Princes et Princesses
 

(Principi e Principesse)




Ecco il secondo lungometraggio di Michel Ocelot, che dopo Kirikou et la Sorcière, sembra deciso a presentare il suo lavoro al vasto pubblico. Princes et Princesses è una sorta di antologia del genere, una sguardo ironico, divertente e soprattutto divertito, al mondo delle fiabe; il film è infatti costituito da sei storie di diversa ambientazione, tutte tratte da fiabe e favole più o meno celebri, rivisitate ed interpretate da tre personaggi: una Lei, un Lui e Teo, il personaggio che funge un po' da coordinatore e da consigliere di questo ridottissimo gruppo teatrale; e proprio di teatro parliamo, visto che il punto di partenza nonché di arrivo di ogni fiaba è appunto il palcoscenico di un vecchio stabile cittadino, i cui occupanti sono solo i tre attori e un solitario gufo che segue incuriosito e a volte perplesso il susseguirsi delle vicende. Lo stile linguistico utilizzato da Ocelot è proprio quello delle fiabe: ma invece di iniziare con "C'era una volta, in un tempo lontano lontano…", si va ad incominciare con "… E se io fossi una principessa…". Ancora una volta, la peculiarità di questo lungometraggio è la semplicità, a partire proprio dalla scelta tecnica fatta dal regista: le Silhouettes, dette anche Ombre Cinesi. E' come un ritorno alle radici dell'animazione, ad una situazione in cui lo spettacolo era dato dalla storia, dalla potenzialità espressiva dell'artista, dalla magia delle ombre e dei colori degli sfondi. Tutti i personaggi sono visti in controluce; è lo spettatore a completare in tutti i dettagli mancanti l'aspetto delle delicate figurine di cartone e questo, a mio avviso, ha un potente effetto coinvolgente. Altro elemento chiave è la capacità narrativa del regista francese, che sembra aver colto alla perfezione lo spirito delle fiabe: una sottile ironia pervade tutto il lungometraggio (e chi ha letto Rodari sa benissimo che cosa voglio dire), fino all'apoteosi finale. Infatti, l'ultimo episodio è l'estremizzazione di tutte le trasformazioni che un personaggio fiabesco può subire. Una Principessa bacia un Principe e quest'ultimo viene trasformato in ranocchio… Chiaramente qualcosa è andato storto e tutto ciò contraria non poco i due reali; ma la situazione deve essere risolta e un altro bacio sembra la soluzione più ovvia. Stavolta sarà la Principessa a trasformarsi… in una lumaca! Da questo momento in poi, vedremo un susseguirsi di farfalle, mantidi, elefanti, balene, rinoceronti, giraffe, cani, pulci, fino alla trasformazione massima, al paradosso più completo: il Principe si ritroverà Principessa e la Principessa Principe e i due sfortunati personaggi dovranno alfine accettare di buon grado la nuova situazione.

L'edizione italiana è come al solito molto ben realizzata; il doppiaggio si avvale delle voci di Pino Insegno, Elio Pandolfi e della sempre eccellente Anna Marchesini. La loro recitazione è perfettamente in linea con l'intero stile del lungometraggio. E' veramente un piacere poter ascoltare attori (e questa sono volta sono veri attori!!!) che hanno piena padronanza di tutte le sfumature espressive del loro mezzo vocale.

E' superfluo infine evidenziare il coraggio di Ocelot e del suo Studio; in un periodo in cui l'animazione sembra tesa solo e sempre di più verso la conquista tecnica (tristemente svuotata di contenuti), il vedere un lavoro elegante e realizzato con molta intelligenza è un vero balsamo per chi ama davvero il mondo dell'immaginazione.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Luca Fava

 Autore: Luca Fava (Copyright © 2000)