(Galline in Fuga)
E' il primo lungometraggio dell'inglese Aardman Animations. Ed è un assoluto capolavoro!! Bisogna ricordare che la casa di Bristol, fondata a metà degli anni '70 da Peter Lord e David Sproxton, si era già messa abbondantemente in luce grazie a diversi ottimi lavori, alcuni dei quali sono stati premiati anche con l'Academy Award per il miglior cortometraggio animato: stiamo parlando di Creature Comforts (una sagace intervista agli animali di uno zoo), e due capitoli delle avventure di Wallace & Gromit, The Wrong Trousers, e A Close Shave. Caratteristiche predominante di questi lavori, realizzati grazie anche al talento registico di Nick Park (altro componente fondamentale della Aardman), sono un'eccellente capacità narrativa, l'ottimo approccio registico alla storia e ai personaggi e la straordinaria abilità tecnica impiegata per la realizzazione in Stop-Motion, comune denominatore di tutti i lavori di Lord, Park e Sproxton.
Ma veniamo brevemente alla storia raccontata in questo
gustosissimo lungometraggio. Chicken Run
racconta le vicende di un gruppo di galline da cova "prigioniere" nell'azienda
di Mrs. e Mr.
Tweedy; il loro sogno è fuggire da quello che in
realtà è un vero e proprio campo di concentramento, verso
un'esistenza libera e sicuramente più felice. Innumerevoli sono
i tentativi fatti ed altrettanto innumerevoli sono i fallimenti, fino all'arrivo
di Rocky, il gallo volante!
Il gruppo di pennute, capitanate da Gaia
(Ginger nell'edizione originale)
si illude così di poter imparare a volare per evadere dalla prigionia.
Cocente sarà la loro delusione quando scopriranno la verità
e cioè che le galline non volano, a meno che non siano sparate da
un cannone (come accadeva per Rocky,
gallo da circo e ora gallo in fuga dai suoi aguzzini ed erroneamente precipitato
nell'azienda Tweedy). A tutto
ciò si aggiunge anche l'avidità della Signora
Tweedy, che decide di aumentare i profitti trasformando
la ditta da "Produzione Uova" a "Produzione Pasticci di pollo", condannando
così a morte tutte le galline (prima veniva decapitata solo chi
non produceva un numero sufficiente di uova…). Da questo momento in poi,
la storia è un susseguirsi di colpi di scena che ovviamente non
mi sogno nemmeno di riferire. E' un film che va assolutamente visto!!
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Park e soci hanno fatto un eccellente lavoro; lo screenplay è ottimo, dinamico, fluido e strizza l'occhio a film come La grande fuga e perfino Indiana Jones. Non c'è un solo momento di pausa nella narrazione e tutti i personaggi interagiscono perfettamente gli uni con gli altri. Le personalità sono molto ben definite, perfino per i personaggi comprimari che talvolta hanno davvero poche battute: questo indica ed evidenzia un'assoluta e totale padronanza delle potenzialità comunicative del mezzo che si sta utilizzando, sia dal punto di vista della realizzazione tecnica, sia dal punto di vista della recitazione (espressioni del viso, movimenti del corpo, pause ad effetto e così via). Tutti i personaggi sono quindi degni di considerazione e di nota, ma tre in particolare meritano menzione: Rocky, Gaia e Baba.
Rocky è
il classico "galletto", in tutto e per tutto. E' il tipo che ha charme
da vendere ed è facile comprendere il motivo per cui, pochi minuti
dopo il suo arrivo nel pollaio, tutto le galline impazziscano per lui.
La sua personalità è all'inizio assolutamente "gallocentrica",
ma la vicinanza di Gaia e le
vicende che dovrà affrontare, lo porteranno ad una maggiore empatia
verso il destino degli altri, fino a trasformarlo in un vero e proprio
eroe. Particolare menzione al doppiaggio: nell'edizione originale troviamo
Mel
Gibson, perfetto per il ruolo; in quella italiana un
Cristian
De Sica davvero eccellente!!
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Gaia è
la capogruppo delle galline in fuga. Dotata di una volontà ferrea,
è il "motore della libertà" e sforna un progetto di fuga
dietro l'altro. Ed è colei che paga in prima persona ogni fallimento
con giorni e giorni di cella di isolamento, chiusa nella carbonaia di Mr.
Tweedy. Rappresenta la coesione dell'intero gruppo ed è
colei che si mantiene sempre con le zampe a terra, intuendo le trame della
perfidissima Signora Tweedy.
L'incontro con Rocky non sminuirà
la sua determinazione, ma la riporterà ad un piano più "umano".
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Baba (Babs,
nell'originale) è una gallina veramente semplice, che sferruzza
in continuazione, enorme, ma con una vocina chiara ed innocente. Non ha
una piena comprensione di ciò che va accadendo, né tantomeno
del progetto di fuga, tant'è che ogni volta che Gaia
ritorna dall'isolamento, Baba
la accoglie con un "bentornata, sei stata in vacanza?".
