Orchi si nasce (e si resta...)

 

In genere, quando compare un secondo capitolo di una storia che ha meritatamente avuto, come in questo caso, un successo straordinario, si è sempre titubanti e preplessi nell'affrontare un "numero due"; stavolta potete stare assolutamente tranquilli: se avete riso con il primo Shrek, non potrete non piegarvi in due con il secondo capitolo delle avventure dell'ormai famosissimo orco e della sua gang di personaggi "scoppiati".

La soria riprende esattamente da dove l'avevamo lasciata alla fine del primo lungometraggio; Shrek e Fiona si sono sposati e passano la loro idilliaca luna di miele nel cottage di Hansel (di Gretel in questo caso non si sa nulla; non posso pensare in che affari si possa essere impegnata...). Al ritorno alla palude ritrovano Donkey ad aspettarli. Ma ad aspettarli c'è anche una clamorosa novità: un araldo reale, con tanto di trombettieri a seguito, invita ufficialmente la felice coppia a presenziare al ballo reale che il Re e la Regina del Reame di Far Far Away, genitori di Fiona, daranno in onore delle nozze dell'amata principessa. Shrek vorrebbe declinare con fermezza l'invito, ma come si sa, con la volitività della consorte c'è ben poco da fare; se poi ci si mette anche Donkey con il suo "trascinante entusiasmo", allora la partita è persa in partenza. Al nostro Orco non rimane che arrendersi e partire (ovviamente col palilaico quadrupede a seguito, che non si perderebbe un party nemmeno trasformato in un tamburo...). Va da sè che l'incontro con i regali genitori (che per la verità si aspettavano un principe azzurro e non un orco verde, in primis. Ed inoltre si aspettavano semmai di trovare una figlia con sembianze umane... Tutti quegli sforzi per rinchiuderla nella torre per tutta la sua giovinezza e poi? Si accasa con un Orco che vive in una palude...Ah, destino beffardo!) è pressochè disastroso: il Re e Shrek arrivano allo scontro aperto durante un'esilarante (per noi) cena e la situazione precipita. Fiona è molto infelice e Shrek comincia a dover rivalutare le sue posizioni nei confronti del cognato. La situazione è ulteriormente complicata (evviva!!) dal fatto che un Principe Azzurro per Fiona esiste davvero: lo vediamo attraversare ghiacci e deserti infuocati, entrare nel castello, arrivare alla torre (sai che fatica, non c'è più il drago...), scostare le cortine del letto.. per ritrovarsi il Lupo con la camicia da notte della nonna che legge Pork Illustrated... Tale Principe Azzurro, peraltro vanesio ed insopportabile, è il figlio della Fata Madrina di Fiona; scopriamo che la svolazzante, nonchè magica, arrampicatrice sociale aveva architettato tutta la storia della torre e dell'incantesimo con il solo scopo di accasare il figlio strabordante di ego con una principessa e ovviamente non può tollerare che i suoi progetti sfumino per colpa di un vero amore!!!. Farà quindi di tutto per mandare a monte il matrimonio di Shrek e per trascinare Fiona nelle braccia di Azzurro e il Reame di Far far Away nelle sue mani. La storia si infarcisce di colpi di scena e di straordinari personaggi, primo fra tutti lo spagnoleggiante ed affascinante Puss in Boots, Il Gatto con gli Stivali, assoldato dal Re per far fuori Shrek; si aggiungono incantesimi dagli effetti miracolosi, una massiccia dose di citazioni cinematografiche, una morale sulla "forma" del vero amore ed un finale che ci riporta in pace col mondo. Inoltre, per chi avrà al pazienza di scorrere tutti (o quasi) i titoli di coda, ci sarà una fantastica sorpresa!!! Quindi rimanete seduti fino alla fine!!!

Questi sono sommariamente i capi della trama del nuovo lungometraggio della Dreamworks/PDI. Inoltre è già in cantiere uno Shrek 3, che dovrebbe uscire sugli schermi nel 2006. Il progetto originario di Shrek era in effetti una trilogia (che ultimamente grazie anche a Peter Jackson vanno tantissimo...); il successo (ed i soldoni) conquistato dal primo lungometraggio ha permesso la completa realizzazione del progetto.

