" Qualche considerazione sulla Disney's Folly "

 

 

 

 

Mi sembra inutile parlare in questa sede del percorso tortuoso che Disney ha dovuto affrontare per dare alla luce la sua "opera prima"; può essere invece più fruttuoso ed interessante fare qualche considerazione sulle innovazioni che SnowWhite ha portato nel mondo dell'animazione.

 

 

Introduzione di una nuova tecnologia: la MULTIPLANE CAM

E' la strumento di ripresa che tutti gli studi di animazione utilizzano, ora complementata dall'uso del computer (come il Pixar, così usato dalla Disney).

Tecnici come Ub Iwerks (primo collaboratore di Disney e co-creatore di Mickey Mouse) pensarono di interporre tra la camera e il piano di ripresa (su cui vengono posizionate le cels) diversi piani, inizialmente costituiti da lastre di vetro dipinto.

L'effetto che si ottenne era di una tridimensionalità dell'immagine non ricreabile con il solo disegno se non attraverso un enorme dispendio di energie e tempo (e denaro!).

Da questa metodologia nascono gli spazi di ampio respiro delle vallate circostanti il castello della Regina, gli angusti e opprimenti sentieri del bosco nel quale SnowWhite si perde fuggendo dalla matrigna, il rincuorante interno della casa dei nani, ecc.

 

 

Caratterizzazione dei personaggi:

Buona parte del tempo richiesto per la creazione di SnowWhite è stato impegnato nella ricerca di personaggi dai caratteri estremamente definiti; il risultato ottenuto è in verità strabiliante: non ci vengono presentati personaggi con un certo carattere, ma caratteri incarnati!

Ogni nano, SnowWhite, la Regina, il Principe, sono perfettamente chiari e trasparenti: la loro personalità è diretta, distillata e unica; l'essenza del loro animo è sempre manifesta, in ogni momento ed in ogni situazione.

Questa trasparenza emerge anche nel linguaggio delle scene: i campi lunghi vengono usati solamente per introdurre od allontanare lo spettatore da una scena, aprendo o chiudendo le parti della storia come i capitoli di un libro.

I layouts si dimostrano innovativi, presentando personaggi ed ambienti attraverso diverse angolazioni, con lo scopo di coinvolgere lo spettatore nella storia (la visione della Regina nello specchio; l'immagine di SnowWhite riflessa nel pozzo, come se lo spettatore fosse al suo interno, ecc.).

Mi sono dilungato nelle considerazioni sui layout poiché anch'essi possiedono un ruolo integrante nella storia; i fondali e l'ambiente nel quale si muovono i personaggi possiedono una loro identità: basti pensare agli alberi della foresta che si animano in creature da incubo durante la fuga di SnowWhite, alla cera delle candele che scende come lacrime accompagnando e partecipando al pianto e alla disperazione dei nani in seguito alla "morte" della principessa e così via.

Per concludere, la limpidezza dei caratteri emerge quindi in ogni particolare, in ogni movimento (trovo meraviglioso lo sviluppo dell'espressione di Grumpy dopo il bacio di saluto di SnowWhite sulla soglia di casa: la scontrosità del personaggio si scioglie letteralmente rivelando l'affetto per la principessa). Fra tanti pregi è forse doveroso, però, cogliere forse l'unico aspetto negativo di tanta limpidezza: un personaggio troppo definito, troppo semplice nel suo essere, può perdere di interesse e divenire piatto come il foglio di acetato sul quale è disegnato.

Sembra comunque che tale rischio non si sia verificato per i personaggi di SnowWhite, i quali mantengono la loro freschezza dal 1938. Fedeli a questa linea, i personaggi dei successivi lungometraggi Disney hanno sempre (o quasi!) goduto di spessore ed intensità fino a raggiungere alcuni apici, come in Beauty and the Beast, The Lion King, Pocahontas.

