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L'enciclopedia delle scienze filosofiche e la logica

Logica e filosofia

 

Il punto di partenza della enciclopedia delle scienze filosofiche è la logica, l'automovimento del pensiero, inteso da Hegel come potenza del reale, del finito. Le categorie della logica nel loro svolgimento dialettico, dall'essere all'essenza, fino all'idea assoluta, sono categorie ontologiche, nel senso che il divenire dell'idea, dalle relazioni più semplici a quelle più complesse, giustifica e fonda il divenire stesso della realtà e delle sue articolazioni.
L'infinito risulta la totalità dispiegata della razionalità nelle sue determinazioni logiche, ma questa razionalità non può rimanere chiusa in se stessa: deve uscire, compiersi nell'effettualità. E' un altro modo di esporre la prova ontologica di Anselmo, che deduce l'esistenza di Dio dal concetto della perfezione, solo che Dio per Hegel non è una realtà immobile e trascendente, ma è reinterpretato come processo dialettico, storico.

La logica hegeliana è certamente la parte più interessante, perché fondativa, del suo sistema. La logica si mostra come la totalità potenziale, mentre la natura e lo spirito appaiono come una conseguenza, una deduzione dall'idea in sé: da qui deriva l'accusa a Hegel di panlogismo. Ma se la logica è "Dio prima della creazione del mondo", quello che è più interessante discutere è proprio il territorio dell'effettualità.
Il farsi immanente dell'infinito nella sua valenza più alta avviene nella produzione storico-culturale dell'umanità (lo spirito assoluto, secondo la definizione di Hegel), la cui figura finale, comprensiva dialetticamente di tutti i momenti precedenti, è la filosofia stessa: definitiva espressione della razionalità.

Il circolo logica-filosofia in questo modo è compiuto e anche a livello formale il sistema di Hegel assume una coerenza perfetta e conclusiva.

 

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