Dal punto di vista tecnico, le migliorie apportate all'intera GCI del progetto "Shrek" sono stupefacenti, soprattutto se si fa un confronto con il lungometraggio precedente (che già risplendeva di luce propria per essere un prodotto del 2001..). Le animazioni sono davvero fluidissime, perfette nel 95% dei casi. I movimenti del corpo, le textures e soprattutto le espressioni facciali dei personaggi hanno conquistato una morbidezza e una continuità straordinarie. Notevolissimo la dinamica del pelo degli animali, che si nota in modo particolare nella realizzazione di Puss in Boots, davvero eccellente. La paletta dei colori è sempre molto ben azzeccata e omogenea.

Ma ancora una volta, il punto di forza dell'intero lungometraggio è la presenza di una sceneggiatura solida ed efficace, una direzione che funziona come un orologio e un cast di attori pressochè clamoroso!!! Nel primo episodio ciò che colpiva era il tono assolutamente irriverente che gli autori avevano adottato nei confronti delle fiabe più classiche e dei loro personaggi, fino ad allora trattati in modo prevalentemente caramelloso (dalla Disney, diciamolo pure...). In qeusto Shrek 2 il tono cambia leggermente: i personaggi di contorno, i Tre Porcellini con l'impagabile accento tedesco, i Tre Topolini Ciechi (praticamente letali con i loro bastoni bianchi) il Lupo di Cappuccetto Rosso (con disordini nella sfera dell'identità sessuale), Pinocchio (che scopriremo ama portare biancheria femminile...), l'Omino di Pan di Zenzero (detto "Gingy" dagli amici) oramai sono definiti ed è stato quindi necessario trovare un altro motore per la risata. Il lungometraggio abbonda di citazioni continue ad uno svariato campionario di film di successo. E allora cogliamo riferimenti a Il Signore Degli Anelli, a Spiderman, a Street Fighter, a Mission: Impossible (con un Pinocchio/Tom Cruise davvero impossibile) e così via. Anche le ambientazioni sono una citazione: il Reame di Far far Away è praticamente Hollywood, con le boutique di Versarchery, le ville di Raperonzolo (completamente avvolta o quasi dalla interminabile treccia della padrona di casa) e di Cenerentola (con tanto di scarpa in bronzo scolpita sui cancelli). C'è una locanda che si chiama "The Poison Apple", citazione che rimanda sia a Biancaneve, sia al proprietario della Apple (l'insegna è praticamente il logo della mela con l'unica differeza che c'è il segno di un morso...) che della Pixar...

La trama del film si sostiene anche e soprattutto sulle caratterizzazioni straordinarie di un cast che funziona perfettamente; oltre ai già rodatissimi Mike Myers, Cameron Diaz e al solito esplosivo ed incontenibile Eddie Murphy, nel cast troviamo Julie Andrews (la Regina), un sempre ottimo John Cleese (il Re), Rupert Everett (Prince Charming), una bravissima e davvero detestabile Jennifer Saunders (la Fata Madrina) e uno stupefacente ed affascinante Antonio Banderas nei pelosi panni di Puss in Boots. non si poteva davvero sperare in un esito migliore!!!

 

 

 

Inoltre, anche in questo lungometraggio continua la tradizione di una bellissima ed accattivante colonna sonora, azzeccatissima e molto divertente.

Se questo è il gustosissimo risultato che ci possiamo godere in un "numero due", allora mettiamoci comodi, prepariamo il popcorn (senza masticare a bocca aperta nelle orecchie dei vicini, come di solito accade..) e aspettiamo con fiducia il "numero tre"!!!

 

 

 

Directed by
Andrew Adamson
Kelly Asbury

Writing credits
William Steig
Andrew Adamson

 

Cast
Mike Myers .... Shrek
Eddie Murphy .... Donkey
Cameron Diaz .... Princess Fiona
Julie Andrews .... Queen
Antonio Banderas .... Puss In Boots
John Cleese .... King
Rupert Everett .... Prince Charming
Jennifer Saunders .... Fairy Godmother

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ritorna a


Inviate i vostri suggerimenti, consigli, critiche e commenti a:
 
Luca Fava

 Autore: Luca Fava (Copyright © 2004)