 7?"
"Del fuoco,
mi pare. Sì."
"È il
letto di carboni accesi, G.C." Mi protesi a toccare la base della croce,
cercando di far arrivare ciò che vedevo, in tono sommesso, alla
figura che stava in cima, con la testa sollevata. "E la notte è
quasi al termine, e dopo che Simone ha chiamato Pietro che, sulla sabbia,
assieme a Tommaso, Marco e Luca e tutti gli altri, venga allo strato su
cui i pesci vanno arrostendo. La…"
"… Cena dopo
l’Ultima Cena" mormorò G.C., alto contro le costellazioni d’autunno.
Potevo scorgere Orione dietro la sua spalla. "Tu l’hai fatto?"
Lo sentii scuotersi.
Proseguii sottovoce. "Questo e anche di più! Ho confezionato anche
il vero finale, per te, mai filmato prima. L’Ascensione."
"Quella è
impossibile" mormorò G.C.
"Ascolta."
E dissi: …
| Torna alla Bibliografia |
Questa pagina è stata creata
da
Fabrizio Mazza
Se hai commenti, suggerimenti o
aggiornamenti, per favore scrivimi a:
thebluebottle@yahoo.com.
L'autore di questo sito dichiara
che il materiale presentato è stato estratto da opere di cui non
possiede i diritti. Questo sito, il cui scopo consiste nel diffondere notizie
sulle opere di Ray Bradbury tradotte in italiano, NON ha fini commerciali,
perciò ritengo che non vengano lesi in alcun modo i legittimi detentori
dei diritti. Ciononostante, qualora questi ultimi desiderino la rimozione
di parte del materiale, sarà sufficiente una richiesta informale
via e-mail all'indirizzo succitato. Ogni richiesta verrà prontamente
onorata.
I declare that the material
hereby exposed is taken from copyright sources of which I do not own rights.
This site, aiming to spread information about Bradbury 's Italian edition,
has NO commercial purpose, so I think that rightful copyright owners won't
get offended. Anyway, if they want their material being removed, an informal
e-mail mentioned above will be enough. Every request will be promptly honored.