~ Il ritorno del Mito ~

 

 

 

La storia dell’animazione è un alternarsi di eventi, alcuni dei quali sono destinati a lasciare un grande segno nella mente di molte persone; quando poi questi eventi sono associati con un particolare background culturale, allora sorge il mito.

E’ il caso de "Il Signore Degli Anelli", indiscussa ed indiscutibile pietra miliare letteraria dal 1954 per chiunque apprezzi ed ami il mondo del Fantasy; per la verità, è la sua origine ed anche, paradossalmente, la sua fine: chi, come chi vi scrive, ha approcciato il mondo delle magie e delle avventure più incredibili proprio partendo dal capolavoro di J.R.R. Tolkien, si è autoescluso quasi completamente dal restante panorama letterario del genere. Tralasciando alcuni autori come Russell (Saga di Tristam Flattery), Moorcock (Saga di Elrik di Melnibonč) e pochi altri, ciò che resta appare assolutamente banale e piatto, incapace di creare le intense emozioni evocate dalla "maglia ben tessuta, fatta dei nostri stessi tremiti, inconfessati sospetti, sospiri più intimi a noi stessi…"(1) dell’epopea tolkieniana.

Cercare di riassumere in breve le vicende de "Il Signore Degli Anelli" è sicuramente impresa improba se non impossibile, a meno che non si intenda banalizzare tutta la vicenda. Il romanzo inizia nella Contea, una contrada della Terra di Mezzo abitata da esseri che Tolkien chiama Hobbit: sono bonari e casalinghi, amabili, buffi, ma anche profondamente seri, deliberatamente svagati, dediti quasi per impuntatura a celie e divagazioni nel cuore di una tragedia, ma pronti a sacrifici, ardimenti e a dure resistenze. Questo popolo, o meglio uno di loro, Bilbo Baggins, inciampa incidentalmente in un piccolo oggetto, un anello, trovato per caso in una profonda caverna in un complesso Orchesco (storia trattata ne "Lo Hobbit", sempre di J.R.R. Tolkien); se ne appropria, scatenando o meglio portando alla luce una serie di avvenimenti che troveranno conclusione con la saga in questione. Quello è l’Anello della forza assoluta e della Tenebra; è l’Anello dell’abisso informe, forgiato nel fuoco dal Signore del Male, e generato per dominare nella sofferenza e nella devastazione tutto il mondo. Spetterà a un discendente di Bilbo, il giovane Frodo Baggins, il compito di distruggere la creazione malvagia nonché il suo stesso demoniaco creatore. Questa incredibile avventura finirà per coinvolgere tutta la Terra di Mezzo e tutte le sue popolazioni, dai Nani agli Elfi. Tutto ruota intorno all’Anello, al suo potere e alle sue tentazioni, in una sorta di parallelismo con la tetralogia wagneriana "Der Ring des Nibelungen". Anche in questo caso, chiunque tocchi l’Anello maledetto, generato da un malvagio (il Nibelungo Alberich) e consacrato al male, rimane ammaliato e stregato dal suo potere, fino a divenirne completamente succube. Anche in questo caso, l’Anello, potrà essere distrutto solo riconsegnandolo alle acque del Reno da cui ha tratto origine e potere.
 
 

 

 

 "Il Signore degli Anelli"

Commento al lungometraggio animato

 

 "La Compagnia dell'Anello"

I personaggi della Saga e la loro trasposizione animata

 

 

 
Note e bibliografia:

(1) "Il Signore Degli Anelli", Introduzione, Rusconi Editore.

 
 
 
 

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Luca Fava
 
Autore: Luca Fava (Copyright © 1997)