I
FIORI DI MARTE
Edizione italiana: Urania 1328,
Mondadori 1998
Titolo originale Quicker
Than the Eye
L’infelice titolo in italiano (reso necessario forse per
allettare i lettori affezionati di fantascienza della collana Urania, ove
ha trovato ospitalità questa antologia) non rende giustizia al significato
dell’opera. Il titolo originale infatti non è casuale: non è
per caso la classica frase che i prestigiatori ripetono quando voglio evidenziare
che "il trucco c’è ma non si vede"? Non è entrata nel normale
modo di dire per indicare una evoluzione improvvisa ma inaspettata di una
situazione? Ed è questo che probabilmente Bradbury voleva significare.
Ma soprattutto, come ci ricorda nella postilla, è la vita che è
più breve di un battito di ciglia e deve essere vissuta assaporando
ogni istante senza banalizzare anche ciò che ci appare scontato.
Ancora una volta in ogni racconto egli
si sofferma su piccoli particolari sempre differenti, a volte banali li
descrive, ma poi, improvvisamente, impone al racconto una accelerazione,
una piega del tutto inaspettata, riuscendo a cogliere allusioni e simbologie,
specchio del mondo interiore di ogni Uomo.
CONTENUTO
Nel seguente elenco sono riportati i titoli (tra parentesi
il titolo originale) e gli incipit dei vari racconti nella traduzione di
Cecilia Scerbanenco:
Unterderseaboat Doktor
(Unterderseaboat Doktor)
«L’incredibile evento ebbe luogo durante la mia
terza visita a Gustav von Seyfertitz, il mio psicanalista straniero.
Avrei dovuto aspettarmi quella strana
esplosione prima che avvenisse.
Dopo tutto, il mio alienista, davvero
alieno, per una strana coincidenza aveva lo stesso cognome, von Seyfertitz,
di quell’attore alto, dal naso aquilino, minaccioso, e quindi affascinante,
che interpretò il ruolo dell’alto sacerdote in Lei,
un film del 1935.
In Lei, il mirabile
bruto agitava le sue dita da scheletro, scagliava insulti, chiamava a raccolta
fiamme sulfuree, calpestava schiavi e precipitava il mondo nelle onde dei
terremoti. Dopo di che, era possibile vedere quello …»
Quinto grado della scala Zaharoff/Richter
(Zaharoff/Richter Mark V)
«Il palazzo, nella luce dell’aurora, proprio prima
del levarsi del sole, gli apparve come l’edificio più comune che
avesse visto dal tempo dell’allevamento dei polli della sua giovinezza.
Si trovava nel mezzo di un lotto abbandonato, pieno di erbacce e cactus,
per lo più secchi, attraversato, nella semioscurità, da alcuni
sentieri abbandonati.
Charlie Crowe abbandonò lungo
il marciapiede dietro di lui la Rolls-Royce con il motore acceso e continuò
a parlottare mentre si avviava per un sentiero ancora immerso nell’oscurità.
Mostrava la strada ad Hank Gibson, il quale guardò indietro, verso
la macchina che faceva le fusa dolcemente.
"Non …»
Ricordate Sascha (Remember
Sascha?)
«Ricordate? E perché, come potrebbero dimenticare?
Benché la loro conoscenza non fosse durata a lungo, ancora anni
dopo quel nome sarebbe riapparso all’improvviso e loro avrebbero sorriso,
persino riso e si sarebbero presi per mano, ricordando.
Sascha. Che compagno dolce, intelligente;
che individuo sfuggente e misterioso; che bambino di talento, buon narratore,
bon-vivant, compagno delle ore piccole, luce sempre presente nelle
mattinate nebbiose.
Sascha!
Lui; quello che loro non avevano mai
visto, quello al quale parlavano spesso alle tre del mattino, nella loro
piccola camera da letto, lontano dagli amici …»
Un altro bel guaio (Another
Fine Mess)
«I rumori fecero la loro comparsa nel cuore dell’estate,
nel cuore della notte.
Bella Winters si sedette sul letto,
all’incirca alle tre del mattino, ascoltò e poi si sedette di nuovo.
Dieci minuti più tardi sentì ancora quei rumori, nella notte,
lungo il fianco della collina.
Bella Winters viveva in un appartamento
al primo piano sulla cima delle Vendome Heights, le basse colline che sorgono
lungo Effie Street, a Los Angeles. Vi abitava solo da pochi giorni, così
tutto era nuovo per lei, questa antica casa affacciata su una antica strada
con un’antica scalinata di cemento che si arrampicava dritta …»
Folgorazione (The
Electrocution)
«Lasciò che lui le legasse la fascia di
seta nera sugli occhi. Lui l’annodò e la strinse così forte
che lei ansimò e disse "Allentala, dannazione, Johnny, allentala
o mi rifiuto di continuare!"
