A Bug's Life

Vita da insetto






Dopo il successo di Toy Story del 1995, ecco arrivare il secondo lungometraggio Disney in Full Computer Graphics, ancora una volta realizzato con la collaborazione della Pixar. Questa volta viene esplorato il mondo degli insetti, anziché quello dei giocattoli, con risultati sicuramente superiori rispetto alla prima produzione del '95.

A Bug's Life racconta la storia di una colonia di formiche costrette a versare un contributo stagionale ad una banda di fameliche cavallette capitanate da Hopper, un ortottero sfregiato e senza scrupoli. Un membro della colonia, di nome Flik, ha però un'intuizione geniale: allontanarsi dall'isola sulla quale sorge il formicaio, recarsi in città (una discarica nelle vicinanze, per noi chiaramente; per una formica, il viaggio è lunghissimo) e reclutare insetti guerrieri che avrebbero combattuto e sconfitto le cavallette razziatrici una volta per tutte. Ed infatti, Flik trova un gruppo di insetti particolarmente arditi che escono vittoriosi da una tremenda zuffa scatenata da alcune mosche in un bar e li assolda immediatamente per l'ardua impresa; in realtà, coloro che Flik crede impavidi guerrieri non sono altro che gli artisti (disastrosi) di un circo delle pulci, appena licenziati dal titolare (p.t. Flea…) per aver completamente rovinato il miglior numero dello spettacolo. Gli "artisti", non comprendendo perfettamente le frenetiche spiegazioni di Flik, credono di venire ingaggiati per uno spettacolo e accettano immediatamente; l'equivoco verrà chiarito successivamente con effetti disastrosi e divertentissimi, fino all'happy end.
 

Questa è in breve la trama del lungometraggio; vista la natura del racconto, è impossibile non tentare il confronto con l'analogo prodotto di casa DreamWorks, AntZ. In realtà, penso non sia possibile tracciare un vero e proprio parallelo tra i due, poiché l'approccio è ben diverso. Nel caso di AntZ, predomina un risvolto sociale imperniato sul ruolo dell'individuo nella società e sulla necessità di esprimersi attraverso le proprie idee e la propria personalità; indubbiamente ci si diverte, ma il messaggio del film è sicuramente più accessibile agli adulti che non ai bambini. In A Bug's Life viene data la precedenza al dinamismo della vicenda, all'azione e al divertimento spassionato e diretto a tutti gli spettatori, sia grandi che piccoli. Ancora una volta cioè, le due case di animazione "incrociano i guantoni" solo superficialmente, trattando argomenti molto simili, ma in due modi completamente diversi.

Ma affrontiamo ora il discorso "animazione" in A Bug's Life. Sicuramente, molta strada è stata fatta rispetto ai moduli dinamici di Toy Story; i movimenti a scatto, saltellanti e spesso disomogenei che caratterizzavano i giocattoli sono oramai completamente scomparsi nel nuovo lungometraggio, regalandoci un'animazione più fluida e molto più gradevole. I fondali sono di ampio respiro e curatissimi, ma qualche pecca è ancora riscontrabile; ad esempio, all'inizio della storia (che sfrutta il solito modello introduttivo a "zoom in", utilizzato per la prima volta con grande effetto in SnowWhite and the Seven Dwarfs e da allora raramente abbandonato dalle produzioni di casa Disney e non solo) siamo trascinati attraverso colline ed alture fino all'isola su cui sorge il formicaio di Flik (oltretutto con un commento sonoro che ricorda molto "Quella casa nella prateria"…). Il quadro di insieme che ci viene presentato è asettico e freddo, nonostante la gamma di colori caldi e rassicuranti utilizzati per le textures. Manca quel qualcosa che potrebbe rendere più realistica la scena d'insieme e si ha la netta percezione dell'effetto "Plastica" tipico di un certo tipo di CGI. Quando le inquadrature si riportano ad un campo più ristretto allora la situazione migliora nettamente, anche se l'ambientazione mantiene sempre un aspetto estremamente "ordinato" e regolare. Le scene di massa sono sicuramente inferiori a quelle viste in AntZ, dove il numero, il movimento indipendente e l'eterogeneità dei soggetti raffigura efficacemente il fermento e l'attività che ferve in un formicaio. Alcuni dettagli sono però eccellenti; la realizzazione e l'animazione del Dente di Leone con i suoi acheni usati come paracadute da Flik sono veramente ottime, estremamente realistiche e morbide nei movimenti.
 

