"Grandi consensi di critica e di pubblico hanno accolto negli Stati Uniti il 32-esimo lungometraggio della Disney, che schiera eccellenti voci come Jeremy Irons e Whoopi Goldberg. Complici le canzoni di Elton John e una colonna sonora da brivido, questo Re Leone è un Bambi d'Africa che riserva alle platee spaventi ed emozioni".

Recensione da Ciack (1994)

 

La nascita di Simba.
La locandina del film.
Scar e Simba.
 

Sulle pendici del monte Kilimangiaro che domina le pianure del Serengeti, il re leone Mufasa assiste orgoglioso alla nascita dell'erede Simba. Ma il cucciolo di leone perderà il padre davanti ai propri occhi per colpa di Scar, lo zio malvagio, che colpevolizzandolo lo costringerà all'esilio per diventare re al suo posto. Il vecchio saggio Rafiki convincerà Simba ormai adulto a tornare a casa per far valere i suoi diritti di nascita. Ma più che la riconquista del trono, predomina la necessità di affrontare il passato a prescindere da quanto sia doloroso od atroce; vincendo il senso di colpa che il perfido Scar gli ha instillato, Simba diventerà Re non solo nel corpo, ma soprattutto nello spirito.

Ci viene così presentato un eroe, un vero eroe, non per il fatto che riesca a vincere materialmente il suo nemico, ma per la capacità di affrontare e dominare le proprie tragedie interiori, crescendo e maturando.

 

Ecco in sintesi la trama di The Lion King (Il Re Leone), accolto negli Stati Uniti da critiche entusiastiche, ma anche da grida allarmate per la crudezza della morte di Mufasa. Si tratta della consueta ipersensibilità americana ai temi forti, o il film davvero eccede i classici canoni dello spettacolo disneyano, per tradizione bonario e rassicurante ?

Anche i "grandi vecchi" dei cartoon Disney, Ollie Johnston e Frank Thomas, hanno espresso profonde perplessità sulla scena del cucciolo davanti al cadavere del padre: meglio la soluzione in Bambi, con la madre abbattuta fuori campo da uomini estranei alla vicenda. In questo caso, invece, il padre di Simba viene ucciso dal fratello, dopo che lo spettatore ha avuto tempo di affezionarsi veramente al grande re. Ma proprio in questa violenza (solo morale, per carità) la Disney si dimostra eccezionale e coraggiosa: l'intenzione è quella di staccarsi dai classici cliché adottati in precedenza, dove tutto è sempre risolvibile o comunque visto in una luce sdrammatizzante (va da sé che tutto ciò ha creato panico e sgomento negli psicologi americani che si sono domandati se la drammaticità di alcune scene avrebbero potuto turbare i sonni degli spettatori più piccoli…).

 

Scar uccide il proprio fratello.
Scar e Simba.
 

Jeffrey Katzenberg, che ancora sovraintendeva la produzione dei lungometraggi animati Disney (prima di costituire la Dreamworks con Spielberg e Geffen), precisa: "il film tratta il tema della responsabilità che coinvolge ciascuno di noi nel passare da una generazione all'altra. Per ogni essere umano, la crescita dall'infanzia all'età adulta è il momento di un'assunzione di responsabilità. Nella maggior parte dei casi, ciò avviene in concomitanza di eventi fausti, come l'incontro di un compagno di vita o la nascita di un figlio. Altre volte, come nel caso di Simba, è causato da un evento tragico... un tema in cui ciascuno di noi può facilmente identificarsi d'istinto o per esperienza personale".

 

Una spedizione in Africa orientale ha consentito a sei membri dello studio Disney di impratichirsi con ruggiti e paesaggi, faccia a faccia con leoni e zebre. Ne è scaturito un Continente Nero della fantasia, un "Disneyland mix" a cavallo tra il Kenia, la Costa d'Avorio e un tocco di Casablanca.

Modelli dichiarati per il tono estetico del film, i quadri dalle luci drammatiche del pittore Wyeth e le illustrazioni di un classico come Maxfield Parrish. Ne risulta un film che più che mai sa rendersi originale ed unico rispetto ai trentuno lungometraggi Disney che lo hanno preceduto.

