Lilo & Stitch

 

 

 

Attila è alto circa un metro… E ha anche due paia di braccia! Gli studiosi rimarrebbero stupiti nel scoprire una simile realtà storica; chi invece ha visto l'ultimo lavoro animato di casa Disney lo è molto meno!
Lilo & Stitch racconta l'incontro-scontro tra un diabolico e pestifero alieno (Stitch o meglio Esperimento 626) e il suo equivalente terrestre, una bambina hawaiana di nome Lilo.
Il primo è il risultato di un illegale esperimento di ingegneria genetica compiuto da Jumba Jookiba, scienziato del pianeta Turo; il suo scopo era quello di creare la perfetta arma distruttiva: un essere in grado di adattarsi ad ogni condizione ambientale, ignifugo, resistente ai proiettili, ai colpi di folgoratore al plasma, dotato di una forza e di un'intelligenza mostruose, con un'indole devastatrice e dotato di un linguaggio in perfetta armonia con queste sue peculiari virtù (fortunatamente incomprensibile; ma le reazioni che suscita non lasciano adito a dubbi circa il contenuto delle frasi)!

Lilo è una bimba di cinque anni con la passione per Elvis Presley e con un bel po' di problemi: dopo aver perso i genitori in un incidente, vive con la sorella maggiore Nani, ma la loro condizione "famigliare" è sempre in bilico. I litigi sono frequenti, a causa anche delle bravate di Lilo, che non perde occasione per azzuffarsi con le antipaticissime e perfide bimbette del circondario. Inoltre, come se questo non bastasse, anche i servizi sociali (nelle vesti di Cobra Bubbles, un inquietante agente di colore di circa due metri) sono in agguato, con il proposito di portare via la bambina. In definitiva, Lilo è una bambina molto sola, a cui manca un vero amico (un "angelo" che stia sempre con lei e che le faccia compagnia), che si aggrappa con disperazione e talvolta rabbia all'unica cosa che le resta della sua famiglia: il ricordo. Ma nel momento più cupo di questa situazione, nella vita di Lilo arriva (o meglio, precipita) Stitch e le cose di mettono di male in peggio…

La vicenda inizia quando l'attività illegale di Jumba viene scoperta; l'Esperimento 626, ragionevolmente giudicato incompatibile con il normale contesto sociale, viene così condannato alla deportazione in una struttura di massima sicurezza. Ma nonostante le precauzioni adottate dal Capitano Gantu della Polizia Galattica, il devastante alieno riesce a fuggire dai suoi carcerieri e per puro caso precipita su quella che viene considerata una riserva naturale per la ripopolazione della specie delle zanzare: la Terra. Visto che un'azione di forza devasterebbe il delicato ecosistema terrestre, la missione di catturare e riportare su Turo l'Esperimento 626 viene affidata allo stesso Jumba (che ha così la possibilità di riguadagnarsi la libertà) e al monocoluto esperto di ecologia terrestre, Pleakley. L'Esperimento 626, valutata la situazione, decide di fingersi un cane (riassorbendo un paio di braccia, le antenne e qualche appendice dorsale) e finisce per farsi adottare proprio da Lilo; inutile dire che fra i due si instaura immediatamente una sorta di intesa automatica, mentre Nani e tutta la restante popolazione hawaiana sono terrorizzate dalla strana creatura. Vivendo con Lilo, l'Esperimento 626, ribattezzato Stitch, comincerà a comprendere la sua vera indole, a controllare le sue azioni, a comprendere l'importanza della parola "ohana", famiglia! Attraverso tante esperienze (anche dolorose come lo scoprire di non avere un passato famigliare, ma l'essere un prodotto genetico e basta) Stitch diventerà sempre più umano, arricchendo la propria vita, nonché quella di Lilo e Nani.

