- Frammenti di vita -


 
 

John Lasseter, sventolando orgoglioso la bandiera digitale della Pixar, ritorna all'assalto dei cinema mondiali con un nuovo episodio di Toy Story, il soggetto che gli ha permesso, complice la Disney, di farsi conoscere alla grande massa del pubblico. E sembra proprio che la sua vena creativa sia in pieno fermento!! A Bug's life ha goduto del grande favore del pubblico (nonostante la spietata concorrenza della DreamWorks con AntZ), ma ancora maggiore è il successo che questo nuovo lungometraggio va riscuotendo in tutto il mondo (basti pensare che ha già vinto un Golden Globe…).

Non si può assolutamente negare che tutto ciò abbia un senso ed una giustificazione; il film ha dalla sua parte numerosissimi punti di vantaggio, perfino rispetto al primo episodio, quali un'eccellente animazione, una regia dinamica e dai tempi calibratissimi, ma soprattutto una ottima storia da raccontare, arricchita da folgoranti citazioni e riferimenti ai principali "mostri sacri" cinematografici come Star Wars, Star Trek, Superman, Jurassic Park
 

Ma vediamo di prendere in considerazione alcuni elementi di questo Toy Story 2. Innanzitutto, ci troviamo di fronte ad un ottimo esempio di animazione in CGI; il software di rendering e di sviluppo dinamico è nettamente e palesemente migliorato rispetto al primo Toy Story, dove si alternavano buoni risultati con deludenti modelli tridimensionali. La cosa che più salta all'occhio è il miglioramento nell'animazione dei personaggi umani: se nel primo episodio (forse anche per motivi di sceneggiatura) questi comparivano solo in parte, nel nuovo lungometraggio li troviamo con un ruolo più centrale e consistente, grazie anche ad un'animazione più "sicura", versatile e quindi più adatta alle complesse esigenze del movimento umano. Le staticità e le "legnosità" che affliggevano tristemente Toy Story e in parte A Bug's life sono ora praticamente scomparse. Inoltre, gli animatori Pixar hanno sviluppato un nuovo modello di colorazione e di illuminazione delle textures, che riduce felicemente al minimo il fastidioso "effetto plastica", comune ai precedenti lavori di animazione. Il resto del lungometraggio è inappuntabile: ottimi come sempre i fondali e gli esterni; le prospettive sono sempre dinamiche, con rotazioni e movimenti di camera a volontà. Ma ciò che più arricchisce il film è che tutto il potenziale tecnico viene impiegato al servizio della sceneggiatura e della storia, mai per un puro e sterile esercizio di stile!
 

Come ho già accennato in precedenza, il lungometraggio è costellato da gustose ed azzeccatissime citazioni; i titoli di testa sono il primo esempio, con i credits tridimensionali ed in movimento che ricordano quelli in Superman. Proseguendo nel frenetico dipanarsi della storia, Buzz trova il tempo di salutare Buzz Lightyear (interdetti, vero? Ma dovrete vedere il film per chiarirvi questo dubbio…) con il gesto di "lunga vita e prosperità" tipico di Star Trek; divertentissima è la citazione da Jurassic Park, nella scena in cui Rex, caduto dalla Jeep su cui viaggiano gli altri personaggi si mette all'inseguimento, comparendo nello specchietto retrovisore allo stesso modo del T. Rex nel film di Spielberg. Ed infine, folgorante è il subplot tra Buzz Lightyear e Zurg, con un dialogo che strizza l'occhio a Star Wars - Empire strikes back, in cui il malvagio nemico giurato dello Space Ranger si rivela essere suo padre!! Ma Lasseter non si risparmia e cita anche sé stesso, inserendo fra i personaggi un cameo di Geri, il simpaticissimo vecchietto della partita a scacchi narrata ne Geri's game, vincitore di un premio Oscar nel 1997. Nonostante sia brevissima, la sua apparizione è fra le più intense dell'intero lungometraggio. Geri, stavolta nei panni di un mirabile artigiano, viene chiamato per riparare e restaurare Woody; l'attenzione, la cura, l'amore e l'arte profusi in queste poche scene sono mirabilmente accompagnate da un'eccellente animazione, attentissima alle ricche espressioni facciali di Geri, personaggio che sembra avere una profondissima integrazione con la Pixar e con i suoi animatori. Non si può non ricordare, se non altro per dovere di cronaca, il party delle Barbie all'interno del negozio di giocattoli.
 

A seguito del successo ottenuto in A Bug's life, Lasseter ci ripropone l'idea dei ciak sbagliati durante i credits finali. Le idee sono buone, le battute azzeccate e divertenti, visto che viene rispettato lo spirito dei vari personaggi, anche fuori scena. Se il tutto si mantiene su questo standard, questa idea potrebbe diventare una piacevole abitudine, capace di trattenere il pubblico fino all'accensione delle luci in sala (cosa che non accade praticamente mai).

Del tutto trascurabile è la colonna, anzi il commento musicale del lungometraggio (anche perché il termine "colonna" è sicuramente eccessivo ed inadeguato in questo caso…); Randy Newman stavolta ha, a mio modesto parere, fatto peggio del solito, scrivendo musiche che non lasciano traccia nella memoria dello spettatore. Le poche (fortunatamente) canzoni che accompagnano il film sono banali e prive di ispirazione, anche se sicuramente penalizzate dal doppiaggio italiano che ha scelto interpreti discutibili; in particolare, la canzone di Jessie ha momenti che farebbero saltare i denti a chiunque, anche allo spettatore meno attento nei confronti del canto. I dialoghi sono doppiati con la solita maestria e il risultato è piuttosto buono; in particolare brilla l'interpretazione della sempre eccellente Ilaria Stagni, memorabile doppiatrice di Bart Simpson, nonché di Terk nel più recente Tarzan targato Disney. Anche stavolta Woody è doppiato da Fabrizio Frizzi che rimane incollato al suo standard: senza particolari lodi, ma anche senza particolari infamie, tranne qualche legnosità (ma del resto anche la testa di Woody è di legno, per cui…).