 

La regia è affidata ad una coppia di giovani registi: Roger Allers (storyborder d'eccezione per film come Beauty and the Beast e Aladdin) e Rob Minkoff (Basil the great mouse detective e Character director dei cortometraggi di Roger Rabbit). Come tasselli di un mosaico sempre più ricco, si sono aggiunti alla produzione elementi chiave: Tim Rice (Jesus Christ Superstar, Evita)ed Elton John. La colonna sonora e gli arrangiamenti sono di Hans Zimmer che ha creato atmosfere magiche e misteriose.

 

Nomi eccellenti per le voci, registrate durante lo sviluppo dell'animazione per permettere alle matite di lavorare verso la caratterizzazione del personaggio e successivamente sincronizzate con i disegni (Synchronizing).

Whoopi Goldberg ha dato vita ad un cattivo soggetto, la iena Shenzi. James Earl Jones ha ruggito per il leone Mufasa, mentre Matthew Broderick è il protagonista Simba adulto.

Ma la prestazione più eccitante ed esaltante è certo quella offerta, in voce e sullo schermo (grazie all'abilità del sempre più straordinario e sorprendente Andreas Deja) da Jeremy Irons e il suo Scar: "ho studiato a lungo le espressioni di Irons impegnato nel doppiaggio", racconta Andreas, "e ogni volta tornavo al tavolo da disegno con infiniti spunti per le animazioni; Jeremy è un attore straordinario, capace di conferire al personaggio incredibili sfumature di cattiveria e perfidia. Non ho mai collaborato con un talento simile".

Occhi lividi e cerchiati, pelo pettinato all'indietro, Scar è Jeremy Irons anche fisicamente. Con questo superlativo Scar, Deja ha creato il suo terzo grande cattivo consecutivo, dopo Gaston e Jafar (ricordiamo anche il bracconiere Mcleach in The Rescuers down under).

Al contrario gli altri animatori hanno colto l'occasione per sbizzarrirsi: Baxter, famoso per Jessica Rabbit, Belle, questa volta firma la scimmia sciamano Rafiki;

Henn, noto per Belle, Jasmine, Ariel, si cimenta con Simba cucciolo (per le altre referenze, fare riferimento alla scheda del cast tecnico).

 

Nala e Simba.
 

L’abilità degli animatori e le risorse dei computer hanno prodotto anche l'ennesima sequenza memorabile: questa volta il momento clou del film non è una scena d'amore, ma proprio la morte del padre di Simba, sotto gli zoccoli di una mandria inarrestabile. L'effetto è stato ottenuto attraverso la tecnologia CAPS, digitalizzando la sequenza con un solo gnu (disegnato da Ruben Aquino) e ripetendo migliaia di volte l'animale. Oltre due anni di lavoro per due minuti e mezzo di pellicola che regalano all'animazione una nuova frontiera.

 

Questo nuovo (e sottolineo nuovo, poichè lo è in tutti i sensi) lungometraggio della Disney presenta così alcune caratteristiche inusuali: contiene riferimenti ad Amleto, Riccardo III, Edipo Re, etc. (parole di Don Hann, produttore di The Lion King, oltre che di Beauty and the Beast, Aladdin). Infine, anche il film stesso è un cerchio: comincia con la nascita del successore di Mufasa e termina con quella del cucciolo di Simba e Nala; il concetto è sostenuto anche visivamente, riproponendo nel finale l'inquadratura su Pride Rock, il saluto degli animali e la comparsa del titolo: l'avventura ricomincia nuovamente.

 

Il cast al completo!!
 

Durante la lavorazione sono state eseguite alcune revisioni; è stata soppressa una scena in cui Scar cercava di sedurre Nala, giudicata troppo "hard" dalla censura americana.

Anche la sequenza della colazione a base di insetti di Pumbaa in origine era "molto più disgustosa, quasi repellente" (Mike Surrey).

Ci sono inoltre riferimenti in swahili come "Hakuna Matata", letteralmente "nessun problema" e come il mantra che il saggio Rafiki va ripetendo: "Asante sana. Squash banana. We we nugu. Mi mi apana" (è una cantilena keniota).

