rosacroce

La filosofia della natura

L'insufficienza della visione romantica della natura

 

La filosofia della natura, definita da Hegel come l'idea nel suo alienarsi da se stessa, è il primo momento del manifestarsi della razionalità. "Poiché la filosofia della natura è considerazione concettuale, essa ha per oggetto lo stesso universale, ma preso per sé; e lo considera nella sua propria necessità immanente, secondo l'autodeterminazione del concetto". Ma che cosa significa idea nel suo alienarsi da sé? Hegel spiega che nel farsi natura l'idea è "la negazione di sé stessa, ossia è esterna a sé" (Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, Bari, 1954, p.102-103).

Pensare alla natura, da una parte, come prima realizzazione dell'idea e, dall'altra, come sua negazione, come alterità dell'idea stessa non è certo agevole: non a caso questo passaggio è stato considerato come il tallone d'Achille del sistema hegeliano.
Ad ogni modo due sono le conseguenze di questa concezione. La prima riguarda la svalutazione del significato della natura rispetto ad altri intellettuali romantici, tra cui Schelling ed Hölderlin: l'immagine romantica della natura viene infatti a cadere, dal momento che i fenomeni naturali nel loro essere esterni all'idea, nella loro accidentalità, manifestano una inadeguatezza al senso pieno della razionalità. L'altra riguarda la concezione epistemologica implicita, che, nonostante l'impianto dialettico, finisce per avvicinare Hegel ai positivisti stessi nella convinzione che il sapere scientifico-naturale avvenga per semplice accumulazione, quasi una lenta e progressiva aggiunta di nuove conoscenze e tesori a quelli già acquisiti. Non vi è in Hegel alcuna idea di rivoluzione dei paradigmi scientifici.

Lo svolgimento dialettico della natura dà luogo solo ad individualità separate (seme, fiore, frutto) e del tutto ripetitive (il nuovo seme inizia da capo tutto il processo e così via all'infinito), ed è proprio questa individualizzazione estrinseca e questa ripetitività della natura a portare Hegel a considerarla il momento negativo del sistema: momento negativo, anche se necessario quale terreno, quale orizzonte per l'emergere dello spirito.

 

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