PAESE
D’OTTOBRE
Edizioni italiane: Fantacollana
Nord 1975
Tascabili Nord, 1993
Titolo Originale The
October Country
Negli stessi anni in cui scriveva Cronache
marziane, Bradbury si dedicava anche alla stesura di numerose novelle
e racconti, raccolti in nell’antologia Dark Carnival e successivamente
ristampati con il nuovo titolo di Paese d’ottobre.
Questo titolo si adatta sostanzialmente all’atmosfera che si respira nei
vari racconti: in ottobre le giornate sono sensibilmente più brevi,
la sera arriva presto e la luce è soffusa; per distinguere i vari
oggetti occorre guardarli da vicino, osservarli attentamente. In questo
modo si può scoprire come dietro la banalità quotidiana,
dietro cose apparentemente scontate, a volte si nascondano storie misteriose,
avvenimenti bizzarri e fatti straordinari.
CONTENUTO
Nel seguente elenco sono riportati i titoli (tra parentesi
il titolo originale) e gli incipit dei vari racconti nella traduzione di
Renato Prinzhofer:
Il nano (The
Dwarf)
«Aimee osservava pacificamente il cielo.
La sera d’estate era calda immobile.
Deserto il molo di cemento e nell’aria file di lampadine, rosse, bianche,
gialle, che ardevano come insetti sopra il deserto di legname. Lungo tutta
la linea dei baracconi, i gestori se ne stavano imbambolati come manichini
di cera un po’ sfatta.
Due clienti erano transitati un’ora
prima. Adesso quei due solitari, sull’otto volante, circuitavano un vuoto
dopo l’altro strillando come scannati a ogni tuffo nel barbaglio notturno.
Aimee si mosse, attraversò
lentamente la corsia, con alcuni anelli da lancio di legno consunto incollati
alle mani sudate, e sostò dietro …»
In coda (The
Next in Line)
«Sembrava, in piccolo, la caricatura di una piazza
cittadina. Con in più un chiosco dove tutte le sere di giovedì
e domenica suonava una banda che spaccava i timpani, le panchine a svolazzi
e ghirigori, patinate di verderame, i leggiadri marciapiede di piastrellati
di azzurro e rosa (un azzurro come gli occhi appena tinti d’una donna,
un rosa meraviglioso da biancheria intima femminile), infine gli alberi,
accuratamente potati alla francese, in forma di cappelliera... Dalla finestra
dell’albergo, tutto ciò, nella sua singolare, amena, fantastica
assurdità, faceva davvero pensare a una villa francese fin de
siècle. Era Messico, invece! Era la …»
L’oculato gettone da poker di H.
Matisse (The Watchful
Poker Chip of H. Matisse)
«Noi facciamo la conoscenza di Geroge Garvey quand’è
ancora una vera nullità. Poi porterà come monocolo un gettone
bianco sul quale Matisse in persona avrà dipinto un occhio azzurro.
Poi una gabbia dorata di canarino trillerà forse nella gamba finta
di George Garvey, e la sua mano sinistra autentica sarà magari mollata
in un lucente rame e giada. Ma all’inizio... Mirate un uomo tremendamente
qualunque.
"Cara, mi passi la sezione finanziaria?"
S’ode fruscio di giornali, di seta,
nel suo appartamento.
"Per domani il bollettino annuncia
pioggia."
I peluzzi delle sue narici, un’ora
dopo l’altra, entrano ed escono, sul ritmo lieve del …»
Scheletro (Skeleton)
«Era più che tempo che tornasse di nuovo
dal medico. Il signor Harris raggiunse, molto pallido, la gabbia delle
scale e nel salire la rampa vide il nome del dottor Burleigh in lettere
dorate su una freccia indicatrice. Il dottor Burleigh avrebbe dato un sospiro
nel vederlo entrare? In fin dei conti, questa era la decima volta che ci
andava, quest’anno. Ma Burleigh non si sarebbe lamentato; era pagato per
le visite!
