FINDING NEMO

“Se mi ami lasciami andare”

Altra produzione Pixar, altro Regalo!!! E bisogna proprio dirlo senza tanti giri di parole, perché quest’ultima fatica in CGI è davvero un capolavoro. E’ come se lo staff della Pixar, diretta dagli ottimi Andrew Stanton e Lee Unkrich, avesse raggiunto il concetto dell’animazione a tutto tondo: tecnica e sceneggiatura! Non è certo la prima volta che ci troviamo di fronte a produzioni complete sotto questo punto di vista, perché anche le precedenti (con particolare riferimento a Monsters, Inc.) erano assolutamente notevoli, ma in questo Finding Nemo c’è qualcosa in più.

Il lungometraggio racconta la storia e l'evolversi della relazione padre-figlio tra Marlin, un pesce pagliaccio della barriera corallina australiana e Nemo, il suo unico figliolo. La nascita di Nemo è assurdamente associata ad un momento estremamente doloroso nella vita del suo genitore, poichè il pesciolino è l'unico sopravvissuto all'attacco di un barracuda, evento che è costato la vita ai suoi fratelli nonchè a sua madre. Marlin, trasformato dalla tragedia, riversa tutto il suo amore e purtroppo anche tutte le sue angosce ed i suoi timori sul suo cucciolo (che oltretutto è nato con una pinna leggermente menomata e questo non fa che acutizzare le ansie e le preoccupazioni del genitore), non rendendosi conto di soffocarlo e limitarlo nel suo sviluppo. Durante una gita scolastica, la situazione raggiunge il culmine e Nemo, per sfidare il padre, si allontana dalla barriera entrando nel Grande Blu, avvicinandosi ad una barca in superficie; e proprio in questo momento, sotto gli occhi del suo genitore, il pesciolino viene catturato da un sub e portato via in una busta di plastica, destinato all'acquario di un dentista di Sidney. Marlin, sconvolto dal dolore e dal terrore di perdere l'unica sua ragione di vita, si lancia all'inseguimento della barca, nel disperato quanto inutile tentativo di raggiungerla. Da questo momento in poi inizia un viaggio che porterà il nostro eroe non solo a ritrovare Nemo, ma a confrontarsi con le proprie paure ed angosce; riscoprirà il significato dell'amicizia, dell'altruismo, della generosità e ricomincerà finalmente a vivere, serenamente.
I punti di forza di questo ottimo lungometraggio sono tantissimi! Cominciamo quindi dai personaggi principali...

Marlin: è un pesce pagliaccio della barriera corallina australiana, tragica vittima della frase che tutti gli rivolgono appena lo conoscono: "Ehi, sei un pesce pagliaccio!!! Dai, raccontaci una barzelletta!!!". Inutile a questo punto descrivere l'esito dei patetici tentativi del nostro striato amico, che raccoglierà solo sguardi imbarazzati e colmi di pietà. La sua vita è stata segnata da una grandissima tragedia: la perdita della compagna e dei figlioli, tranne Nemo, in seguito all'attacco di un barracuda. Come diretta conseguenza, Marlin vede nel figlio l'unica sua ragione di vita e l'unica testimonianza di ciò che ha amato e che ha perduto così tragicamente; è iperprotettivo, anche perchè Nemo è nato con la pinna destra menomata. Tutti i suoi timori e le sue angosce si riversano involontariamente sul cucciolo, a cui ripete in continuazione di stare attento a tutto dato che non può nuotare come gli altri, non rendendosi conto che in questo modo ne soffoca e limita lo sviluppo. Al termine di quell'avventura che sarà la ricerca di Nemo, Marlin impererà nuovamente a vivere e lasciar vivere e anche a racconatre le barzellette...

Nemo: è un pescetto dal carattere dinamico e volitivo; solare e curiosissimo è l'unico a non mettersi problemi per la sua piccola menomazione (nonostante il padre gliela faccia ossessivamente quanto involontariamente notare). La tragica esperienza del rapimento e la separazione dal padre lo trasformeranno in un pescetto più maturo e conscio delle proprie capacità; e sarà proprio lui ad reinsegnare al padre l'importanza dell'altruismo e dell'amicizia.