In definitiva, a parte qualche nota negativa, non v'è dubbio alcuno che questo secondo episodio rappresenti un eccellente esempio di cinema d'animazione nel senso più comprensivo e vasto del termine. Sono soprattutto i contenuti a vincere e a superare perfino tutte le meraviglie della sapiente CGI utilizzata; i giocattoli rappresentano ancora una volta e più che mai l'incarnazione e la testimonianza del periodo più importante della nostra vita e se Dio lo concede, anche il più felice e sereno. Non sono solo plastica sagomata, pezza, filo, spago ed imbottiture varie, ma frammenti della nostra stessa esistenza, che ci hanno dato sogni, speranze, progetti. Come non si può zittire la voce del bambino che siamo stati e che sempre avremo dentro (volenti o nolenti), così non si possono dimenticare né tantomeno (orrore!!) gettare le bambole, i robot, i soldatini e i tanti personaggi che diventavano vivi per noi soltanto, anche se solo per quel breve periodo di vita che è l'infanzia.
 
 




THE  CREATING ARTISTS

Directed by JOHN LASSETER
Co-Directed by LEE UNKRICH & ASH BRANNON
Produced by HELENE PLOTKIN & KAREN ROBERT JACKSON
Executive Producer SARAH MCARTHUR
Original Story by JOHN LASSETER, PETE DOCTER,
ASH BRANNON & ANDREW STANTON
Screenplay by ANDREW STANTON, RITA HSIAO,
DOUG CHAMBERLIN & CHRIS WEBB
Music by RANDY NEWMAN
Film Editors EDIE BLEIMAN, DAVID IAN SALTER & LEE UNKRICH
Director of Photography SHARON CALAHAN
Production Design WILLIAM CONE & JIM PEARSON
Story Supervisors DAN JEUP & JOE RANFT
Supervising Animator GLENN MCQUEEN
Layout Supervisors RIKKI CLELAND-HURA & EWAN JOHNSON
Set Dressing Supervisor DAVID EISENMANN
Associate Technical Directors OREN JACOB & LARRY AUPPERLE
Modeling Supervisor EBEN OSTBY
Shading Supervisor BRAD WEST
Lighting Supervisor JEAN-CLAUDE KALACHE
Rendering Supervisor DON SCHREITER
Production Manager GRAHAM WALTERS
Sound Designer GARY RYDSTROM
Executive Music Producer CHRIS MONTAN
Casting by RUTH LAMBERT, C.S.A. & MARY HIDALGO
Supervising Technical Director GALYN SUSMAN
Story Dept Managers RENEE JENSEN & SUSAN E. LEVIN
 

STORY ARTISTS

Jim Capobianco     David Fulp     Matthew Luhn      Ken Mitchroney      Max Brace
Jill Culton     Rob Gibbs      Jason Katz      Bud Luckey      Ricky Nierva      Sanjay Patel      Bob Peterson      Jeff Pidgeon      Jan Pinkava      Bobby Podesta      David Skelly
Nathan Stanton      Mark  A.Walsh
 

ADDITIONAL STORYBOARDING

  Don Dougherty      Davey Crockett Feiten     Stephen Gregory     Kirk Hanson
Steven Hunter      Charles Keagle      Jorgen Klubien      Angus MacLane
 Max Martinez      Jon Mead      Floyd Norman      Karen Prell
John Ramirez      Tasha Wedeen
 

 ART

 ART DEPARTMENT MANAGER  - Matt White
ART DIRECTOR/SHADING -  Bryn Imagire
 ASSISTANT ART DIRECTOR - David Skelly
 

CG PAINTERS

 Randy Berrett     Robin Cooper     Yvonne Herbst
Glenn Kim     Laura Phillips
 

SKETCH ARTISTS

  Randy Berrett      Mark Holmes     Dan Lee      Nathaniel McLaughlin
Paul Mica      Laura Phillips      Jeff Sangalli
Gary Schultz      Bud Thon
 

SCULPTORS

 Norm DeCarlo      Jerome Ranft
 

NEW CHARACTER DESIGNS

  Randy Berrett      Ash Brannon     Colin Brady      Jill Culton
 Dan Lee      Bud Luckey      Nathaniel McLaughlin
 Ken Mitchroney      Jim Pearson
 

VISUAL DEVELOPMENT

 Sean Hargreaves      Dave Gordon      Harley Jessup
 

 ART DEPARTMENT COORDINATOR
Jen Kinavey
 

 ART DEPARTMENT PRODUCTION ASSISTANTS
Alice Rosen      Lilah Moscoso
 

LAYOUT & SET DRESSING

 LAYOUT DEPARTMENT MANAGER  - Molly Naughton
 SENIOR LAYOUT ARTIST - Craig Good
 

SEQUENCE LEADS

 Shawn Brennan      Jeremy Lasky     Patrick Lin      Gregg Olsson
 

LAYOUT ARTISTS

 Robert Anderson      Wade Childress     Roman Figun      Craig McGillivray
 Stephen Moros      Mark Sanford      Adam Schnitzer      Derek Williams
 

SET DRESSERS

 Jon Childress Farmer      Graham Moloy      Sophie Vincelette      Derek Williams

  SET DRESSING DEPARTMENT - Trish Carney



 
 
 
 
 
 
 
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Luca Fava

 Autore: Luca Fava (Copyright © 2000)