L’infermiera squadrò il signor
Harris e sorrise, con l’aria un po’ divertita, mentre andava in punta di
piedi alla porta a vetri, l’apriva, metteva la testa dentro. A Harris …»
Il barattolo
(The Jar)
«Era una di quelle cose conservate in un gran
barattolo di vetro, che si vedono in qualche baraccone d’un parco di divertimenti,
alla periferia di una piccola città sonnacchiosa. Una di quelle
cose pallide che galleggiano a mezz’aria in un plasma alcoolico, in cui
girano lente sognanti, con gli occhi aperti e morti che ti fissano e non
ti vedono. Andava d’accordo col silenzio della tarda serata, quando s’ode
solo un lontano stridio di grilli e gracidare di rane nel terreno paludoso.
Una di quelle cose in un gran barattolo, che ti rivoltano lo stomaco come
quando vedi un braccio …»
Il lago (The
Lake)
«L’onda mi escluse dal mondo: dagli uccelli del
cielo, dai bambini della spiaggia, da mia madre sulla riva. Fu un attimo
di silenzio verde. Poi l’onda mi restituì al cielo, alla sabbia,
ai bambini strillanti. Uscii dal lago ed il mondo, che non s’era quasi
mosso da quando me n’ero andato, mi aspettava.
Risalii di corsa la spiaggia.
La mamma mi strofinò con una
salvietta spugnosa. "Sta’ lì ad asciugarti" disse.
Stetti lì, osservando le gocce
d’acqua sul braccio, che venivano portate via dal sole. In cambio, mi venne
la pelle d’oca.
"Che vento!" disse la mamma. "Mettiti
la maglietta."
"Aspetta …»
L’emissario (The
Emissary)
«Martin seppe ch’era tornato l’autunno, perché
entrando in casa di corsa Fido portò vento, brina e un sentore di
mele inacidite sotto gli alberi. Nelle molle d’orologio del suo pelame,
Fido raccoglieva il solidago, la polvere dell’astrea che dà l’addio
all’estate, guscio di ghianda, pelo di scoiattolo, piume di pettirosso
partito, segatura di legna da ardere appena tagliata, e foglie, simili
a tizzoni scrollati dalla vampata fulva degli aceri. Fido balzò.
Una pioggia di gracile felce, di profumo di more, d’erba di palude si riversò
sul letto dove Martin strillava. Nessun dubbio, nessunissimo dubbio, quella
bestia incredibile era ottobre!
"Qua, …»
Il sacro fuoco (Touched
with Fire)
«Stavano da un pezzo nella vampa del sole, consultando
continuamente il quadrante dei loro antiquati orologi da taschino, e l’ombra
sotto i loro piedi scivolava e oscillava, il sudore ruscellava da sotto
i loro porosi cappelli estivi. Quando se li toglievano per asciugarsi la
fronte rugosa e arrossata, i loro capelli apparivano bianchi e inzuppati,
come se fossero da anni lontani dalla luce. Il primo commentò che
si sentiva i piedi come due pagnotte appena uscite dal forno e con un sospiro
accaldato disse:
"Sei sicuro che lo stabile sia proprio
questo?"
Il secondo vecchio, che si chiamava
Foxe, annuì, …»
Il piccolo assassino (The
Small Assasin)
«Non sarebbe stata in grado di dire quando le
fosse nata, di preciso, l’idea che qualcuno la stava assassinando. Da un
mese, aveva avuto labili segni, piccoli sospetti. Si trattava di cose dentro
di lei, maree profonde, non diversamente può accadere di osservare
una distesa perfettamente calma d’acqua tropicale che invita a un bagno
e d’accorgersi, nell’attimo stesso in cui la corrente ghermisce il corpo,
che appena sotto la superficie s’agguatano mostri, esseri nascosti, rigonfi,
dalle molte braccia, dalle pinne affilate, maligni e inesorabili.
Fluttuava nella camera intorno a lei
un effluvio d’isterismo. Aleggiavano strumenti affilati e c’erano delle
…»
La folla (The
Crowd)
«Il signor Spallner si coprì gli occhi.
Una sensazione di movimento attraverso
lo spazio. Un urlo atroce. L’urto e la caduta dall’auto col muretto, attraverso
il muretto, oltre ad esso e in giù, come un balocco. Ed egli stesso
che veniva scagliato fuori. Poi … silenzio.
