Potere ai piccoli
Questo piacevolissimo film animato ci arriva dalla Nickleodeon
e dalla creatività di ArleneKlasky
e Gabor Csupo, già creatori
della fortunatissima serie televisiva dei Rugrats;
e non si può negare che sia un prodotto interessante, sotto molteplici
punti di vista.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
|
|
|
|
|
La trama di questo primo lungometraggio nella storia dei
Rugrats
ruota intorno alla nascita del fratellino di Tommy Pickles,
Dylan
(Dil per gli amici…), alla confusione
ed allo sconvolgimento che arrivano insieme al nuovo nato. Subito Tommy
e amici (Chuckie, Phil
e Lil, e Angelica)
si rendono conto che quest'intrusione ululante e dotata dell'immancabile
pannolino finirà per stravolgere l'equilibrio famigliare. Credendo
di fare un favore all'amico, Phil,
Lil
e Chuckie progettano di restituire
il fantolino all'ospedale da cui è uscito, utilizzando il nuovo
giocattolo costruito dal signor Pickles: un veicolo multiattrezzato per
bambini, chiamato Reptar (che
in effetti è una specie di dinosauro su ruote, roba per cui andare
letteralmente pazzi!!!). Per una serie di curiose circostanze, Tommy
e amici finiscono per perdersi nella foresta, dove avranno a che fare con
lupi (uno solo, ma molto grosso), un gruppo di scimmie fuggite da un circo
russo (!?) e soprattutto con le loro paure e intolleranze. Il lieto fine
arriverà immancabilmente, con momenti di gloria per ciascun partecipante
all'avventura!
![]() |
![]() |
Il lungometraggio è realizzato in grande stile,
conservando però rigorosamente il caratteristico tratto "ruvido"
e studiatamente irregolare che rappresenta il marchio indelebile e riconoscibilissimo
dei Rugrats. Ci troviamo di
fronte ad un prodotto "sincero", apparentemente semplice, ma che va a sfruttare
buone tecniche di animazione, avvalendosi della CGI,
nonché di numerosi livelli di effetti, piani di animazione e rotazioni
di camera a 360°. Alcune scene ne fanno un uso ampio e palese, ma altre
sfruttano le tecnologie computerizzate per aggiungere solo alcuni particolari
(come l'immagine frammentata che Chuckie
vede dopo aver inforcato tristemente gli occhiali calpestati…), in grado
però di arricchire moltissimo il risultato finale. Bisogna chiaramente
specificare che il livello tecnologico utilizzato è inferiore agli
standard che case come la DreamWorks
o la Disney
utilizzano comunemente; ma nonostante tutto il film riesce gradevolissimo,
grazie al dosaggio sapiente ed intelligente degli strumenti che la Klasky/Csupo
ha al momento a disposizione.
![]() |
![]() |
Di buona qualità anche la regia del lungometraggio
(ad opera della coppia Virgien-Kovalyov)
per una storia che, volendo per forza "fare le pulci", non ha poi moltissimo
da dire (non ci sono né principesse
con regni da salvare, né popoli
da riscattare, né interi formicai
da difendere…). La narrazione è resa dinamica mediante l'intercalarsi
delle vicende dei bambini dispersi nella foresta con quelle dei genitori
lanciati alla loro ricerca in modi alquanto… pittoreschi, visto che viene
utilizzato anche una sorta di aliante meccanico a forma di pterodattilo
(inutile dire che Spielberg e il suo "parco giurassico" hanno lasciato
un segno indelebile nelle produzioni cinematografiche)! Questa scelta pone
delle condizioni, ovvero la necessità di chiudere e aprire i capitoli
della vicenda diverse volte, con il rischio da parte dello spettatore di
andare in overdose per l'uso smodato di tracks
in e out, di travels e zoomate di vario genere. I due registi risolvono
molto bene questo increscioso problema, accompagnando ai capisaldi narrativi
sopra citati alcune variazioni interessanti (come lo stacco di scena in
cui l'ultima immagine del quadro che sta terminando si riflette nell'obiettivo
della telecamera del cronista su cui è incentrato il quadro successivo);
nulla di particolarmente innovativo (basta fare riferimento a An
American Tale - Fivel goes West),
per carità, ma anche questo è un esempio di come mezzi buoni,
sebbene non eccezionali, possano essere utilizzati con gusto e capacità.
![]() |
![]() |
Altri elementi validi di questa produzione sono il cast e la colonna sonora; il primo si avvale di artisti (o meglio artiste, visto che la voce dei bambini sembra di esclusivo dominio femminile) validissimi, in grado di usare sapientemente la voce senza bisogno di ricorrere eccessivamente all'uso di filtri per schiarire il timbro. La colonna sonora è divertente e in perfetta armonia con lo spirito che anima tutto il lungometraggio; in particolar modo ho trovato molto simpatica la canzone cantata dai neonati nella nursery dell'ospedale ("hopsital" anziché "hospital" secondo Tommy e compagni…), che peraltro vede un cast vocale di tutto riguardo del panorama musicale americano.
In definitiva, questo The Rugrats Movie è un lungometraggio molto divertente e rilassante, che forse ha molta più presa e significato per i genitori che per i bambini del pubblico. E' un film indubbiamente fatto da chi e per chi ama i bambini, piccoli o grandi che siano; ma soprattutto è un film per chi conosce le ansie, i dolori e le infinite gioie dell'essere genitori.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ritorna a |
Inviate i vostri suggerimenti, consigli,
critiche e commenti a:
|
|
Luca Fava |