"Certo" disse lui tranquillo, e lei
sentì l’odore pungente del suo fiato; un po’ più in là,
la folla si agitava contro le transenne e la tenda del circo svolazzava
nel vento notturno. Ancora più lontano, si sentiva una raffica di
musica da organetto e il tintinnio di un tamburello.
Lei, attraverso la seta nera, poteva
vedere, seppur confusamente, gli uomini, i ragazzi, le poche donne, una
…»
La campana (Hopscotch)
«Vinia fu svegliata dal rumore di un coniglio
che correva attraverso gli sconfinati campi della luna; ma si trattava
solo del battito del suo cuore, dolce e veloce. Rimase distesa nel letto
per un momento, a riprendere fiato. Adesso il rumore della corsa svaniva,
allontanandosi sempre più. Infine, si mise seduta e guardò
giù attraverso la finestra della camera da letto, al secondo piano.
E laggiù, disegnata sul lungo marciapiede, nella debole luce della
luna prima dell’alba, c’era una campana.
Ieri, sul tardi, qualche bambino doveva
averla tracciata col gesso, accrescendola fino a renderla immensa e interminabile,
quadrato …»
Finnegan, il ragno saltatore
(The Finnegan)
«Dire che sono stato perseguitato per tutto il
resto della mia vita dalla storia del ragno saltatore, in Inghilterra soprannominato
Finnegan, significa sottovalutare in modo grossolano gli eventi che hanno
portato a questo malinconico finale. Solo ora, a più di quarant’anni
di distanza, sono in grado di scrivere queste parole che potrebbero spingere
la polizia ad affrettarsi con pale e picconi per riesumare le mie verità
o seppellire le mie menzogne. Questi sono i fatti. Tre
bambini sparirono mentre se ne andavano a spasso. I loro corpi furono trovati
nel mezzo del bosco di Chathman. Nessuno portava i segni di …»
La donna del prato (The
Woman on the Lawn)
«Nel pieno della notte sentì qualcuno piangere
nel prato davanti casa sua. Era un pianto femminile. Dal suono del pianto
capì che non si trattava di una bambina, né di una donna
matura, ma di una ragazza di diciotto, diciannove anni. Quel pianto proseguì,
poi diminuì fino a scomparire, per ricominciare di nuovo, seguendo
il vento dell’estate.
Rimase a letto ad ascoltare quel pianto,
finché non sentì anche i suoi occhi riempirsi di lacrime.
Si voltò, chiuse gli occhi, lasciò che le lacrime gli scivolassero
lungo le guance, ma non riuscì a fermare quel rumore. Perché
mai una ragazza …»
Traduzione di Flavia Melchionna
Garbati Omicidi (The
Very Gentle Murders)
«Joshua Enderby si svegliò nel cuore della
notte sentendo le dita di qualcuno attorno alla sua gola.
Nella fitta oscurità che lo
sovrastava, sentiva, senza poterlo vedere il peso del fragile, scheletrico
corpo di sua moglie che si era seduta sul suo petto e, agitata e tremante,
continuava a serrargli le dita intorno al collo.
Spalancò gli occhi. Comprese
ciò che lei stava tentando di fare. Era così ridicolo che
solo a stento riuscì a non scoppiare in una risata.
Sua moglie, che aveva ottantacinque
anni ed era rachitica e itterica, stava cercando di strangolarlo!
Il respiro affannoso di lei …»
Più rapido di un battito
di ciglia (Quicker Then the Eye)
«Quando vidi l’uomo che mi assomigliava abbastanza
da poter essere il mio gemello, mi trovavo a uno spettacolo di magia.
Io e mia moglie avevamo dei posti
per la rappresentazione del sabato sera, era estate e faceva caldo, il
pubblico si scioglieva per il clima e per l’atmosfera conviviale. Tutt’intorno,
potevo vedere coppie di coniugi o di fidanzati deliziate e poi preoccupate
dalla rappresentazione comica delle loro vite che si svolgeva sul palcoscenico
sottoforma di un immenso simbolo.
Una donna veniva segata a metà.
Come ridevano i mariti tra il pubblico!
Una donna svaniva in una piccola cabina.