Per quanto concerne la versione italiana, nei panni di Mufasa potremo trovare Vittorio Gassman (a mio avviso poco adatto alla regalità del ruolo e sempre più da gerontocomio); il bravissimo Tonino Accolla darà la voce all'esplosivo Timon, mentre un ottimo quanto nuovo Tullio Solenghi sarà Scar. Più che notevoli Riccardo Rossi (Simba adulto) e Sergio Fiorentini (Rafiki).

 

Simba e Rafiki.
Simba in esilio.
 

 

 

 

 

The Lion King A musical Journey

 

Il soundtrack originale del film è stato curato con grande professionalità, come sempre dal 1991 in poi.

Nel CD sono contenute cinque canzoni, tratte dal film e tre versioni eseguite da Elton John, che ce le riporta in una visione più commerciale e sicuramente impoverite (tranne forse "Can you feel the love tonight") della magia e ricchezza emotiva e sonora che invece caratterizzano i brani tratti dal film.

Assolutamente da notare sono le voci dei cantanti: Jason Weaver per Simba cucciolo (che mostra una padronanza nelle varie risonanze di maschera da far invidia a molti adulti ), Joseph Williams per Simba adulto (in grado di conferire un viso, un'espressione alla singola nota).

Non si può non menzionare i grandi caratteristi Ernie Sabella e Nathan Lane che, oltre a saper recitare, sanno cantare piuttosto bene; Sally Dwrosky è una meravigliosa Nala.

 

Pumbaa e Timon.
Simba e Nala.
Simba, Timon e Pumbaa.
 

Ma forse il brano più avvincente è "Be prepared", cantata, o meglio, interpretata da Jeremy Irons: le sue sfumature vocali rappresentano anche nel cantato il carattere mellifluo, traditore, vile, ma comunque incredibilmente accattivante di Scar.

I brani strumentali sono di Hans Zimmer che, anche in questo caso, si rivela compositore d'eccezione. Gli arrangiamenti di "This land", "To die for", "Under the stars", "King of Pride Rock", ricche di sonorità e canti africani (arrangiati ed eseguiti da Lebo), strappano letteralmente l'ascoltatore dalla sua poltrona per mostrargli la vastità dei deserti, delle foreste africane (un’africa disneyana ovviamente e quindi ancora più vivida e presente).

E’ comunque indubbio che anche i pregevolissimi brani scritti da Elton John, non sarebbero quello che sono se non ci avesse messo lo zampino Zimmer (e con questo chiudo la polemica !).

Anche Tim Rice merita una buona dose di elogi per aver scritto dei testi che non cadono mai nel banale e nello scontato nonostante alcuni argomenti si possano facilmente prestare a tali cadute.

 

Simba su Pride Rock.
 

Per ultima una considerazione sul package del CD: la copertina, che riprende in qualche modo la locandina del film, mostra un Simba adulto e pensieroso (del resto agli artisti della Disney basta uno sguardo per rappresentare un intero universo di emozioni).

Il libretto riporta i credits e i testi dei brani cantati.

In ultima analisi la "macchina del merchandising" targata Disney si dimostra sempre efficiente e mai deludente o inaccurata.

 

 

 
Cast Tecnico - The Lion King -

 

Personaggio:
Artista:
Doppiatore Inglese:
Scar
A. Deja
Jeremy Irons
Simba (cucciolo)
M. Henn
Jonathan Thomas
Jason Weaver (canto)
Simba (adulto)
R. Aquino
Matthew Broderick
Joseph Williams (canto)
Rafiki
J. Baxter
Robert Guillaume
Mufasa
T. Fucile
James Earl Jones
Zazu
E. Woodbury
Rowan Atkinson
Pomba
T. Bancroft
Ernie Sabella
Timon
M. Surrey
Nathan Lane
Nala (cucciolo)
A. Blaise
Niketa Calame
Nala (adulta)
A. De Rosa
Moira Kelly
Sally Dwrosky (canto)
Banzai
Shenzi
Ed
A. Kuperschimidt & D. Burgess
Cheech Marin
Whoopi Goldberg
Jim Cumming
Sarabi
R. Edmonds
Madge Sinclair
 

 

 

 

 
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Luca Fava

 
Autore: Luca Fava (Copyright © 1997)