Dory: è un pesce chirurgo con un serio quanto esilarante problema: non ha memoria a breve termine! Stanton ha trattato questo personaggio in modo molto intelligente, presentando situazioni paradossali e divertentissime per stemperare i toni di questa patologia che in realtà è assolutamente tragica: noi siamo le nostre memorie e le nostre esperienze; se non possiamo ricordarle si va incontro alla disintegrazione della personalità, perennemente sospesa in un limbo. C'è solo una scena in cui lo spettatore avverte la drammaticità della condizione di questo personaggio ed è quella in cui Dory, abbandonata da Marlin, si ritrova a nuotare in circolo intorno alla catena di una boa, mormorando frasi senza senso e senza sapere perchè si trova lì o che cosa deve fare. Il resto del lungometraggio vede il lato "buono" di questo personaggio: Dory è palilalica, sempre ben disposta verso il prossimo (è lei infatti la prima ad aiutare un disperatissimo Marlin nella ricerca della barca che ha rapito Nemo, dando vita ad una sequenza assolutamente divertentissima!!!) e dotata di un'ingenuità e di un fiducia nel prossimo pressochè disarmanti. Molto spesso è lei a complicare involontariamente una situazione, dalla quale poi l'unica soluzione è la fuga precipitosa, ma è anche la "chiave di volta" che permetterà a Marlin di ritrovare suo figlio. Ah, sa anche parlare il "balenese"...

Bruce: è uno squalo bianco, con problemi di coscienza. Insieme ad altri due compagni, un Mako ed un Martello, ha fondato un circolo per il recupero degli squali, il cui motto è "i pesci sono amici, non cibo!!!". Ovviamente, Marlin e Dory finiranno per essere "ospiti" di una riunione di questo improbabile club e rischieranno più che seriamente la vita.

Gill: è un pesce farfalla, prigioniero insieme ad altri sfortunati compagni, dell'acquario in cui finisce anche Nemo. Dotato di coraggio e spirito di sacrificio, darà un contributo fondamentale alla maturazione emotiva del pagliaccetto, chiedendogli di partecipare al suo ennesimo quando arzigogolato (un po' alla Wile E. coyote) piano di fuga. Non si può non menzionare i restanti "ospiti" dell'acquario: pesci di specie diverse, ma tutti con psicosi ossessive!!! C'è un pesce angelo che parla e litiga con la sua immagine riflessa dal vetro, credendola sua sorella; c'è un pesce palla che perde il controllo gonfiandosi improvvisamente e "spallonando" così in superficie; altri ospiti sono un pesce ossessionato dai germi ed uno fissato con le bolle d'aria che fuoriescono dal classico forziere del tesoro presente pressochè in ogni acquario.

Nigel: è un pellicano che aiuterà Marlin e Dory a ritrovare Nemo; visita frequentemente i pesci dell'acquario dello studio dentistico (schiantandosi il più delle volte contro il vetro della finestra chiusa...) e sarà proprio lì che conoscerà il pagliaccetto, portandogli notizie delle imprese del padre (passate di bocca in bocca fra gli abitanti dell'oceano e quindi ormai trasformate in mito e leggenda). Questo sarà un momento fondamentale per Nemo, che riacquisterà fiducia e speranza nel proprio genitore.

Crush: è la testuggine che Marlin e Dory incontrano durante la loro ricerca; chelone centenario, con le sue tranquille e sagge osservazioni darà un aiuto fondamentale per la rinascita emotiva del nostro pesce pagliaccio.