Un …»
Dorian in Excelsis (Dorian
in Excelsis)
«"Buona sera, benvenuto! Vedo che ha in mano il
mio invito. Si è deciso a un atto di coraggio, eh? Bene. Eccola
tra noi. Prenda qui"
Lo sconosciuto bello e alto, con gli
occhi celesti e i capelli assolutamente biondi, mi porse un calice di vino.
"Via, si sciacqui l’ugola" continuò,
vedendo la mia esitazione.
Io accettai il bicchiere ed intanto
adocchiai l’etichetta della bottiglia che teneva nell’altra mano, BORDEAUX
diceva ST. EMILLION.
"Beva" m’incoraggiò il mio
ospite. "Non è velenoso! Posso sedermi? E lei può bere?"
"Posso" risposi. Bevvi un sorso, chiusi
gli occhi e sorrisi. "Lei è un …»
Nessuna novità, o cosa ha
ucciso il cane? (No News, or What Killed
the Dog?)
«Fu una giornata di olocausti, cataclismi, tornado,
terremoti, interruzioni nella fornitura di energia elettrica, assassinii
di massa, eruzioni vulcaniche e disgrazie varie, al culmine delle quali
il sole ingoiò la terra e le stelle scomparvero.
In parole povere, il più rispettato
tra i membri della famiglia Bentley chiuse baracca e burattini e morì.
Il suo nome era Cane, e cane era.
I Bentley, alzatisi tardi una domenica
mattina, trovarono Cane disteso sul pavimento della cucina, la testa in
direzione della Mecca, le zampe ripiegate e composte, la coda immobile,
niente tump-tump, per la prima volta in vent’anni.
"Vent’anni! Mio Dio" …»
La porta della strega
(The Witch Door)
«Si sentì bussare a una porta, un bussare
furioso, frenetico, insistente, nato dall’isteria, dalla paura e da un
grande desiderio di essere sentiti, liberati, lasciati andare, di fuggire.
Sembrava che qualcuno cercasse di svellere dei pannelli di legno nascosti,
erano colpi che suonavano vuoto, che picchiavano, saggiavano la resistenza
del legno per, infine, ghermire! Era come se qualcuno graffiasse dalle
tavole cave, cercasse di strappare via dei chiodi ben fissi; sembrava che
da un piccolo ripostiglio strapieno, molto distante, qualcuno gridasse
e supplicasse, una preghiera di essere sentito seguita dal silenzio.
Quel silenzio era il più vuoto
e il più …»
Il fantasma nella macchina
(The Ghost in the Machine)
«Nell’anno 1853, le chiacchiere del villaggio
avevano per oggetto, e non poteva essere altrimenti, il pazzo che viveva
lassù, in una capanna di paglia e mattoni, con un giardino inselvatichito
e una moglie che, senza aver mai detto una sola parola sulla follia del
marito, un giorno se ne era andata per non tornare mai più.
Nessuno, al villaggio, era mai stato
così ubriaco da trovare il coraggio necessario per salire sulla
collina e vedere di che tipo fosse quella particolare follia o perché
la moglie fosse sparita, con il viso sporco di lacrime, lasciando un vuoto
nel quale l’atmosfera era …»
Alla fine del nono anno (At
the End of Ninth Year)
«"Bene" disse Sheila, continuando a masticare
il pane tostato che costituiva la sua colazione ed esaminando la propria
faccia, distorta dalla caffettiera "oggi è l’ultimo giorno dell’ultimo
mese del nono anno."
Suo marito, Thomas, lanciò
un’occhiata da dietro il Wall Street Journal, non vide nulla che
fosse degno della sua attenzione e tornò alla sua occupazione. "Cosa?"
"Ho detto" ripetè Sheila "che
il nono anno è finito e adesso una moglie del tutto nuova. O, per
esprimerlo in modo adeguato, la vecchia moglie è sparita. Di conseguenza,
non credo che noi due si sia ancora sposati".
Thomas appoggiò il …»
Bug (Bug)
«Se ora guardo indietro, non riesco a ricordare
un solo momento in cui Bug non danzasse. Bug è l’abbreviazione di
jitterbug, una danza sfrenata a ritmo di jazz che allora furoreggiava;
naturalmente, allora era la seconda metà degli anni Trenta,
i nostri ultimi giorni alle superiori e i nostri primi giorni là
fuori nel vasto mondo in cerca di un lavoro che non esisteva. Mi ricordo
Bug (in realtà, si chiamava Bert Bagley, un nome che si lasciava
piacevolmente accorciare in Bug) durante il concerto jazz che concluse
il nostro ultimo anno di scuola. All’improvviso, saltò in piedi
e si …»
Ancora una volta. Legato
(Once More, Legato)
«Fentriss si trovava in giardino, nel bel mezzo
di un autunno delizioso, quando si drizzò a sedere nella sua poltroncina
e ascoltò. Non bevve più neppure un sorso dal bicchiere che
teneva in mano, non conversò più col suo amico Black, non
notò la casa deliziosa alla quale apparteneva il giardino e non
notò neppure che era una splendida giornata. Tutto questo perché
nell’aria sopra di loro sembrava esserci una vera e propria fontana di
musica.
