Princess Mononoke

La caduta di Adamo






Princess Mononoke è il titolo del nuovissimo lungometraggio di animazione concepito e diretto da uno dei simboli (forse il più grande in assoluto) del cinema d'animazione giapponese: Hayao Miyazaky. A lui e alla felicissima collaborazione con Isao Takahata, dobbiamo moltissimi lungometraggi e serie animate che hanno rappresentato e tuttora rappresentano pietre miliari nel mondo d'animazione orientale e non. Fra di esse troviamo Wolf Boy Ken, Prince Valiant (non confondiamolo con l'orrida produzione presentata da Mediaset qualche tempo fa!!), Kiki's Delivery Service, ma soprattutto Mirai Shonen Conan, Nausicaa of the Valley of the Wind, Laputa, Porco Rosso e l'assolutamente indimenticabile ed ineguagliabile Lupin III - The Castle of Cagliostro!!!!
Il Maestro Miyazaky ha un modo particolare di raccontare le sue storie, che siano serie oppure divertenti; le sue animazioni sono pervase da una poesia e da una spiritualità, insieme ad un dinamismo eccezionale, che difficilmente si riscontrano in altri prodotti dell'animazione giapponese e non solo! Anche altri lavori di ben più famosi e "commerciali" studios molto spesso mancano dell'afflato e del respiro che pervadono i lungometraggi di Miyazaky

Princess Mononoke affonda le sue radici nella spiritualità giapponese, in una visione animistica del mondo e dei suoi abitanti. I personaggi e le situazioni che ci vengono presentati si rifanno al quadro storico del periodo feudale nipponico dell'Era Muromachi (1392-1573), ma la trama è incentrata in modo preponderante sul rapporto fra uomo e natura. E' una fantastica storia di Demoni e Dei, di ambizioni e avidità umane. Tutto ha inizio quando il villaggio del clan degli Emishi viene attaccato da un Demone Cinghiale. Il Principe Ashitaka riesce ad uccidere la creatura, ma a caro prezzo!! La maledizione dell'odio che aveva trasformato lo Spirito Cinghiale in uno scatenato demone intacca le sue carni; il principe è destinato a patire la stessa sorte dello Spirito, a cadere vittima dell'odio e a portare morte e distruzione. Nei resti dello Spirito viene ritrovato uno strano oggetto di ferro, quello che si definirebbe l'agente contaminante, il vero responsabile della corruzione della carne e dell'anima, la chiave che ha "aperto le porte" al demone. Ashitaka decide di impiegare il poco tempo che gli resta da vivere per scoprire la causa di questo funesto evento e per risalire all'origine dello strano oggetto di ferro. Le sue peregrinazioni lo porteranno a scoprire quanto di più nero c'è nell'animo umano: l'avidità, l'egoismo e la presunzione che portano l'uomo a sfidare i propri Dei, a cercare stupidamente di sconfiggere ciò che non può essere sconfitto.
 

Il Principe Ashitaka
Il Demone Cinghiale

Raggiunge la Città del Ferro, una antica Indastria (per chi ricorda Conan il Ragazzo del Futuro) guidata da Lady Eboshi, una donna senza scrupoli che sta conducendo una guerra contro le Divinità della Foresta. Scopo del conflitto è quello di conquistare le terre circostanti la Città per estrarne il ferro, il minerale necessario per la sua principale attività produttiva: le armi; e per fare questo è necessario uccidere tutte le divinità che vi abitano. Lo scopo ultimo sarà quello di portare la testa del Grande Spirito della Foresta, il Grande Dio Cervo, all'imperatore.
 

La Città del Ferro
Lady Eboshi

Fra le creature impegnate in questa assurda battaglia c'è San, nemica giurata di Lady Eboshi e conosciuta come Princess Mononoke, una ragazza cresciuta da Moro, lo Spirito Lupo, e che ripudia la sua specie in nome degli orrori che sta compiendo. Ashitaka si troverà a combattere fra e per le due fazioni, cercando di portare tolleranza e giustizia nell'assurda guerra.
 

