Martin Rosen' s
- Watership Down -
(A Nephente production)
 

 

Hazel, Fiver, Bigwig e compagni sul colle Watership.
 

 

Il film in trattazione è uno dei pochi prodotti inglesi presenti sul mercato (altro lungometraggio conosciuto è The Animal Farm, risalente al 1954); i meriti che esso rivela non sono però dipendenti dalla carente rappresentanza inglese nel campo dell'animazione, ma bensì legati all'ottima qualità del lungometraggio.

La storia della produzione e della realizzazione di Watership Down (tratto dall'omonimo libro di Richard Adams, "La collina dei conigli" edita dalla Rizzoli) è quanto mai tortuosa e complicata: basti pensare che durante la lavorazione si sono avvicendati ben due registi, con idee completamente diverse l'uno dall'altro; tutto ciò, unito ad un problema di budget molto limitato, ha comportato il rischio di arrestare il lavoro ad ogni piè sospinto. Il lungometraggio è comunque fortunatamente arrivato a conclusione nel 1978.

Dopo questa breve introduzione, prendiamo in considerazione i vari elementi del film.

 

Animazione e backgrounds:

Forse la caratteristica più interessante ed innovativa di questo film consiste proprio nello stile adottato per i fondali e per l'ambientazione in generale. Elemento fondamentale è indiscutibilmente la "realtà": le campagne, le case, le strutture costruite dell'uomo (vedi la fattoria, le travi del granaio), i colori del mondo e delle creature che lo abitano sono perfettamente corrispondenti al vero. Non si trovano certamente i blu o i verdi innaturali caratteristici delle sempre imperante (per ottimi motivi) animazione targata Disney, poiché diverso è l'uso che si fa del colore: in questo caso le tinte non sono utilizzate per rappresentare uno stato d'animo o una particolare condizione spirituale, caratteristica imperante dell'universo Disneyano, ma definiscono il mondo per quello che è.

Questo "verismo" si proietta anche sui personaggi, diretti da Tony Gay: è assente qualsiasi traccia o tentativo di stile antropocentrico, di umanizzazione dei conigli. Il loro aspetto non si discosta mai troppo dalla morfologia animale, pur mantenendo una buona qualità espressiva; i vari conigli possono essere distinti solo per le dimensioni, per il colore della pelliccia, per la voce ( anche se la cosa può sembrare strana per un coniglio), insomma per le caratteristiche somatiche che un naturalista utilizzerebbe nelle sue classificazioni.

Tecnicamente, il lungometraggio presenta qualche lacuna; nonostante la multiplan cam venga usata con molta intelligenza, dando un ottimo senso di profondità ai campi lunghi e ai piani medi, si riscontra un'eccessiva diffusione dei truck in e out, nonché dei travels, sebbene questi ultimi siano resi molto più gradevoli dallo sviluppo lungo una linea prospettica del piano cinetico dell'animazione. Le inquadrature dei personaggi sono molto conservatrici, in gran parte prive di quelle inclinazioni che permettono di apprezzare la tridimensionalità del disegno. Da citare è il movimento di camera rotatorio intorno al gruppo dei conigli nella tana di Cowslip: la resa tecnica non raggiunge livelli eccelsi, i parallassi non sono perfettamente calcolati, dando quello sgradevole effetto ottico derivante dallo scorrimento della cel, ma va comunque premiato l'impegno (bisogna sempre considerare che siamo nel 1978).

 

La caccia del falco.
 

Molte scene sono dirette in modo veramente sapiente: sono forti, essenziali e colpiscono lo spettatore grazie anche ad un deciso commento sonoro. Come esempi basti considerare la caccia del falco durante il riposo del gruppo nel campo di erbe aromatiche e il racconto da parte del capitano Holly della distruzione della colonia originaria.

Di assoluto rilievo è sicuramente il prologo del film, ricavato delle leggende lapiniche: la creazione del mondo avviene ad opera di Frifht, il quale lo popola con vari animali fra cui c'è El-elrairà, il progenitore di tutta la genia lapinica; il tutto, raccontato dal punto di vista dei conigli, viene rappresentato con un tratto molto semplice e diretto, quasi graffitico, nettamente in contrasto con il morbido tratto delle scene immediatamente successive: queste ultime ci riportano nel presente della storia, mentre le prime sono un antefatto quasi preistorico, la genesi del mondo.

