rosacroce

L'identità di razionale e reale.

Logica astratta, logica concreta

 

Si tenga presente che per Hegel la filosofia non è il territorio delle astrazioni formali della pura logica. L'idea è da intendersi come concretezza proprio perché unità di determinazioni differenti. L'identità di razionale e di reale significa appunto che il concetto non è un qualche cosa di separato e di formale rispetto ai fenomeni, ma è piuttosto da intendersi come l'infinito, l'assoluto che si contrae e si spiega nel finito.

La ragione, a differenza dell'intelletto illuministico e kantiano, deve mostrare l'unità del contraddittorio, altrimenti rimane senza contenuto. L'intelletto kantiano, infatti, che in base al principio di non-contraddizione afferma l'impossibilità di poter pensare insieme, ad esempio, libertà e necessità dello spirito, nella sua incapacità di cogliere l'unità degli opposti, finisce per essere astratto.
E' a partire da questa visione hegeliana dell'idea come unità degli opposti, cioè della filosofia come concreto, che è possibile recuperare il senso autentico della dialettica, dell'idea come movimento, come processo.

 

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