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I signori Tweedy
sono i proprietari dell'azienda; la Signora
Tweedy è alta, segaligna, il perfetto quadro dell'avidità, tratteggiata come un capitano delle SS. Tratta malissimo
tutti, compreso il suo consorte, Mr. Tweedy,
che assomiglia più all'Igor della situazione che a un marito.
Mr.
Tweedy è però l'unico a rendersi conto che
le galline non sono affatto sceme come pensa la sua orrida consorte ed
è per questo che pattuglia nottetempo il pollaio in compagnia di
una coppia di cani ferocissimi. Ovviamente non verrà mai creduto
dalla Signora Tweedy, concentrata
solo sul modo di fare soldi.
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Le scenografie sono realizzate attraverso modellini su scala, in modo davvero mirabile. Uno dei punti di forza del lungometraggio è costituito sicuramente dal pollaio, realizzato come un vero e proprio campo di concentramento: reticolati, filo spinato a chilometri, pattugliamenti con cani feroci (con collare ovviamente borchiato, un must!!!). Le stie per le galline sono delle vere e proprie baracche, come quelle che possiamo vedere a Dachau o Auschwitz. Le colorazioni dei fondali, l'illuminazione dei personaggi e l'intera atmosfera del lungometraggio sono davvero eccellenti, un vero punto di riferimento per questo tipo di animazione. Per la realizzazione tecnica, gli autori hanno utilizzato sculture create con l'Aardman Mix, un particolare e brevettato miscuglio di plastilina, caratterizzato da una maggiore durata e destinato a ricoprire uno scheletro di metallo articolato. In questo modo è possibile modificare rapidamente la posizione del modello per animarlo, riducendo enormemente i tempi di ripresa. Inoltre, sono state creati (così come è stato fatto anche per The Nightmare Before Christmas) diversi modelli di bocche e becchi, intercambiabili, in modo da avere una maggiore corrispondenza fra i labiali e le parole pronunciate dai doppiatori. Le sculture sono state prodotte in doppia copia: una in scala A, più grande ed utilizzata nelle interazioni fra personaggi con le stese dimensioni, e una in scala B, più piccola, utilizzata nelle scene in cui sono presenti sia umani che galline, in modo da esaltare le dimensioni dei primi senza la necessità di creare modelli umani troppo grandi e quindi poco gestibili. Le colorazioni dei personaggi sono state ottenute miscelando plastilina e colore mediante una macchina da chewing-gum modificata. Le riprese in passo-uno sono state effettuate utilizzando l'ausilio del computer, in modo da controllare immediatamente il risultato e per avere quindi la possibilità di ripetere una ripresa senza dover necessariamente ricominciare tutta la scena da capo. Il controllo delle luci, la sincronizzazione fra i vari movimenti e fra i vari personaggi sono davvero ottimamente realizzati e ben presto ci si scorda di avere sullo schermo pupazzi in plastilina. Anche gli "effetti speciali" sono perfetti: il sudore sulle fronti, la pioggia e in modo particolare gli schizzi sui becchi sono davvero da manuale, ma del resto un esempio della straordinaria abilità di casa Aardman l'avevamo già visto in The Wrong Trousers, bellissimo e divertentissimo episodio di Wallace & Gromit, nella scena in cui Gromit se ne va di casa sotto un fortissimo acquazzone; indossa una mantella gialla e l'effetto pioggia è davvero realizzato in modo eccellente, con tanto di schizzi e gocce che scivolano lungo le pieghe del tessuto.
Perfettamente calzante è anche il commento sonoro
che sottolinea tutto il lungometraggio con un tono ora da grande film di
guerra (scena di apertura sul filo spinato del recinto), ora da avventura
(come durante la rocambolesca fuga dalla macchina sforna-pasticci). Assolutamente
indimenticabile è la scena del ballo che Rocky
organizza per risollevare il morale al depressissimo pollaio: le coreografie
sono meravigliose e l'animazione dell'intero insieme è a dire poco
perfetta!!
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Finalmente, per una volta, ci troviamo di fronte ad un
lungometraggio calibratissimo e completo in ogni suo punto: la storia funziona
e anche molto bene, i personaggi sono bellissimi, il livello tecnico di
realizzazione e assolutamente ammirevole… Un vero capolavoro insomma, che
si distacca in modo rimarchevole (insieme a Princes
et Princesses, a mio parere) dalla massa dei lungometraggi
di animazione che hanno caratterizzato le Feste Natalizie del 2000.
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Fetcher..........................................................Phil
Daniels
Mac.........................................................Lynn
Ferguson
Rocky...........................................................Mel
Gibson
Mr. Tweedy.............................................Tony
Haygarth
Babs.........................................................Jane
Horrocks
Mrs. Tweedy....................................Miranda
Richardson
Ginger.........................................................Julia
Sawalha
Nick...........................................................Timothy
Spall
Bunty......................................................Imelda
Staunton
Fowler................................................Benjamin
Whitrow
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Autore: Luca Fava (Copyright © 2000)