Positivism FAQ
(Frequently Asked Questions)
Dal Discorso sullo spirito
positivo di A. Comte:
E'
nelle leggi dei fenomeni che consiste realmente la scienza, alla
quale i fatti propriamente detti, per esatti e numerosi che possano essere,
forniscono sempre solo indispensabili materiali. Ora, considerando il fine
costante di queste leggi, può dirsi, senza nessuna esagerazione,
che la vera scienza, ben lungi dall'essere formata da semplici osservazioni,
tende sempre a dispensare, per quanto è possibile, dall'indagine
diretta, sostituendovi questa previsione razionale, che costituisce, sotto
tutti i punti di vista, il principale carattere dello spirito positivo,
come il complesso degli studi astronomici ci farà chiaramente vedere.
Una tale previsione, conseguenza necessaria delle relazioni costanti scoperte
tra i fenomeni, non permetterà mai di confondere la scienza reale
con quella vana erudizione che accumula meccanicamente fatti senza
aspirare a dedurli gli uni dagli altri.
1.
Quali sono le tesi generali del Positivismo?
2. Quali sono le
affinità e le differenze tra il Positivismo e l'Illuminismo?
3.
Che rapporto c'è in Comte tra la legge dei tre stadi e la classificazione
delle scienze?
4. In che senso la
sociologia, o fisica sociale, assume in Comte un ruolo tanto importante?
5. Quali sono gli
elementi fondamentali della teoria evoluzionistica di Darwin?
1. Quali sono le tesi generali del Positivismo?
Il positivismo è una corrente di pensiero che nasce nella prima
metà dell’800 in Francia nelle scuole frequentate da filosofi quali
Comte (uno dei più importanti filosofi positivi) come l’Ecole Polytechnique.
Le sue tesi generali riprendono in una qualche misura quelle dell’illuminismo:
la scienza viene infatti vista come unica e possibile conoscenza che l’uomo
ha a propria disposizione per comprendere il mondo che lo circonda. La
metafisica viene emarginata in quanto per i positivisti non è possibile
ricorrere a cause non accessibili alla scienza per capire la natura. Così
come il sentimento (o la ragione in Hegel) viene assolutizzato dal Romanticismo,
altrettanto accade alla scienza nel positivismo: il sapere scientifico
diventa unico discorso vero e sensato, capace di essere guida per la vita
dell’uomo, fino ad assumere per alcuni di questi una portata assoluta
e, paradossalmente, di tipo religioso (ad esempio l’ultimo Comte).
L’oggetto di studio del positivismo non è limitato ad un campo
specifico, ma coincide con la totalità del sapere: lo scopo di questa
nuova filosofia è quindi di riunire e generalizzare i risultati
di tutte le scienze per creare una conoscenza unificata e generalissima.
Il progresso della scienza coincide così col progresso umano
e la filosofia positiva consente all’uomo di riorganizzare la sua esistenza
al fine di farlo uscire dalla crisi del mondo moderno e di accelerarne
lo sviluppo, mediante le applicazioni tecniche, indefinitamente.
Francesco Calzati
2. Quali sono le affinità e le differenze
tra il Positivismo e l'Illuminismo?
Positivismo ed Illuminismo, presentando affinità e diversità
nel loro modo di porsi nei confronti della realtà e della filosofia,
possono considerarsi l'uno la ripresa dell'altro. Le caratteristiche che
più accomunano le suddette correnti filosofiche risultano sostanzialmente
essere:
- la fiducia nella ragione e nel sapere, intesi come strumenti di progresso;
- l'esaltazione della scienza a discapito della metafisica;
- la visione laica ed immanente della vita.
Accanto a ciò, si pongono però sostanziali differenze
storiche e teoriche, rintracciabili in:
- una minor carica polemica da parte del Positivismo, che porta ad attuare
un riformismo anti - rivoluzionario; il Positivismo si discosta così
notevolmente dalla corrente illuministica, fautrice degli ideali tradotti
in atto nella Rivoluzione Francese. Tale divergenza affonda le sue radici
nel differente momento storico in cui si sviluppano le due correnti filosofiche.
Infatti mentre gli illuministi si pongono come i promotori dell'ascesa
economica e politica della borghesia, volti alla realizzazione di un progresso
ancora da costruire, i positivisti agiscono in una situazione intellettuale
e sociale in cui dominano già una visione laica e borghese della
vita;
- un diverso approccio nei confronti della scienza. Infatti mentre gli
illuministi sono spinti ad una fondazione critica e gnoseologica della
scienza, i positivisti, fiduciosi, anche in maniera acritica, nella validità
del pensiero scientifico e delle sue applicazioni tecnologiche, si prefiggono
piuttosto il compito filosofico di ordinare il quadro complessivo del sapere.
Inoltre, mentre gli illuministi si affidano al sapere scientifico per
dissolvere le credenze metafisiche e religiose, i positivisti tendono
ad un'assolutizzazione della scienza, così come i romantici ricorrono
all' assolutizzazione dell'arte e del sentimento.
