Il giovane di Mozia La Sicilia dei Greci e dei Fenici
La presenza dei Fenici nel Mediterraneo occidentale, e quindi in Sicilia, si può ragionevolmente porre tra la fine del XII secolo a.C. e linizio del secolo successivo, stando ad un noto passo dello storico greco Tucidide, autore particolarmente attendibile, le cui testimonianze sono state spesso confermate dai documenti storico-archeologici. Tucidide scrive che i Fenici in un primo tempo si erano stanziati su tutte le coste della Sicilia, a causa del commercio con la popolazione autoctona dei Siculi. Quando, però, vi giunsero anche i Greci, abbandonarono gran parte dellisola per ritirarsi nella parte nord-occidentale, nelle città di Mozia, Solunto, Panormo. Tucidide afferma anche che lallontanamento dei Fenici dalla Sicilia orientale verso loccidente dellisola non fu una "cacciata", ma piuttosto unazione volontaria da parte dei Fenici, presa in accordo con i nuovi venuti, cioè con i Greci, i quali necessitavano maggiormente di centri abitati per accogliere la popolazione che si era trasferita dalla madrepatria, mentre i Fenici generalmente si limitavano a fondare degli scali marittimi. Alla luce di queste considerazioni si può accettare il termine di "precolonizzazione" per la presenza fenicia in diverse regioni del Mediterraneo prima della costituzione di sedi stabili nella seconda metà del VIII secolo, data dalla quale si fa cominciare la vera e propria colonizzazione.
Tucidide, comunque, nella sua opera non tratta solo dei Fenici, ma ci fornisce anche informazioni relative alla colonizzazione greca. Da alcuni passi tucididei, veniamo così a sapere che i Calcidesi fondarono la più antica colonia di Sicilia, Nasso, nel 734, mentre nel 733 i Corinzi fondarono la colonia destinata da assumere un ruolo egemone nella storia dei Greci di Sicilia, Siracusa. Altre fondazione del VIII secolo furono Catania, Lentini, Messina, questultima dapprima fu sede di genti provenienti da Cuma che le diedero il nome di Zancle, ovvero "falce", a causa della forma del suo porto; fu solo nel V secolo, quando il tiranno di Reggio la ripopolò con genti provenienti dal Peloponneso, che la città assunse il nome attuale. Le colonie potevano a loro volta fondare sub-colonie, è il caso di Messina che fondò Milazzo e Imera. Altra colonia calcidese fu Megara Iblea, sulla costa occidentale, così chiamata perché dedotta da coloni provenienti da Megara che resero omaggio al re siculo da cui avevano ricevuto la loro terra, Iblone. I Siculi erano gli indigeni che vivevano nella parte orientale della Sicilia, mentre a ovest si trovavano i Sicani e gli Elimi. Circa centanni dopo la sua fondazione, Megara Iblea creò Selinunte, dalla parte opposta dellisola. Infine genti di Rodi e di Creta crearono Gela e Agrigento. Per molte di queste città si crearono dei veri e propri miti di fondazione, racconti che giustificavano in termini religiosi il nome o una caratteristica della colonia riconducendola alle particolari circostanze che avevano visto la sua nascita.
Federica Gambini Giorgia Zucchini