Parla il maestro della fantascienza
        E spara a zero sul degrado dell’istruzione su Internet
        e sul suo ”nemico” John Huston al quale ha dedicato un libro avvelenato.
        Mentre si entusiasma per le prospettive di una nuova corsa nello spazio.
        Ray Bradbury: il futuro è un weekend sulla Luna!
         
         

        «New York DUEMILA? Ma è l’anno sbagliato! Le celebrazioni per l’inizio del Terzo Millennio dovrebbero svolgersi il primo gennaio del 2001. È quella la giusta ricorrenza che dovrebbe esserem festeggiata perché il secolo non avrà termine se non alla fine dell’anno 2000. Il ventunesimo secolo comincerà soltanto il primo gennaio del 2001 ma l’errore è stato fatto e così sarà celebrato il giorno sbagliato. Imbarazzante no?»

        Ride Ray Bradbury con l’irreverenza di sempre. È il più grande autore di fantascienza vivente. Walt Disney lo volle come consulente quando decise di creare Eta Beta l’inarrivabile progenitore di E.T. dal fisico inesistente e tutto cervello inesausto divoratore di naftalina. La Nasa gli ha spesso chiesto di tenere lezioni o conferenze agli astronauti. Abita a Los Angeles con la moglie Maggie ed è uno dei rarissimi ”angelenos” a non avere un’auto.
            La sua popolarità è immensa almeno quanto la sua influenza sulla cultura contemporanea da quando ha pubblicato Cronache marziane e Fahrenheit 451. Adesso è uscito in Italia Verdi ombre balena bianca (Fazi 270 pagine 29.000 lire) in cui Bradbury racconta con penna avvelenata la sua collaborazione con John Huston come sceneggiatore di Moby Dick versione cinematografica del capolavoro di Melville diretta nel 1956 dal regista americano-irlandese («Una delle più spiacevoli esperienze se non la più spiacevole della mia vita!» ricorda lo scrittore»). Pronto alla battuta come pochi sulla soglia degli ottant’anni il maestro della science fiction è rimasto un eterno bambino vivacissimo candido paradossale come si conviene a chi voglia farsi beffe dell’età. Prendere o lasciare. Comunque ci siamo mister Bradbury. L’appuntamento-mito errori celebrativi o no è ormai alle porte.

        Quali saranno a suo giudizio le sfide più importanti che ci riserva il futuro?
        «L’istruzione prima di ogni altra cosa. In ogni angolo del mondo. Negli Stati Uniti l’istruzione è andata al diavolo non riusciamo più a insegnare adeguatamente a leggere e a scrivere stiamo crescendo una generazione di idioti. Non so quale sia la situazione in Italia ma problemi simili esistono anche in Inghilterra in Francia in ogni parte del pianeta. E senza istruzione non c’è futuro. Né tanto meno cambiamenti».
         
        D’accordo. Ma che tipo di istruzione mister Bradbury?
        «Viviamo in una società tecnologica. E se non sappiamo leggere e scrivere non possiamo neanche usare e padroneggiare queste macchine che stanno influenzando le nostre vite. Non ha senso avere un computer se non si sa farlo funzionare e non si sa quale tipo di informazione dargli o tirarne fuori. È da imbecilli no?».

        Certamente. Lei però a giudicare da alcuni suoi scritti recenti non ha molta simpatia per i nuovi media. Sembra piuttosto scettico al riguardo ...
        «Scettico è dire poco. Io sono un nemico di Internet. Lo trovo uno stupido esercizio che occupa il tempo di molti giovani che hanno voglia di sprecarne e credono di fare ricerca ma non la stanno facendo affatto! Ho sufficiente esperienza con Internet per dire che è un demenziale spreco di tempo che potrebbe essere meglio impiegato in una biblioteca o in libreria. Leggere un libro è molto meglio che giocherellare o ”fare ricerca” con Internet».

        La conquista dello spazio invece la trova tra i sostenitori più accesi...
        «Spero che sia possibile compiere al più presto un’altra missione sulla Luna. Ma per restarci! E poi farne un’altra su Marte però con un equipaggio umano e non con i robot o altri macchinari. La corsa nello spazio deve continuare grazie all’iniziativa di esseri umani che possano descriverci cosa hanno fatto e visto e possanoquindi coinvolgere nell’impresa altri abitanti del pianeta a prescindere dalla loro nazionalità. Quando raggiungeremo la Luna diverse volte magari per il weekend l’interesse sulla Terra sarà fantastico e sarà chiaro che gli astronauti rappresenteranno l’intera umanità e non soltanto un Paese. Insomma non cambio idea: il nostro futuro sta nella conquista dello spazio».

        Il XX secolo ha visto gli esseri umani raggiungere poteri impensabili quasi divini dalla scoperta dell’energia atomica alle manipolazioni genetiche. A proposito di conquiste ipotizziamo la più azzardata e folle: diventeremo immortali mister Bradbury?
        «Non ritengo che sia possibile o che qualcuno ci creda davvero se debbo essere sincero. Penso invece che quello dell’età e dell’invecchiamento sia un problema di salute e di memoria. Purtroppo con il passare degli anni ricordiamo soltanto le cose spiacevoli e non quelle buone mentre dovremmo trovare il modo per liberarci dai cattivi ricordi che spesso ci avvelenano la vita. Riflettiamo su quello che è accaduto in Jugoslavia per esempio... Ci sono varie etnie e comunità che per duecento anni si sono scontrate sinistramente e non riescono a dimenticare con le conseguenze che sappiamo. Allora il vero problema dell’età sarà di stare bene con il nostro corpo e soprattutto con la nostra mente a 90 o 100 anni visto che sarà sempre più facile raggiungere questo traguardo. Ma io sono ottimista: nel XXI secolo sapremo risolverlo».

        A giudicare da Verdi dimore balena bianca lei però non ha dimenticato affatto il lato oscuro di John Huston e lo ha descritto come un mostro...
        «Temo proprio che lo fosse. Lo dico con amarezza perché era stato uno dei miei eroi giovanili lo considero ancora uno dei più grandi registi di tutti i tempi e sono orgoglioso di essere stato scelto da lui per la sceneggiatura del film. Ma la mia ammirazione va solo all’artista non all’uomo. In privato Huston era crudele con la moglie cocn gli amici lo fu con me... Faceva di tutto per scoprire le debolezze degli altri e poi li attaccava in modo meschino. Si serviva delle sue ”scoperte” come armi. È difficile descrivere cosa fosse capace di fare con la sua perfidia».

        Ritornando al futuro qual è il suo sogno per il Terzo Millennio mister Bradbury?
        «Beh il mio sogno è ovviamente che non ci siano otto o nove guerre contemporaneamente come oggi. L’Africa è un disastro... Credo che sia il sogno di tutti: un mondo finalmente unito dove ognuno - individuo o nazione - possa vivere in pace e non ci siano guerre in India o in Pakistan in Iran o in Iraq in Congo o in Ruanda. Mio Dio la storia è proprio orribile! Ma bando ai cattivi pensieri. Sto per compiere ottant’anni e mi farebbe piacere vivere almeno per altri dieci. Perché potrei sbagliarmi ma il primo decennio del nuovo Millennio dovrebbe essere molto bello. Potrebbe darci un mondo meraviglioso. Just a wonderful world ».

 
     
     
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