San e Moro
Il Grande Spirito della Foresta

Al termine della vicenda, gli esseri umani capiranno che lo Spirito della Foresta non può essere ucciso e che tutto, anche il solo crederlo per un istante, è stato follia. Sebbene la natura rifiorisca grazie al coraggioso intervento di San e Ashitaka, la spiritualità che un tempo la pervadeva è persa per sempre; i boschi e le foreste non sono più luoghi magici e misteriosi e l'uomo li ha perduti in eterno, provando di non meritarli. Anche se un gesto d'amore, di dignità e coraggio, di umanità insomma, può guarire una maledizione, questa non scompare senza lasciare traccia, come dimostra la cicatrice che rimarrà sulla mano di Ashitaka: una specie di marchio, di memento alla follia dell'uomo, un Adamo che per un istante si è creduto più grande e potente delle divinità, perdendo così per sempre il "paradiso" nel quale viveva.
 

I luoghi incantati della Foresta
Gli Spiriti della Foresta

La perizia tecnica con cui è realizzato questo lungometraggio è veramente incredibile. Miyazaky è stato in grado di mantenere il sapore e lo stile tipico della classica animazione realizzata a mano, integrandola in modo assolutamente sapiente con le più recenti tecnologie della CGI e del CAPS. Ci troviamo di fronte a panorami fantastici, di enorme respiro, caratterizzati da travels infiniti, costituiti da moltissimi piani in multiplane camera e da un coloring veramente eccezionale! Ogni inquadratura, specie quelle che riguardano la Foresta e i suoi magici luoghi, è come un quadro, un'opera d'arte.
 

I Sentieri del Bosco
Gli Spiriti in attesa del Grande Dio Cervo

Ma Princess Mononoke non è solo caratterizzato da immagini estatiche; il dinamismo delle scene di battaglia, degli inseguimenti (immancabili quelli sui tetti, ad altezze vertiginose, che caratterizzano praticamente tutte le opere del Maestro e che tengono il pubblico con il fiato sospeso per tutta la durata dell'azione) e delle fughe è trascinante, perfetto; la caratteristica che più colpisce è l'assoluta chiarezza con la quale queste scene vengono realizzate!! Anche se sono presenti rotazioni di camera, cambi di prospettiva e quanto di più dinamico il cinema di animazione sia in grado di offrire, ogni singolo personaggio è perfettamente seguibile nella sua azione, anche nelle scene di massa. Il segreto sta nella sorprendente capacità di Miyazaky di utilizzare quelle "chiavi" dinamiche e soprattutto di coloring del personaggio che permettono di renderlo "individuale", tuttavia senza "staccarlo" dall'omogeneità del fotogramma. Scene assolutamente memorabili sono l'assalto del Demone Cinghiale al villaggio degli Emishi, l'agguato di San e Moro alla carovana del riso, l'incontro di Ashitaka con gli Spiriti della Foresta, l'arrivo e la trasformazione del Grande Spirito della Foresta e le grandi battaglie.
 

San e Ashitaka

L'unico neo del lungometraggio è forse la modalità di narrazione della vicenda, che in alcuni punti soffre di una lentezza e di una staticità a mio avviso inadeguati al resto della produzione. Forse Miyazaky tende un po' a cullarsi nella poesia, nella sontuosità e nella ricchezza delle sue bellissime animazioni, staccando così tempi un po' troppo contemplativi. Anche la conclusione dell'intera vicenda ci viene presentata in modo un po' affrettato rispetto al ritmo con cui gli eventi maturano durante tutto il film, che quindi tende ad assumere un andamento a "fisarmonica" (teniamo conto che il lungometraggio dura la bellezza di quasi 120' minuti). Ma come ho detto in precedenza, queste mie personalissime osservazioni nulla sottraggono o quasi alla grande capacità narrativa del Maestro Miyazaky, che ancora una volta ci mostra un modo esemplare per fare il cinema di animazione.
 
 


 
 

The Creating Artists
Hayao Miyazaki (Director/Original Screenplay)
Neil Gaiman (Co-Writer English Langauge Screenplay)
Jack Fletcher (Voice Director/Co-Writer English Language Screenplay)
Joe Hisaishi (Music Composer)

The Voice Artists
Billy Crudup..........as Ashitaka
Claire Danes...as San (Princess Mononoke)
Gillian Anderson.........as Moro
Minnie Driver.....as Lady Eboshi
Billy Bob Thornton....as Jigo Boh
Jada Pinkett Smith...............as Toki



 
 
 
 
 
 
 
 
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Luca Fava

 Autore: Luca Fava (Copyright © 2000)