Il lato tecnico del lungometraggio è pressochè straordinario!!!! Se pensavate di aver visto tutto con Monsters, Inc., siate pronti a stupirvi nuovamente: lo studio ed il rendering delle dinamiche dell'acqua sono davvero eccellenti e naturalissimi (tranne forse nei momenti in cui i pesci emergono in superficie, dove si nota leggermente l'effetto "plastica" delle texture, e in alcuni movimenti del sub che rapisce Nemo, ma sono proprio dettagli...) così come l'animazione dei vari pesci e creature marine, che sono realizzate con una cura ed una naturalezza incredibili. L'animazione poi di Bruce è veramente impressionante: nonostante sorrida (anzi, forse è proprio per questo), lo squalo bianco ha davvero il potere di mettere in agitazione lo spettatore... In generale, ho l'impressione che molto di questa "qualità" lo si debba allo studio del lavoro del sempre meraviglioso Glen Keane e della sua Ariel ne The Little Mermaid: l'animazione dei capelli della sirenetta è ormai assolutamente storica! Degne di menzione sono la sequenza della lezione scolastica di Mr. Ray, quella del banco di meduse, la fuga da un affamatissimo Bruce in stato "berserk", nonchè l'incontro con la megattera da parte di Marlin e Dory. Ma personalmente ritengo che il vero ed assoluto punto di forza di questo Finding Nemo sia la sceneggiatura. Il lungometraggio è ricco di trovate divertentissime, attentamente distribuite per non rendere troppo "greve" una storia che ha basi tragiche e dolorose. Ci sono qui e là riferimenti ed omaggi a capolavori dell'animazione e non: la scena in cui Marlin e Dory finiscono sul pontile del porto di Sidney, fissati dai gabbiani appollaiati sulle barche, strizza l'occhio a Uccelli di Hitchcock. Il delirante quanto serio club degli squali ci porta inevitabilmente a ricordare lo straordinario Birds Anonymous (che nel 1957 fruttò un Oscar a F. Freleng), in cui un disperato Sylvester è alle prese con la necessità di smettere di mangiare canarini e finendo poi tragicamente per cedere alla sua natura al grido di "ma io in fondo sono un gatto!!!".

Questo Finding Nemo ci presenta una storia finalmente dalla parte dei padri, una figura non sempre (anzi, quasi mai) correttamente rapprensentata e valutata, soprattuto dai media; basti pensare all'immagine che la pubblicità televisiva ci propina ordinariamente: il padre è quello che non sa vestire i figli, che fa disastri in cucina, che non sa che questa merendina va bene e quell'altra no, che insomma fa sempre la figura dell'imbecille. E penso che sia definitivamente ora di smetterla con questo stereotipo ingiusto ed idiota.

In defintiva, questo lungometraggio contiene messaggi davvero per tutta la famiglia! I bambini si divertiranno moltissimo e potranno vedere come una separazione, anche se dolorosa, porta ad una maturazione e come in fondo anche questa esperienza sia parte del "diventare grandi". Per i genitori, si mette in luce l'importanza della giusta comuicazione con i propri figli, la necessità di tenere a bada le ansie ed i timori derivanti dal proprio vissuto per non soffocare lo sviluppo emotivo e l'autostima dei bambini, che non meritano di essere schiacciati dai nostri fardelli di adulti. Se per primi siamo noi a non avere fiducia nelle potenzialità dei nostri figlioli, lasciandoli oculatamente liberi di sperimentare, sarà impossibile per loro stabilire i limiti delle loro capacità e definire Sè ed, appunto, autostima. Infine, Finding Nemo è anche un lungometraggio sull'importanza del dialogo, della comunicazione e della cooperazione. Ma il messaggio più importante è ancora una volta questo: il più grande segno di amore è lasciare chi si ama libero di vivere pienamente la propria esisteza.

 

 

 

FINDING NEMO

Directed by
Andrew Stanton
Lee Unkrich


Writing credits
Andrew Stanton

Cast and Characters

Albert Brooks ....
Marlin
Ellen DeGeneres ....
Dory
Alexander Gould ....
Nemo
Willem Dafoe ....
Gill
Brad Garrett ....
Bloat
Allison Janney ....
Peach
Austin Pendleton ....
Gurgle
Stephen Root ....
Bubbles
Vicki Lewis ....
Deb/Flo
Joe Ranft ....
Jacques
Geoffrey Rush ....
Nigel
Andrew Stanton ....
Crush
Elizabeth Perkins ....
Coral
Nicholas Bird ....
Squirt
Bob Peterson ....
Mr. Ray

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 

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Luca Fava

 Autore: Luca Fava (Copyright © 2003)