Arrivava gente di corsa. Debolmente,
giacevano dov’era, l’udiva accorrere. Dal rumore dei numerosi piedi distingueva
le età e le corporature. Scalpicciavano sull’erba estiva, sul lastricato
del marciapiede, sull’asfalto della strada, tra i mattoni ammucchiati,
verso la sua auto a metà sospesa sullo sfondo del cielo notturno,
con le ruote che ancora giravano come un’insensata …»
Saltamartino (Jack-in-the-Box)
«Dietro i vetri celati del mattino, Edwin cercava
di aprire il coperchio della scatola con sorpresa; ma, per quanto facesse,
il fantoccio non ne voleva di balzare con un grido verso la luce. Battendo
in aria le manopole di velluto e sobbalzando elasticamente in dieci direzioni
diverse, col suo strano sorriso dipinto. Il saltamartino rimaneva schiacciato
nella sua prigione sotto il coperchio, con la molla compressa spira su
spira. Appoggiando l’orecchio sulla scatola si sentiva là sotto
una pressione, la paura e il panico del balocco intrappolato. Pareva di
tenere in mano un cuore. Edwin non sapeva s’era la scatola …»
La falce (The
Scythe)
«All’improvviso, la strada terminò. Scendeva
lungo la valle come una strada qualsiasi, fra pendii di terreno pietroso
e brullo e di robuste querce, poi attraversava un vastissimo campo di grano,
che cresceva isolato in quella desolazione. Giungeva di fianco a una casetta
bianca, che faceva parte del campo, e lì, semplicemente, svaniva,
come se non ce ne fosse più bisogno.
Ciò non aveva molta importanza,
perché proprio in quel momento l’ultima goccia di carburante finì.
Drew Erickson strinse il freno dell’auto vetusta e rimase seduto senza
aprir bocca fissandosi le ruvide manone di contadino.
Molly parlò senza muoversi
dall’angolo in …»
Zio Einar (Uncle
Einar)
«"Ci vorrà un minuto appena" diceva la
dolce sposa di zio Einar.
"Io rifiuto" diceva egli. "E per questo,
basta un secondo."
"Ho sgobbato tutta la mattina" insisteva
lei premendosi le mani sulle reni sottili "e tu non vuoi darmi una mano?
Il tuono annuncia pioggia."
"Che piova" dichiarava egli, imbronciato.
"Non mi farò trafiggere da un fulmine solo per dar aria ai tuoi
panni.
"Ma tu lo fai in un attimo."
"Lo ripeto: rifiuto." Le sue grandi
ali incerate gli ronzavano nervose, dietro le spalle sdegnate.
Lei gli consegnò la cima di
una corda sottile sulla quale erano legate …»
Il vento (The
Wind)
«Il telefono squillò alle cinque e mezzo
del pomeriggio. Poiché si era di dicembre, era già scesa
la sera, allorché Thompson alzò il ricevitore.
"Pronto."
"Pronto. Herb?"
"Oh, sei tu, Allin"
"Tua moglie è a casa, Herb?"
"Certo. Perché?"
"Maledizione."
Herbert Tompson teneva il ricevitore
in modo di poter parlare piano. "Che c’è? Hai una strana voce."
"Volevo chiederti di venire qui stasera."
"Aspettiamo gente."
"Volevo che ti fermassi da me stanotte.
Quando va via, tua moglie?"
"Questo è previsto per la settimana
prossima" disse Thompson. "Starà nell’Ohio per circa cinque settimane.
La madre non sta bene. Allora verrò lì." …»
L’uomo del primo piano
(The Man Upstairs)
«La nonna manipolava con cura e perizia le fredde
interiora del pollo, estraendo cose portentose: le serpentine umide e lucenti
delle budella col loro odore di carne, il mucchietto muscolo del cuore,
lo stomaco contenente una collezione di semi! Egli ricordava a puntino
il modo netto e preciso con cui la nonna, fatto un taglio nel pollo, v’inseriva
la manina grassoccia per togliergli i suoi trofei. Alcuni di questi venivano
separati in pentole d’acqua, avvolti in un pezzo di carta, erano tenuti
in serbo per darli eventualmente al cane. A ciò seguivano i riti
dell’imbottitura del volatile con un …»
C’era una volta una vecchina
(There Was An Old Woman)
«"No, è inutile discutere. Ho deciso. Fili
via, lei con la sua stupida cesta di vimini. Gesù Signore, come
le è venuta un’idea simile? Se ne vada, non mi secchi; ho il mio
lavoro di tombolo e a maglia, e non mi interessano i signori alti e scuri
con idee balzane.