Il lungometraggio funziona davvero bene, non c'è che dire. Ci troviamo finalmente di fronte ad un'idea originale (di Chris Sanders), cosa di cui cominciavamo a sentire fortemente la mancanza. Inoltre, tutti i vari personaggi sono saggiamente orchestrati, ben descritti e caratterizzati grazie all'ottima regia dello stesso Sanders e Dean Deblois. Lo stile che caratterizza sia la CGI, sia l'animazione di tutto il lungometraggio è estremamente gradevole, molto cartoonist, rotondeggiante e morbido (finalmente, dopo tanti spigoli!!). L'animazione è davvero eccellente, anche perché si affida ad alcuni degli straordinari talenti, fautori della rinascita Disney dei tardi anni '80; ritroviamo infatti l'eccellente mano di Andreas Deja, autore di personaggi come King Triton, Gaston, Jafar, il meraviglioso Scar e Hercules, che questa volta riversa la sua arte nella creazione del personaggio di Lilo. Alex Kupershmidt, autore del trio delle iene ne The Lion King, è invece l'artista che porta alla vita il pestifero "diavolo in blu", Stitch! Non si può infine non citare Ruben Aquino, autore di personaggi come Ursula e Simba adulto, stavolta impegnato nel caratterizzare l'esperto "terrologo" Pleakley. Ritornano inoltre anche i backgrounds ricchissimi che hanno caratterizzato le migliori produzioni Disney; la riproduzione dell'ambientazione hawaiana non poteva essere priva di dettagli, di colori vivi e dalle caldissime tonalità. Del resto, anche la sigla di apertura è un omaggio alla generosità della Natura di queste isole, con tanto di riproduzione, estremamente curata, di un ballo tradizionale (finalmente un'apertura di film che non sia un travel o un track in da montagna russa… ).

La storia è sicuramente interessante e offre moltissimi momenti di grande ilarità, dei quali è principalmente protagonista Stitch; assolutamente memorabile è la scena in cui Lilo, stanca di vedere il suo "cucciolino" che devasta casa, sbotta dicendo: "ma perché invece di distruggere non costruisci qualcosa, per una volta!!". Dopo un attimo di riflessione, Stitch la prende in parola e con i libri ed i giocattoli di Lilo costruisce una perfetta edizione in scala ridotta di San Francisco! Inutile dire che subito dopo, l'orecchiuto alieno passerà alla sua migliore interpretazione di Godzilla (o creatura analoga), distruggendo ogni cosa con grande gusto e simulando persino le grida della folla impazzita dal terrore… Altro momento è l'incontro tra Stitch e Cobra Bubbles: il mastodontico ed inflessibile assistente sociale sta parlando ancora una volta con Nani, quando Stitch compare sulla porta; lo osserva per un istante, emette un breve ringhio e subito dopo lo centra in pieno visto con il consistente volume rilegato che stava in quel momento leggendo. Grandiose sono anche le lezioni che Lilo impartisce a Stitch per farlo diventare un "cittadino modello", come Elvis. Molto simpatica è anche la citazione da Men in Black, da parte di Bubbles: all'incontro con gli emissari della Polizia Galattica non si mostra affatto sorpreso; scopriremo che aveva lavorato per la CIA ed era una vecchia conoscenza degli stessi alieni (anzi aveva salvato proprio lui la Terra tempo fa convincendoli circa la teoria della riserva ecologia per le zanzare…).

Anche la colonna sonora, firmata da Alan Silvestri, fa il suo dovere ed infarcisce le vicende con la musica e i canti tradizionali hawaiani. E di nuovo non ci sono canzoncine cantate dai personaggi e questo è sicuramente un segno di maturazione, una svolta rivelatasi vincente rispetto ai più vecchi lungometraggi.
In definitiva il tentativo di questa produzione è quello di seguire un'impronta un po' più vitale e meno seriosa rispetto ad altre e sicuramente fallimentari produzioni, sull'onda de The Emperor's new Groove (e di Shrek e di Ice Age per la concorrenza). Ma la leziosità di casa Disney rimane sempre presente, come una sorta di firma (e lo è in effetti!); Stitch alla fine deve per forza diventare "umano" e tutte le vicende si devono risolvere in modo più che ottimo. Ma del resto, questo è quello che ci si aspetta, anche se vedere Stitch che cucina e apparecchia tavola potrebbe sembrare eccessivo. Bisogna però ricordarsi che non ci troviamo di fronte ad una bestiola, ma ad un vero e proprio essere senziente, con un quoziente intellettivo ben superiore a quello di molte altre persone. Inoltre il messaggio che traspare da questo lungometraggio, oltre all'importanza della famiglia e degli affetti, è anche quello che avevamo già avuto modo di apprezzare ne The Iron Giant: "non importa quali siano le tue origini e per quale motivo sei stato creato; sarai ciò che tu decidi di
essere".

 

 

 


   
 
 
 
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Luca Fava

 Autore: Luca Fava (Copyright © 2002)