Lisa Lamberti
3. Che rapporto c'è in Comte tra la legge
dei tre stadi e la classificazione delle scienze?
Aspetto caratteristico della filosofia di Comte è il
criterio con cui egli suddivide i processi di evoluzione del pensiero dell'uomo.
Egli utilizza la legge dei tre stadi per spiegare le fasi attraversate
dalle scienze. Vi è un primo stadio teologico in cui si è
portati a spiegare tutti i fenomeni con l'intervento di esseri sovrannaturali.
Nel secondo stadio, quello metafisico, si attribuisce la causa degli avvenimenti
a manifestazioni di forze astratte o essenze. Nell'ultimo stadio,
il positivo, l'uomo non s'interroga più sulle cause prime di cìò
che lo circonda, ma si limita ad osservare la natura per ricavarne le leggi.
Secondo Comte il punto d'arrivo di tutte le scienze deve essere quest'ultimo,
lo stadio positivo, in cui l'uomo libero da credenze metafisiche può
utilizzare la scienza e le sue leggi per spiegare tutti i fenomeni. Osservando
gli stadi a cui le scienze sono giunte finora, Comte si sente in grado
di classificarle in base al grado da esse raggiunto. Alcune di esse sono
ormai definitivamente nella fase positiva (ad esempio la fisica,
la chimica...) mentre altre devono evolversi e perfezionarsi ed arrivare
ad essere studiate in base a leggi definite. In particolar modo per quanto
riguarda la scienza incentrata sull'uomo, Comte sente il bisogno di una
"sociologia" in grado di utilizzare leggi per analizzare la società
in modo positivo.
Michela Serra
4. In che senso la sociologia, o fisica sociale,
assume in Comte un ruolo tanto importante?
Comte concepisce la scienza come diretta a stabilire il dominio dell'uomo
sulla natura ed individua il suo ruolo nella formulazioni di leggi capaci
di prevedere e di dirigere l'azione umana. Ancora di più questo
ruolo viene attribuito alla sociologia, dal momento che viene intesa da
Comte come la scienza alla quale tutte le altre scienze sono subordinate,
come al loro ultimo fine.
Il compito della sociologia è quello di individuare l'ordine
e il progresso della società al fine di liberarla dalle pulsioni
autodistruttive, per indirizzarla ad una organizzazione razionale, volta
ad uno sviluppo continuo e graduale. L'analisi di Comte è che la
sociologia non sia ancora giunta al suo stadio positivo, ma che gli uomini
si trovino ancora legati a concezioni teologiche o metafisiche della politica
e della società. Il compito che egli si assume è quello di
favorire l'avvento di questa nuova società, fondata sulla dottrina
positivista, di cui Comte stesso vorrebbe essere il capo spirituale.
Ma le implicazioni più discusse e discutibili del messaggio positivista,
che derivano proprio dal ruolo che Comte attribuisce alla sociologia, si
possono esprimere con queste domande:
-
è davvero possibile rendere positive le scienze umane?
-
può il metodo matematico delle scienze sperimentali coprire parzialmente
o totalmente il campo dell'etica, della psicologia, della politica, insomma,
di quello che comunemente viene chiamato sapere umanistico?
Federico Gherardi, Lisa Lamberti
5. Quali sono gli elementi fondamentali della teoria
evoluzionistica di Darwin?
La teoria elaborata da Charles Darwin segna una svolta importante
nel mondo della scienza non solo perchè dà finalmente una
plausibile spiegazione all'origine delle specie, ma anche perchè
introduce l'importante concetto di evoluzione della Natura. La teoria darwiniana
giunge all'interpretazione evoluzionistica delle specie basandosi su alcune
fondamentali osservazioni:
1) nel corso del tempo si verificano negli esseri viventi delle variazioni
organiche, in relazione all'ambiente, che possono rivelarsi vantaggiosi
o svantaggiosi ad una migliore sopravvivenza;
2) tutti gli esseri viventi lottano per la sopravvivenza data
la loro tendenza a crescere in progressione geometrica (a differenza delle
risorse disponibili nell'ambiente) e gli individui più avvantaggiati
tendono ovviamente a riprodursi maggiormente rispetto a quelli con caratteri
sfavorevoli al luogo in cui vivono;
3) si giunge quindi a comprendere la legge della selezione naturale,
che opera confermando ed accentuando
le caratteristiche individuali più adatte alla sopravvivenza, determinando
così (nel corso dei secoli) l'insorgere di nuove razze e magari
portando ad estinzione le specie più svantaggiate.
"Come l'uomo opera nell'ambito delle piante e degli animali domestici,
selezionando artificialmente le varietà che sono più utili
ai suoi bisogni, così opera la natura, con analoghi metodi ma su
scala infinitamente più grande, servendosi della selezione naturale"(L.
Geymonat).
Michela Serra