 

 

La musica come mezzo espressivo:

Nel film, il commento musicale è sempre perfettamente calzante alle varie situazioni (onori e tributi di lode a Churchill e soci); le canzoni emergono naturalmente dalla storia, sono il mezzo più normale per poter sottolineare o un'azione (la pulizia della casa dei nani eseguita da tutti gli animali della foresta) o uno stato d'animo ("with a smile and a song", "one song", "la tirolese dei nani", "one day my prince will come", ecc.); non ci sono forzature poiché tutto ciò che si vede o si sente nel film è perfettamente coordinato e amalgamato: lo stato d'animo dello spettatore viene preso per mano e portato a condividere la gioia, il dolore, la paura dei personaggi con i personaggi stessi.

Allo scopo contribuiscono anche le voci e le risate "off" degli altri nani durante la scena della presentazione o durante la tirolese.

Ci si distacca finalmente anche dallo slapstick che legava da molti anni la musica alle animazioni (gli esempi più classici ci vengono dai fratelli Fleisher e da Pat Sullivan, con Betty Boop e Felix the Cat, rispettivamente).

 

 

E' necessaria qualche considerazione in relazione all'animazione dei personaggi; i movimenti sono straordinariamente curati: il modo che ha Doc di muovere una mano è diverso dal movimento che potrebbe fare Dopey o Sneezy, poichè diversa è la personalità di questi personaggi. L'azione non è quindi la semplice alterazione di uno stato fisico, ma uno dei numerosi metodi di espressione usati nel film.

Colpisce inoltre la perfetta gestione dei particolari in ogni scena: durante la pulizia della casa, ogni animale ha un percorso cinetico ben definito. Storica è rimasta inoltre la caduta della foglia dal vaso di fiori: la sua esecuzione è stata ripetuta più e più volte, poichè Walt non la trovava sufficientemente naturale (e pensare che è solo un piccolo particolare il quale può tranquillamente passare e sicuramente passa inosservato, dalla maggior parte degli spettatori). SnowWhite è probabilmente uno dei pochissimi film di animazione in cui non si trovino errori di distrazione o di continuità logica (vedi le scarpe di Ariel in The little Mermaid, o gli ingranaggi della ventola, le scarpe di Lefou, la porta di Belle in Beauty and the Beast e così via [Basil the Great Mouse Detective da questo punto di vista sembra sia stato fatto durante i fine settimana!!] ), proprio grazie alla quasi maniacale precisione di Disney.

Inoltre, molti altri film hanno tratto spunto per alcuni movimenti da Snow White; l'esempio forse più lampante è sicuramente dato da Robin Hood, dove la scena di "Phony king of England" attinge a piene mani dalla già citata tirolese dei nani (basti considerare il modo di ballare di Maid Marian e il concepimento generale dei layouts). [In realtà con Robin Hood "piove sul bagnato", poichè durante tutto il film vengono sfruttate alcune rough reels di The Jungle Book e viene riproposta (con successo, devo ammettere) la voce di Phil Harris (cioè Baloo) che interpreta Little John (ovvero un altro orso).

 

In definitiva, la trasposizione animata di SnowWhite, l'opera che tutti reputavano una follia voluta da Disney (le cui finanze erano sempre sul baratro dell'abisso), si rivelò ed è sicuramente un assoluto capolavoro. E' il film di animazione (intesa in questo caso come intrattenimento e come mezzo liberatorio dello spirito [ovviamente per chi ne ha ancora!] ) per eccellenza.

Appare ora straordinario come la metodicità, lo studio usato per costruire il film non emerga nello stesso: non c'è traccia della freddezza legata alla tecnica fine a se stessa e che comunque è stata largamente usata, non ci sono manierismi. Il tutto è un purissimo sogno, scevro da qualsiasi legame terreno, fatto per regalare allo spettatore emozioni nette, distinte e cristalline nella loro intensità e natura.

 

 

 

 

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Luca Fava
 
Autore: Luca Fava (Copyright © 1997)