"Mio Dio" disse. "Hai sentito?"
"Cosa? Gli uccelli?" chiese il mio
amico Black, il quale stava facendo esattamente il contrario di Fentriss;
sorseggiava la …»
Libri in prestito (Exchange)
«C’erano troppe schede nell’archivio, troppi libri
sugli scaffali, troppi bambini che ridevano nella SEZIONE RAGAZZI, troppi
quotidiani da piegare e infilare negli espositori…
Nell’insieme troppo. La signorina
Adams allontanò qualche capello grigio dalla sua fronte segnata,
si sistemò il pince-nez cerchiato d’oro e scosse il campanello
d’argento che teneva sul banco della biblioteca. Contemporaneamente, spense
e accese le luci delle sale. L’esodo di adulti e bambini la sfiniva. La
signorina Ingraham, l’insegnate bibliotecaria, era andata a casa presto
perché il padre era malato, così tutto il peso di timbrare,
compilare schede e controllare libri gravava sulle spalle della signorina
Adam. …»
Terriccio gratis (Free
Dirt)
«Il cimitero si trovava nel centro della città.
Sui quattro lati, era delimitato dai tram che scivolavano sulle rotaie
di un blu brillante, e dalle auto che producevano fumi combusti e rumore.
Ma, una volta entrati tra quelle mura, il mondo spariva. Nel cimitero,
per mezzo miglio in tutte e quattro le direzioni, e si elevavano cipressi
e lapidi che crescevano dalla terra come funghi pallidi, umidi e freddi.
Un sentiero di ghiaia conduceva attraverso quella penombra dove, all’interno
del cancello, si ergeva una casa d’epoca vittoriana in stile gotico, con
sei frontoni e una cupola. Sotto la luce del portico …»
Veglie funebri (Last
Rites)
«Harrison Cooper non era poi così vecchio,
aveva solo trentanove anni. Era più vicino all’accogliente orlo
dei quarant’anni che a quello, freddo e distante, dei trenta, cosa che
faceva una grande differenza di temperatura e attitudini. Harrison era
un genio tendente al brillante, non era sposato, non era fidanzato, non
aveva bambini, almeno per quanto, in tutta onestà, ne sapesse. E
così, non avendo molte altre cose da fare, una mattina dell’estate
1999, si svegliò in lacrime.
"Perché!?"
Alzatosi dal letto, si guardò
nello specchio per osservare le lacrime, per esaminare la sua tristezza,
seguire le tracce del proprio …»
L’altra autostrada (The
Other Highway)
«Viaggiavano in macchina attraverso una campagna
verde che sembrava avere indossato l’abito della domenica mattina, lontano
dalla città di alluminio bollente. Guardavano il cielo diventare
sempre più sgombro, ondeggiare sopra le loro teste, un lago mai
visto prima, di un blu incredibile, interrotto dalla schiuma bianca di
piccole onde che li inseguivano mentre viaggiavano.
Clarence Travers rallentò e
sentì sulla faccia il vento fresco, accompagnato dal profumo dell’erba
appena tagliata. Allungò un braccio per afferrare la mano di sua
moglie e diede un’occhiata ai figli, un bambino e una bambina, seduti dietro,
tranquilli, senza litigare, almeno per quel momento. La …»
Affrettatevi a vivere: una postilla
(Make Haste to Live: An Afterward)
«Quando avevo otto anni, nel 1928, qualcosa di
incredibile accadde sul muro posteriore del teatro di posa dell’Academy
Motion Picture a Waukegan, Illinois. Vi fu issato un enorme cartellone
pubblicitario, lungo quasi nove metri e alto sei, che rappresentava il
Mago Pietra Nera in una dozzina di pose mirabili: mentre segava una donna
in due; legato a un cannone arabo che esplodeva trascinandolo con sé;
mentre faceva danzare a mezz’aria un fazzoletto; mentre faceva svanire
tra le sue dita una gabbia contenente un canarino; mentre un elefante ...
oh, insomma, avete capito. Devo aver fissato quel cartellone per ore, pietrificato
dalla …»