Il giovane alto e sicuro rimaneva
zitto in piedi e non si muoveva. Zia Tildy s’affrettò a proseguire.
"Ha sentito quel che ha detto? Se
ha voglia di parlare con me, be’, parli pure, ma spero non s’offenda se
nel frattempo mi verso un po’ di caffè. Ecco. Se …»
Il condotto sotterraneo (The
Cistern)
«Era un pomeriggio di pioggia, e i lampioni si
accesero sullo sfondo grigio. Da un pezzo le due sorelle stavano in sala
da pranzo. Una, Juliet, ricamava tovaglie; la minore, Anna, sedeva silenziosa
sulla panchetta nel vano della finestra, fissando fuori la strada e il
cielo scuro.
Anna premeva la fronte contro il vetro,
ma le sue labbra si movevano e dopo aver riflettuto un lungo istante, disse:
"Non mi era mai venuto in mente."
"Che cosa?" Domandò Juliet.
"Lo pensavo poco fa. Esiste una vera
città, sotto la città. Una città morta, proprio qui
sotto i nostri piedi."
Juliet …»
Il raduno (Homecoming)
«"Ecco che arrivano" disse Cecy, supina nel letto.
"Dove sono?" esclamò Timothy
dalla soglia.
"Alcuni sono sull’Europa, alcuni sull’Asia,
altri sulle Isole, ed altri ancora sul Sud America!" disse Cecy, tenendo
chiusi gli occhi dalle lunghe ciglia castane e frementi.
Timothy venne avanti sul tavolato
nudo della stanza del piano di sopra. "Chi c’è?"
"Zio Einar, zio Fry, il cugino William,
e vedo Frulda, Helgar, zia Morgiana, la cugina Vivian, vedo anche lo zio
Johann! Arrivano tutti a gran velocità!"
"Sono alti nel cielo?" gridò
Timothy. I suoi occhietti grigi lampeggiavano. In piedi accanto al letto
non mostrava più dei suoi …»
La bella morte di Dudley Stone
(The Wonderful
Death of Dudley Stone)
«"Vivo!"
"Morto!"
"È vivo ed abita nel New England,
maledizione!"
"È morto vent’anni fa!"
"Fate girare il cappello per la colletta:
vado io di persona, e vi porto la sua testa."
Così andò la conversazione
quella. L’aveva fatta nascere un estraneo, con le sue asserzioni sul fatto
che Dudley Stone fosse morto. "È vivo!" gridammo. Dovevamo pur saperlo,
noi, ultimi e sparuti superstiti di coloro che un tempo bruciavano incensi
e leggevano i suoi libri al lume di lampade letterarie votive!
Proprio lui, Dudley Stone, l’unico:
quello stilista stupendo, quel magnifico campione d’eleganza letteraria.
Ricorderete certamente il batter di …»
Questa pagina è stata creata da
Fabrizio Mazza
Se hai commenti, suggerimenti o aggiornamenti, per favore
scrivimi a:
thebluebottle@yahoo.com.
L’autore di questo sito dichiara che il materiale presentato
è stato estratto da opere di cui non possiede i diritti. Questo
sito, il cui scopo consiste nel diffondere notizie sulle opere di Ray Bradbury
tradotte in italiano, NON ha fini commerciali, perciò ritengo
che non vengano lesi in alcun modo i legittimi detentori dei diritti. Ciononostante,
qualora questi ultimi desiderino la rimozione di parte del materiale, sarà
sufficiente una richiesta informale via e-mail all’indirizzo succitato.
Ogni richiesta verrà prontamente onorata.
I declare that the material hereby exposed is taken
from copyright sources of which I do not own rights. This site, aiming
to spread information about Bradbury ’s italian edition, has NO commercial
purpose, so I think that rightful copyright owners won’t get offended.
Anyway, if they want their material being removed, AN informal e-mail mentioned
above will be enough. Every request will be promptly honored.