rosacroce

Conclusione

La filosofia come l'intero

 

Hegel concepisce la propria filosofia come la sintesi di tutti i contraddittori sistemi filosofici precedenti. Concepisce la propria filosofia come l'intero rispetto alle parziali, ma necessarie, verità del passato; come la totalità dispiegata della verità.
Pensare in questo modo significa credere che la propria parola sia l'ultima e definitiva. Significa credere che il proprio sistema sia conclusivo, perché la totalità guadagnata non è altro che l'idea in sé dispiegatasi integralmente e deve quindi contenere tutte le tesi e tutte le antitesi (l'unità del contraddittorio) in maniera assolutamente trasparente.

L'unità assoluta del contraddittorio è l'acquietarsi stesso dell'idea in sé e per sé. Ma se è possibile pensare a un simile annullamento delle contraddizioni, allora non c'è più sviluppo e la filosofia di Hegel nega il proprio principio. Se non è così, la filosofia (l'identità di razionale e reale) non può reggere un fardello tanto pesante, finendo per vanificarsi e autodistruggersi per implosione.

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