 

 
Fiver alla ricerca di Hazel.
 

Musica e commento sonoro:

La colonna sonora è opera di Angela Morley: morbida e per certi versi quasi malinconica, si adatta e si integra perfettamente con lo svolgersi delle varie scene del film. Il climax viene raggiunto con un brano di Mike Bratt interpretato da Art Garfunkel ed intitolato "Bright eyes".

La scelta dei vari suoni e il loro timing durante alcune scene fondamentali, si rivela inoltre particolarmente felice, arricchendo a livello emozionale l'animazione stessa.

 

Cast:

Il cast è formato da attori del panorama inglese e quindi sconosciuti ai più; rappresentano una eccezione John Hurt (Hazel), Richard Briers (Fiver), Michael Graham-Cox (Bigwig) e soprattutto Denholm Elliot (Cowslip). Caratteristica fondamentale è la mancanza di caratterizzazioni forzate o comiche: questo non significa che il film sia una sorta di prova di recitazione teatrale seriosa e monotona; i momenti ironici, quelli drammatici, il tutto insomma, è in perfetto accordo con lo spirito della storia. In generale, quindi, il risultato è veramente ottimo e potrebbe benissimo fare concorrenza ad un film di casa Disney.

 

Storia ed screenplay:

Il lungometraggio ripropone molto fedelmente gli eventi principali narrati nel libro di Adams; lo stato di continua ansia dei conigli in fuga è riprodotto e rappresentato con notevole efficacia attraverso un montaggio rapido e spezzato, utilizzato soprattutto durante la fuga iniziale dalla conigliera. Rosen attinge a piene mani dalle leggende, dalle usanze e dalla lingua lapinica, rendendo il tutto palpabile e reale (risultato che già si poteva apprezzare nell'ottimo libro di Adams). Si dà infatti per scontato che lo spettatore sia un coniglio o per lo meno conosca bene il linguaggio e la terminologia diffusa fra i conigli, nonché sia al corrente della organizzazione sociale delle conigliere; sono ricorrenti i termini come "housla", "silflai", "embliri", "rakha", ecc. Tutto ciò, da un lato può rendere ostica l'entrata dello spettatore sprovveduto nella vicenda, ma dall'altro può portare all'effetto totalmente opposto, ovviamente se lo spettatore conosce bene il mondo lapinico. Particolarmente rilevante è la preghiera che Hazel e compagni pronunciano in favore di Bigwig, creduto morto in seguito all'episodio del lacciolo, e che apre uno squarcio sul mondo spirituale dei conigli: "My soul joins the thousands for my friend who stopped running today.....". Per chi non conosce le leggende di El-elrairà tutto ciò non avrà molto significato, ma per chi ne è al corrente, il momento è di grande carica emotiva ed intensità.

Le chiavi di lettura sono dunque due, una superficiale ed una consapevole e partecipe delle vicende presentate sullo schermo.

Il lungometraggio ha un target piuttosto alto, non solo per le nozioni presentate, ma anche per la crudezza di molte scene (alcune delle quali sono già state citate) come la battaglia finale fra Efrafaniani e i membri della conigliera di Watership, durante la quale non si risparmia certamente il sangue (predomina ancora una volta il realismo).

La storia si concede qualche licenza sul destino di Blackavar, il quale muore durante un coraggioso attacco al generale Woundworth, mentre nel libro continuerà a condurre la sua esistenza in pace nella nuova conigliera, mettendo a buoni frutti la disciplina efrafaniana.

 

In definitiva questo lungometraggio contiene sicuramente elementi di valore, soprattutto dal punto di vista della regia e della sceneggiatura; lo scarso successo e quindi il limite del film è sicuramente dovuto alle scelte di trattazione degli argomenti ed ai requisiti richiesti allo spettatore per apprezzare completamente il prodotto. Nonostante tutte queste considerazioni, il giudizio non può che essere estremamente positivo, grazie all'indubbio valore dell'opera.

 

 

 

"All the world will be your enemy, prince of the thousand enemies and if they catch you, they will kill you. But first they must catch you. Be canny and your people will never be destroid........"
Watership Down (La collina dei conigli)
Richard Adams - 1972
   

 

 

 

 

 
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Luca Fava

 
Autore: Luca Fava (Copyright © 1997)