L'interno del formicaio è caratterizzato da ottime luci (con le tonalità dei blu e dei verdi, colori freschi come il sottosuolo) che trasmettono perfettamente una confortante sensazione di protezione e di "casa"; in questo lungometraggio infatti, il formicaio non è assolutamente visto come un luogo annullante e impersonale, aspetto che invece ritroviamo predominante in AntZ, ove i colori sono quelli della terra e della polvere. Di grande effetto sono anche le scene dell'assalto delle cavallette al formicaio (con gli squarci di luce dal soffitto), il rovinoso numero della "Morte Fiammeggiante" nel circo di p.t. Flea, la rissa nel bar (con addirittura una bellissima citazione da Exalibur!!!) e la scena finale con il passero meccanico (animato in modo veramente eccellente). Qualche limitazione deriva dal modulo di illuminazione delle textures e dei modelli animati; analogamente a Toy Story, anche in questo caso alcune luci trasmettono un aspetto "plastico" ai personaggi, il che può funzionare a ragion veduta con dei giocattoli, ma certamente non in questo caso.


I personaggi godono di un più che buono modello di animazione; i movimenti sono in sostanza abbastanza fluidi e le espressioni facciali sono veramente gradevoli (semmai non efficaci come in AntZ, ma comunque più che accettabili). Le personalità sono ben definite e questo permette di infondere vita e credibilità alle varie situazioni. Un esempio per tutti, l'entrata in scena di Hopper, con un monologo perfettamente animato (per lo meno finché il personaggio si mantiene a mezzo busto; il movimento degli arti inferiori talvolta non è molto omogeneo e tradisce l'artifizio del computer). Probabilmente è stato sviluppato un solo modello dinamico per quanto riguarda il volo ed il movimento delle ali dei vari insetti; l'animazione del passero che Flik e compagni incontrano nei pressi dell'isola risente di questa scelta (imposta o meno, forse per motivi di budget): il movimento delle sue ali sembra quello di un calabrone e stona decisamente con l'immagine mentale che si ha del volo di un uccello. Inoltre anche la testa e gli occhi del passero sono un po' rigidi e ancora una volta l'incantesimo dell'animazione si spezza. Stesso problema per quanto riguarda l'animazione della pioggia; ottima dal punto di vista registico (confusione e fuggi-fuggi generale come sotto ad un bombardamento), ma insufficiente dal punto di vista grafico, soprattutto se paragonata a quella di AntZ.

Nel complesso, la regia di John Lasseter (Toy Story) e Andrew Stanton funziona perfettamente, con un sapiente incastro di situazioni divertentissime ed estremamente dinamiche. Forse non originalissima l'idea di creare un passero meccanico per spaventare a morte le cavallette: qualcosa del genere si era già vista in An american Tale ("Fivel sbarca in America" nell'edizione italiana) prodotto dall'Ambinmation di Spielberg, con le scene del Topo Gigante di Minzk.

Il commento musicale, scritto ancora una volta da Randy Newman (Toy Story) è senza infamia e senza lode; sicuramente non colpisce subito lo spettatore, ma sostiene con grande efficacia tutto il lungometraggio.

In definitiva, questa nuova produzione Disney-Pixar è molto efficace, ben fatta, divertentissima ed è in grado di assicurare circa 100 minuti di puro divertimento sia a grandi che a piccoli. Le sensazioni che il lungometraggio lascia sono sicuramente diverse da quelle di AntZ, sia nel bene che nel male; più univoche forse, ma molto rilassanti. Di particolare nota sono i credits finali, corredati con tutti i ciack sbagliati dai vari personaggi, anche con qualche citazione…
 
 


 

Assolutamente da non perdere!!!
 
 
 
  "Quanti scarafaggi sono necessari per avvitare una lampadina?
  Nessuno lo sa. Appena si accende la luce, spariscono tutti!!"
     
 
Slim
 

 
 


 
 


CAST

(edizione originale)


FLIK
Dave Foley
HOPPER
Kevin Spacey
MOLT
Richard Kind
PRINCESS ATTA
Julia Louis-Dreyfus
SLIM
David Hyde Pierce
FRANCIS
Edie McClurg
TUCK & ROLL
Michael McShane
HEIMLICH
Joe Ranft

 
 
 
 
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Luca Fava

 
Autore: Luca Fava (Copyright © 1999)